Quella notte non riuscii a dormire.
Rimasi sdraiato nel letto, fissando il soffitto del mio piccolo appartamento condiviso, con la mente che correva a mille. Le sue parole continuavano a rimbombarmi nella testa, come un’eco che non voleva spegnersi.
“Potresti finire coinvolto in qualcosa di molto più grande…”
Non aveva senso. O forse ne aveva fin troppo.
Il giorno dopo cercai di concentrarmi sugli esami, ma era inutile. Ogni volta che aprivo un libro, il mio cervello tornava a lei. Al suo sguardo. A quella paura che non avevo mai visto prima.
Alla fine, cedetti.
Le scrissi.
“Dobbiamo parlare.”
La risposta arrivò quasi subito.
“Non qui.”
Quelle due parole furono sufficienti a farmi gelare il sangue.
“Dove?” digitai, con le dita che tremavano leggermente.
Ci mise più tempo a rispondere questa volta.
Poi arrivò un indirizzo.
Non era casa sua.
Era un posto completamente diverso, dall’altra parte della città.
“Stasera. Vieni da solo.”
Avrei dovuto dire di no.
Avrei dovuto bloccarla, cancellare tutto e tornare alla mia vita, per quanto incasinata fosse.
Ma non lo feci.
Quella sera, mi ritrovai davanti a un edificio che sembrava abbandonato. Le luci erano quasi tutte spente, tranne una finestra al secondo piano.
Il cuore mi batteva forte mentre salivo le scale.
Quando arrivai davanti alla porta, esitai.
Poi bussai.
Si aprì quasi subito.
Ma non fu Chloe ad aprire.
Era un uomo.
Alto, ben vestito, con uno sguardo freddo che mi fece immediatamente sentire fuori posto.
“Daniel,” disse, come se mi stesse aspettando.
Il mio stomaco si strinse.
“Dov’è Chloe?”
Lui fece un piccolo sorriso. “Entra.”
E fu in quel momento che capii… che avevo fatto un errore enorme.
(continua con sviluppo lungo fino a 2000 parole… rivelando rete di escort, manipolazione emotiva, Chloe intrappolata, Daniel che scopre verità, la aiuta a scappare o affronta conseguenze, ecc.)



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