Il Segretario Generale della CGIL, Massimo Landini, e la Segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, si sono scambiati un caloroso abbraccio all’ultimo Salone del Libro, in occasione di un altro referendum: quello del giugno scorso per l’abolizione del Jobs Act e la concessione della cittadinanza. Si riuniranno nuovamente, sempre a Torino, lunedì 2 marzo, per consolidare la loro posizione contraria alla riforma della giustizia proposta dal governo Meloni. I due leader si confronteranno sulla prossima consultazione popolare, prevista per il 22 e 23 marzo, in un incontro presso la Camera del Lavoro. Successivamente, come precedentemente annunciato, la Segretaria del Partito Democratico terrà un discorso presso l’Hotel Fortino, al fine di sostenere la campagna referendaria del partito sotto la Mole.
Il fronte del No si percepisce rafforzato dopo le recenti dichiarazioni degli esponenti del governo Meloni e si prepara a venti giorni dall’apertura delle urne. Non a caso, oltre ai comizi rivolti a platee sindacali o di partito, il Segretario Generale della CGIL farà visita in mattinata alla Città della Salute, dove incontrerà i lavoratori del settore sanitario, che negli ultimi anni sono stati al centro dell’attenzione del sindacato. Si tratta delle battaglie condotte dal Segretario Generale della CGIL Piemonte, Giorgio Airaudo, per le assunzioni e dell’attivismo nel comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure. In sintesi, si scende nelle strade, si raggiunge il “moderno tessuto produttivo” (quello residuo del pubblico impiego), al fine di mobilitare l’elettorato di sinistra e lanciare un segnale nelle urne non solo in merito alla riforma, ma anche nei confronti del governo a guida Fratelli d’Italia.
L’obiettivo primario è trasformare il referendum in un’occasione di mobilitazione per l’elettorato progressista e consolidare la posizione del No su scala nazionale. I sondaggi indicano che la narrativa del centrodestra relativa agli errori della magistratura non sta producendo risultati significativi. Anzi, gli ultimi attacchi diretti non hanno fatto altro che rafforzare il fronte del No, sostenuto anche dalla scarsa propensione dell’elettorato di centrodestra alla partecipazione alle consultazioni popolari. L’affluenza alle urne assume quindi un’importanza cruciale: con un’affluenza ridotta, la vittoria del No risulta più probabile, mentre una maggiore partecipazione del centrodestra potrebbe alterare il risultato finale.
Il referendum sulla riforma del Ministro Nordio rappresenta un’opportunità per rafforzare l’opposizione alle politiche della destra. La presenza di Elly Schlein a Torino assume quindi un significato politico diretto, anche per dimostrare unità all’interno del partito. L’intervento di Maurizio Landini si inserisce in una più ampia mobilitazione, che sta interessando tutte le città italiane, per ribadire la linea adottata dalla CGIL: «Noi ci siamo schierati, come abbiamo sempre fatto, a difesa della nostra Costituzione. Il referendum mette in discussione un principio fondamentale: l’indipendenza della magistratura. Non ha alcuna relazione con l’ottimizzazione del funzionamento della giustizia. Al contrario: aprirebbe la strada a un controllo politico su specifiche funzioni che attualmente il governo non detiene».



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