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Emergenza Gaza, MSF: “Situazione drammatica, l’Italia faccia di più sulle evacuazioni mediche”



In un momento di grave crisi umanitaria, Monica Minardi, Presidente di Medici Senza Frontiere (MSF) Italia, ha espresso preoccupazione per la situazione attuale nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. La sua intervista a Fanpage.it arriva dopo che la Corte Suprema israeliana ha temporaneamente sospeso un decreto che minacciava di espellere il personale internazionale di 37 ONG. Tuttavia, il contesto operativo rimane estremamente precario, con continui ostacoli burocratici e politici imposti da Israele.



Minardi ha denunciato le difficoltà che le ONG affrontano, tra cui la richiesta di liste dettagliate del personale e clausole di silenzio sui crimini di guerra. Secondo lei, questi provvedimenti mirano a ridurre la presenza di testimoni esterni sulla situazione in Gaza e Cisgiordania. Con oltre 18.500 persone in attesa di evacuazione medica e 1.100 già decedute durante l’attesa, Minardi ha sottolineato l’urgenza di un afflusso massiccio di aiuti.

Riguardo alla recente decisione della Corte Suprema, Minardi ha commentato: “Non c’è dubbio che si tratti di un passo avanti importante, anche se al momento non sono ancora chiare le implicazioni concrete di questa decisione”. Ha avvertito che Gaza ha bisogno di aiuti immediati e massicci, sottolineando che la situazione è catastrofica e che le condizioni di vita continuano a deteriorarsi.

Minardi ha descritto la situazione attuale come gravissima, con attacchi alle abitazioni, espropri di terre e violenze sistematiche contro la popolazione civile in Cisgiordania. Ha affermato: “Definire la situazione ‘difficile’ è ormai un eufemismo. Siamo di fronte a una crisi umanitaria catastrofica”. A Gaza, la mancanza di accesso ai beni minimi di sussistenza, come l’acqua potabile, ha portato a una situazione insostenibile.

La presidente di MSF ha evidenziato che i camion dell’organizzazione sono bloccati al confine dal gennaio scorso, contenendo farmaci, materiali per la disinfezione e kit chirurgici. Ha affermato: “Il sistema sanitario a Gaza è stato decimato deliberatamente. Dire che gli aiuti passano è una menzogna smentita dai fatti”. Ha chiesto l’apertura immediata dei valichi per consentire l’ingresso degli aiuti.

Minardi ha anche parlato delle carenze specifiche di farmaci, affermando che la situazione è disperata. “Mi piacerebbe poterle dire che mancano solo due o tre farmaci. La verità è che manca tutto”, ha dichiarato, sottolineando la mancanza di supporto per i pazienti con malattie croniche e oncologiche.

La presidente ha denunciato anche le nuove regole imposte dal governo di Netanyahu, che richiedono la registrazione dettagliata del personale delle ONG e impongono clausole politiche inaccettabili. Ha affermato: “È un tentativo palese di delegittimare e denigrare l’azione umanitaria indipendente”. Secondo lei, l’allontanamento del personale internazionale è un modo per eliminare i “testimoni” scomodi delle violazioni dei diritti umani.

Minardi ha espresso preoccupazione anche riguardo al nuovo “Board of Peace”, un organismo per la gestione della ricostruzione di Gaza a cui partecipa anche l’Italia. Ha dichiarato: “Creare organismi paralleli con governance dubbie e agende dettate da interessi economici o politici è estremamente pericoloso”. Ha sottolineato che è fondamentale rafforzare gli organismi esistenti piuttosto che crearne di nuovi, che potrebbero non garantire la protezione della popolazione.

Infine, Minardi ha richiamato l’attenzione sul ruolo dell’Italia come firmataria delle Convenzioni di Ginevra. Ha affermato: “I medici non fermano le guerre, lo fanno i governi” e ha chiesto un aumento delle evacuazioni mediche. Con 1.100 persone già morte in attesa di evacuazione, ha ribadito l’importanza di un intervento immediato per salvare vite umane.



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