Esplosioni e colonne di fumo a Teheran dopo l’attacco Israele-Usa. Trump dichiara morto Khamenei su Truth. Media iraniani non confermano l’uccisione della Guida suprema.
Colonne di fumo visibili in diversi quartieri di Teheran e forti esplosioni avvertite dalla popolazione hanno segnato l’inizio della giornata nella capitale dell’Iran, all’indomani dell’operazione militare condotta da Israele con il sostegno degli Stati Uniti. L’intervento, denominato “Ruggito del Leone”, ha colpito obiettivi ritenuti strategici, secondo quanto riferito da fonti israeliane. Al momento non è stato diffuso un bilancio ufficiale dei danni né delle eventuali vittime.
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Testimonianze raccolte sul posto parlano di detonazioni in più aree della città, con fumo denso che si è alzato sopra edifici civili e infrastrutture. I residenti hanno descritto momenti di forte tensione, mentre le autorità locali hanno invitato la popolazione a limitare gli spostamenti. Le comunicazioni ufficiali da parte di Teheran sono rimaste frammentarie nelle ore successive agli attacchi.
L’operazione “Ruggito del Leone”, come è stata definita dal governo israeliano, rappresenta uno dei più significativi interventi diretti contro obiettivi iraniani degli ultimi anni. Secondo quanto riferito da ambienti vicini all’esecutivo di Gerusalemme, l’azione sarebbe stata pianificata da tempo e condotta con il coordinamento dell’intelligence statunitense. Non sono stati forniti dettagli precisi sui siti colpiti, ma l’offensiva avrebbe interessato strutture considerate sensibili dal punto di vista militare e strategico.
Nel corso della serata è arrivata la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che attraverso il proprio profilo su Truth ha annunciato la morte della Guida suprema iraniana, Ali Khamenei. Le parole del presidente sono state diffuse mentre da Teheran non giungevano conferme ufficiali sull’eventuale uccisione del leader religioso e politico.
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Nel messaggio pubblicato online, Trump ha scritto: “Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi del mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali”.
Il presidente ha inoltre aggiunto che l’ayatollah “non è stato in grado di evitare i nostri sistemi di intelligence e di tracciamento altamente sofisticati e, lavorando a stretto contatto con Israele, non c’era nulla che lui, o gli altri leader che sono stati uccisi insieme a lui, potessero fare”.
Le affermazioni del capo della Casa Bianca non hanno trovato, almeno nelle prime ore successive alla pubblicazione, riscontri da parte dei media statali iraniani, che non hanno confermato la morte della Guida suprema. L’assenza di comunicazioni ufficiali da parte delle autorità di Teheran mantiene un quadro di incertezza sugli sviluppi effettivi dell’operazione.
Analisti internazionali sottolineano come un’eventuale conferma dell’uccisione di Khamenei rappresenterebbe un passaggio di portata storica per l’Iran e per l’intero Medio Oriente. La Guida suprema ricopre infatti la più alta carica politica e religiosa della Repubblica islamica, con poteri estesi sulle forze armate, sulla politica estera e sugli apparati di sicurezza. Un vuoto al vertice potrebbe aprire scenari complessi sia sul piano interno sia su quello regionale.



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