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Crosetto bloccato a Dubai annuncia: “Il volo militare? L’ho pagato di tasca mia”



Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha comunicato il suo rientro in Italia, continuando a gestire la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari, anche a distanza. L’annuncio è stato rilasciato dopo che il Ministro, in vacanza con la famiglia a Dubai, è rimasto bloccato in Medio Oriente a seguito dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e della conseguente chiusura dello spazio aereo nei paesi del Golfo.



Il Ministro ha dichiarato che rientra autonomamente per evitare di esporre altri a potenziali pericoli.  Il rientro avverrà tramite un aereo militare, mentre la sua famiglia rimarrà a Dubai, previa verifica della sicurezza per loro e per gli altri cittadini italiani e stranieri presenti nella regione, limitando i rischi a quelli derivanti da eventi fortuiti. Il Ministro continua a lavorare, in collaborazione con l’unità di crisi della Farnesina, per trovare una soluzione rapida e sicura.

Intervistato dall’agenzia Adnkronos, il Ministro Crosetto ha specificato che il rientro avverrà con un volo militare, dopo aver corrisposto al Comando del 31esimo Stormo di Ciampino un importo triplo rispetto alla tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato. Tale provvedimento è stato adottato per evitare qualsiasi polemica riguardante l’utilizzo di un volo di Stato. Il Ministro ha espresso disappunto per le critiche ricevute, in particolare da parte del Movimento 5 Stelle, che ha chiesto le sue dimissioni.  Ha ribadito il suo impegno per le istituzioni e la dedizione al servizio pubblico, lasciando ad altri il giudizio sulla qualità del suo operato.

Alla luce dell’attacco in corso in Iran e dell’escalation militare che sta infiammando il Medio Oriente, è emerso ieri che il Ministro della Difesa italiano si trova attualmente impossibilitato a rientrare in Italia a causa della chiusura degli spazi aerei.  Si tratta di un evento di rilevante impatto che impone una profonda riflessione.  Quando sono in discussione la stabilità internazionale, la sicurezza dei nostri militari all’estero e la tutela degli interessi strategici del Paese, l’improvvisazione non è accettabile.  Per tali ragioni, riteniamo che il Ministro della Difesa debba assumersi le proprie responsabilità e rassegnare le dimissioni.  Questa richiesta non è dettata da una mera polemica politica, ma da un profondo rispetto per le istituzioni e dal superiore interesse del Paese.

In una delle fasi più delicate per la sicurezza internazionale degli ultimi anni, il titolare del dicastero della Difesa non è fisicamente presente sul territorio nazionale e non è in grado di rientrare tempestivamente.  Si tratta di una questione istituzionale, non personale.  È legittimo interrogarsi sul livello di informazione preventiva fornito al governo in merito agli sviluppi militari in corso, sul coordinamento con gli alleati e sulle modalità con cui si sta garantendo la piena operatività della catena di comando in una fase così critica.  Da tempo esprimiamo preoccupazione per l’adeguatezza politica di questo governo.  Tuttavia, mai come in questa circostanza la posta in gioco riguarda direttamente la sicurezza nazionale.

L’assalto del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, si fa ancora più incisivo.  Conte afferma: “Non ci sentiamo tutelati da questo Governo. L’Italia a guida Meloni, che secondo i media controllati dalla maggioranza avrebbe dovuto assicurare dialogo e ponti tra Stati Uniti ed Europa, non era a conoscenza dei gravi attacchi di Stati Uniti e Israele sull’Iran”.  Il capo dei 5 Stelle sottolinea inoltre: “Il Ministro della Difesa Crosetto, recatosi a Dubai venerdì, è rimasto bloccato lì mentre piovevano missili sulla sua testa e su quella di numerosi altri italiani, tra cui 200 studenti che vivono con timore e apprensione questa escalation. Ben 300 soldati italiani si sono dovuti rifugiare nei bunker in Kuwait e, fortunatamente, sono rimasti illesi. Intanto, l’escalation rimane imprevedibile: il sangue che continua a scorrere a causa delle bombe, come quelle che hanno causato 108 vittime in una scuola femminile in Iran, e lo stop allo Stretto da cui transita il petrolio, il cui costo ricadrà su tutti noi”.

Conte stigmatizza ulteriormente: “Queste sono tutte conseguenze di scelte unilaterali di Stati Uniti e Israele, su cui Italia ed Europa non hanno avuto alcun ruolo se non quello di ‘osservatori’.  Si tratta della fine del diritto internazionale e dell’esilio delle organizzazioni che avrebbero dovuto garantire pace e sicurezza attraverso la diplomazia e non attraverso le armi, anche di fronte a un regime terribile come quello iraniano. Presidente Meloni, lei ha dimenticato il nostro tricolore e la nostra Costituzione. Il Ministro Tajani, che si passa tra le mani il cappellino Maga di Trump, e il Ministro Crosetto, isolato a Dubai come un semplice turista, sono le immagini più emblematiche della perdita della dignità politica”.

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Francesco Silvestri, critica Israele e Stati Uniti, “quegli alleati di fronte ai quali il nostro governo di finti sovranisti e teorici patrioti si è sempre inginocchiato, mettendo gli interessi del nostro Paese in secondo piano”.

Si apprende oggi che il Ministro della Difesa, Crosetto, si trovava a Dubai in quanto né lui né la Presidente del Consiglio, Meloni, erano stati informati dell’imminente attacco, a differenza di altri Paesi europei.  Di conseguenza, l’Italia, rappresentata dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro della Difesa, è stata oggetto di grave umiliazione a livello internazionale.  Tale situazione è da attribuire alla decisione del governo di adottare una posizione di subordinazione, che inevitabilmente comporta la subizione di tali trattamenti.



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