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Napoli, terrore sull’autobus: 32enne accoltellata a morte, fermato uno sconosciuto che rischia il linciaggio e urla il nome di Gratteri



Serata di paura a Napoli su un autobus della linea C32. L’episodio è avvenuto in via Simone Martini, nel quartiere Vomero, dove un uomo ha aggredito una passeggera e ha costretto l’autista a interrompere la corsa nel traffico, mentre a bordo si diffondeva il panico.



Secondo quanto ricostruito nelle prime ore successive ai fatti, l’aggressore – residente a Pianura e identificato in seguito come Antonio Meglio, 39 anni – si è mosso improvvisamente tra i passeggeri e ha preso di mira una donna di 32 anni scelta casualmente. Senza che emergesse un motivo apparente, avrebbe estratto un coltello impugnandolo con la mano destra e avrebbe colpito più volte la vittima, in particolare al volto e sulle braccia. La donna, un’avvocata impiegata in uno studio legale del capoluogo, ha riportato ferite profonde e una copiosa perdita di sangue.

Subito dopo l’aggressione, l’uomo avrebbe trattenuto la 32enne stringendola a sé, mantenendo l’arma in posizione minacciosa. In quel frangente la donna sarebbe stata usata come ostaggio, con la lama puntata a distanza ravvicinata, mentre gli altri passeggeri cercavano di allontanarsi. La fase più critica, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe durata circa un quarto d’ora, durante il quale la scena si è svolta sotto gli occhi di chi era rimasto nelle vicinanze e di chi, poco dopo, si è avvicinato richiamato dalle urla.

Il conducente, accortosi della gravità della situazione, ha bloccato la marcia e ha consentito l’evacuazione rapida del mezzo. L’autobus si è svuotato nel giro di pochi istanti, con i presenti che sono scesi in modo concitato. Nel frattempo, in strada si è formato un capannello di curiosi: alcune persone hanno iniziato a riprendere quanto accadeva con lo smartphone, mentre altri cercavano di capire se ci fossero feriti e se l’uomo fosse ancora armato.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile, che hanno avviato una gestione operativa della crisi puntando su una mediazione per evitare ulteriori conseguenze. Il 39enne è apparso in evidente stato di alterazione psichica, circostanza che ha imposto particolare cautela nell’approccio. I militari hanno proceduto a una trattativa mirata a distrarlo e a creare lo spazio necessario per intervenire senza mettere a rischio l’incolumità della vittima e delle persone presenti.

La manovra si è conclusa con il blocco dell’uomo e il disarmo. In quel momento, mentre veniva condotto fuori dal bus in manette, l’arrestato ha pronunciato a voce alta, ripetendolo più volte, il nome del procuratore di Napoli: «Nicola Gratteri!».

L’uscita del 39enne dal mezzo ha acceso ulteriormente la tensione all’esterno. La folla, cresciuta nel frattempo, avrebbe tentato in più occasioni di avvicinarsi all’uomo; secondo quanto riferito, qualcuno gli avrebbe lanciato contro un casco da motociclista. I carabinieri hanno creato un cordone per impedire contatti e reazioni violente, evitando che la situazione degenerasse. Durante le operazioni, i militari hanno anche accertato che il 39enne nascondeva addosso un’altra lama, elemento che ha rafforzato le misure di sicurezza adottate sul posto.

La 32enne è stata soccorsa e trasferita d’urgenza all’ospedale Cardarelli. Le ferite riportate – profonde e localizzate soprattutto a volto e braccia – hanno richiesto cure immediate. Nonostante la gravità dei tagli e la perdita di sangue, i sanitari hanno escluso il pericolo di vita. Resta tuttavia il rischio di esiti cicatriziali permanenti, legati alla profondità delle lesioni.

Sul piano investigativo, le prime verifiche hanno escluso collegamenti con rapporti pregressi tra aggressore e vittima: l’uomo non conosceva la 32enne. L’ipotesi considerata dagli inquirenti è quella di un gesto isolato, maturato in un contesto di grave disagio psichico e compiuto scegliendo il bersaglio in modo casuale. Dagli accertamenti è emerso che Antonio Meglio era già seguito per problematiche psichiatriche.



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