Referendum giustizia, i dati Noto per Porta a Porta: affluenza stimata al 41%, separazione carriere in equilibrio, molti indecisi su Csm e Alta Corte disciplinare.**
Referendum giustizia: sondaggio Noto per Porta a Porta, affluenza al 41% e separazione delle carriere in bilico
A poco più di due settimane dalle date indicate per il voto, un sondaggio dell’Istituto Noto realizzato per Porta a Porta fotografa un quadro ancora mobile sul referendum confermativo relativo alla riforma della giustizia. La rilevazione, diffusa attraverso una nota, indica livelli di partecipazione potenziale non definitivi e un Paese diviso sui principali punti della riforma, con una quota consistente di indecisi su alcuni capitoli.
Nella sintesi del sondaggio viene riportata, innanzitutto, una stima sull’intenzione di recarsi alle urne il 22 e il 23 marzo. Il dato complessivo evidenzia un equilibrio fra chi dichiara che voterà e chi afferma che resterà a casa, con una fetta significativa che non ha ancora preso una decisione. Nella nota si legge testualmente: “Il 41% degli italiani dichiara che il 22 e il 23 marzo andrà a votare per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, non andrà il 39%, indecisi il 20%. In particolare, il 51,5% voterebbe sì alla conferma della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati (così come uscita dal Parlamento), mentre il 48,5% voterebbe no, quindi per l’abrogazione”.
Il passaggio centrale riguarda dunque la separazione delle carriere, indicata come uno degli snodi più discussi del pacchetto. Nel campione intervistato, il “sì” alla conferma della legge risulta in leggero vantaggio sul “no”, ma lo scarto appare contenuto e tale da rendere plausibile un esito incerto, soprattutto alla luce delle intenzioni di voto ancora non consolidate e del ruolo che potrebbe avere l’astensione.
Il sondaggio entra poi nel merito di ulteriori aspetti della riforma, misurando il grado di consenso su proposte istituzionali specifiche. Tra queste, l’ipotesi di istituire due Consigli superiori della magistratura distinti, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Anche su questo punto la fotografia restituita dalla rilevazione segnala una prevalenza dei favorevoli, accompagnata però da un livello elevato di incertezza. La nota riporta: “Alla domanda, poi, se siano favorevoli all’introduzione di due Consigli superiori della magistratura, uno per i pubblici ministeri, l’altro per i magistrati giudicanti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, ha risposto sì il 47% degli intervistati, contrari il 24%, non sa il 29%.”
In questo scenario, il 29% di “non sa” rappresenta un indicatore importante: quasi un intervistato su tre non esprime una posizione netta, segnale che il tema, pur rilevante, non è ancora compreso o percepito in modo omogeneo dall’opinione pubblica. Il divario tra favorevoli e contrari resta ampio, ma la percentuale di indecisi potrebbe incidere sulla dinamica della campagna informativa e sulla capacità dei diversi schieramenti di portare argomenti efficaci nel dibattito pubblico.
La rilevazione affronta inoltre la proposta di un’Alta Corte disciplinare e la relativa composizione, descritta nella nota con un livello di dettaglio che evidenzia la complessità del meccanismo ipotizzato. Anche qui, la distribuzione delle risposte è caratterizzata da un numero rilevante di persone che non si esprime. Il documento riporta: “Per quanto riguarda l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare composta da 15 membri, tre nominati dal Presidente della Repubblica, tre professori universitari o avvocati con almeno 20 anni di anzianità, estratti a sorte da un elenco approvato dal parlamento, e nove magistrati estratti a sorte tra pubblici ministeri e magistrati giudicanti, il 36% si è detto favorevole a questo tipo di ‘composizione’, contrario il 28% mentre il 36% non sa”.
Il dato sull’Alta Corte disciplinare si distingue per l’equilibrio fra favorevoli e indecisi, entrambi al 36%, con i contrari al 28%. In termini politici e comunicativi, la percentuale di incertezza suggerisce che il giudizio sull’assetto proposto potrebbe dipendere in modo significativo da come verrà spiegato al pubblico, e da quali saranno gli argomenti più ascoltati nelle settimane che precedono il voto.
Nel testo diffuso insieme ai risultati, oltre alle informazioni sul sondaggio, compare anche un riquadro promozionale relativo a un libro intitolato “EFFETTO VANNACCI”, dedicato a Roberto Vannacci, con riferimenti a temi politici e a figure come von der Leyen e Salvini. La parte promozionale è distinta dal contenuto demoscopico e non riguarda i numeri del referendum.



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