​​


Referendum sulla giustizia, il No sale e sorpassa il Sì: chi voterà secondo i sondaggi



Manca ormai poco al referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo 2026. Secondo le ultime rilevazioni condotte da Nando Pagnoncelli per Ipsos, l’affluenza alle urne potrebbe oscillare tra il 42% e il 49%, a seconda dell’evoluzione del dibattito pubblico nei giorni precedenti alla consultazione. Il tema, tuttavia, sembra aver perso attenzione a causa di sviluppi internazionali, come la crisi in Iran, e della limitata copertura mediatica.



L’analisi dei dati raccolti mostra che la partecipazione al voto sarà determinante per l’esito del referendum. In uno scenario con un’affluenza del 42%, il fronte del No supererebbe quello del Sì con il 52,4% contro il 47,6%. Tuttavia, se l’affluenza dovesse raggiungere il 49%, la situazione si farebbe più incerta: il Sì potrebbe ottenere una leggera maggioranza con il 50,2%, contro il 49,8% del No. In entrambi i casi, una quota significativa di elettori rimane indecisa, quantificata al 7,3% nel primo scenario e al 9,2% nel secondo.

La mobilitazione degli elettori appare differenziata tra i vari schieramenti politici. Gli elettori del centrodestra mostrano una maggiore propensione a sostenere il Sì alla riforma della giustizia, con picchi di consenso all’interno di Fratelli d’Italia. Secondo i dati raccolti, tra gli elettori di FdI, il sostegno al Sì si attesta al 98% nello scenario con bassa affluenza e al 97% in quello con alta partecipazione. Inoltre, chi vota per questo partito sembra essere anche più propenso a recarsi alle urne rispetto agli elettori di altre forze politiche.

Diversa la situazione nel centrosinistra, dove emergono divisioni significative. Gli elettori del Partito Democratico (Pd) si schierano prevalentemente per il No, con percentuali che variano tra il 93% e il 91%, a seconda del livello di partecipazione. Tuttavia, tra i sostenitori del Movimento 5 Stelle (M5S), l’opposizione alla riforma è meno netta: la percentuale di chi voterebbe No si colloca tra il 78% e il 75%. In termini di partecipazione, i dati mostrano una leggera differenza: il 71% degli elettori Pd si dice intenzionato a votare, contro il 66% degli elettori M5S.

La scarsa attenzione mediatica e le recenti crisi internazionali sembrano aver influito sull’interesse generale verso il referendum. Nonostante l’importanza del tema della giustizia nel dibattito politico italiano, la consultazione non sembra aver catturato l’attenzione della maggioranza degli elettori. La rilevazione Ipsos evidenzia come l’esito del voto potrebbe dipendere in larga misura dall’affluenza e dalla capacità dei diversi schieramenti di mobilitare i propri elettori nei giorni immediatamente precedenti al referendum.

La situazione resta quindi in bilico. Con una partecipazione limitata, il fronte del No sembra destinato a prevalere; al contrario, una maggiore affluenza potrebbe giocare a favore del Sì. La battaglia tra le due opzioni appare particolarmente serrata e le prossime settimane saranno cruciali per determinare quale posizione riuscirà a ottenere il consenso necessario.

Il referendum giustizia 2026 rappresenta un importante banco di prova per le forze politiche italiane. Da un lato, il centrodestra punta su un forte sostegno alla riforma per consolidare la propria base elettorale; dall’altro, il centrosinistra cerca di capitalizzare le divisioni interne agli schieramenti avversari per rafforzare la propria posizione. Tuttavia, la sfida principale per entrambi gli schieramenti sarà quella di motivare gli elettori a partecipare a una consultazione che, al momento, non sembra suscitare un interesse diffuso.



Add comment