Un video della telefonata tra Antonio Tajani e l’ambasciatrice Paola Amadei in Iran diventa virale: chiusura sede a Teheran, trasferimento a Baku.
Un filmato diffuso sui social per documentare una conversazione tra Antonio Tajani e l’ambasciatrice italiana in Iran ha innescato una forte eco online, concentrata soprattutto su una frase pronunciata dal ministro degli Esteri. Nel video, pubblicato insieme a un aggiornamento ufficiale sullo spostamento della rappresentanza diplomatica, si sente Tajani chiedere: “Oggi come sono stati i bombardamenti?”.
Il contenuto era stato accompagnato da un messaggio che annunciava una decisione motivata da ragioni di sicurezza: l’Italia ha scelto di interrompere l’operatività della sede a Teheran e di trasferire le attività a Baku, in Azerbaigian. Nel testo del post si leggeva: “Un gruppo di circa 50 connazionali guidati dalla nostra Ambasciatrice in Iran ha attraversato il confine con l’Azerbaigian. Continuiamo a tenere aperte le relazioni diplomatiche con Teheran, a tutela degli italiani rimasti in Iran e dei nostri interessi nazionali, l’Ambasciata continuerà ad operare da Baku”.
A rendere il caso più discusso, tuttavia, non è stato soltanto l’aggiornamento istituzionale, ma la scelta di condividere anche la registrazione della telefonata. Nel filmato si sente la voce dell’ambasciatrice descrivere la fase conclusiva del trasferimento del convoglio: “Siamo tutte e cinque le macchine, le ultime rimaste. Tutte e cinque in territorio azero”. La frase, collocata nel contesto di uno spostamento in un’area colpita da attacchi, è stata rilanciata insieme alle reazioni degli utenti che hanno commentato soprattutto la domanda del ministro sui bombardamenti.
L’ambasciatrice in questione è Paola Amadei, diplomatica nata nel 1964 e con oltre trent’anni di esperienza. Nel suo percorso professionale è stata ambasciatrice in Oman, quindi consigliera diplomatica del ministro dell’Interno Minniti dal 2017. Successivamente, dopo ulteriori incarichi all’interno del ministero, è stata nominata ambasciatrice prima in Bahrein nel 2020 e poi in Iran nel 2024.
Nel prosieguo della telefonata diffusa, Amadei fornisce un aggiornamento operativo sul passaggio dei controlli, mentre il ministro ascolta e interviene con brevi frasi. L’ambasciatrice spiega che “La prima e la seconda” macchina “hanno già fatto il controllo di polizia, credo che adesso stiano facendo la terza e la quarta”. A quel punto Tajani replica: “Vabe, comunque non c’è problema su questo, il problema era uscire da là”.
È dopo questa parte che arriva la frase destinata a circolare maggiormente: “Oggi come sono stati i bombardamenti?”. L’interrogativo, così come registrato e pubblicato, ha catalizzato commenti e condivisioni, soprattutto per la formulazione, percepita da molti come inconsueta rispetto al tema trattato. Nel video non sono presenti ulteriori spiegazioni introduttive: la domanda compare all’interno del dialogo, tra aggiornamenti logistici e passaggi dedicati allo spostamento della delegazione.
Alla domanda, l’ambasciatrice risponde mantenendo un registro istituzionale e descrittivo, riportando i dettagli del viaggio e della situazione in corso: “Oggi si sono sentiti, ma consideri una cosa: noi siamo partiti ieri notte alle 22.45 e non ci siamo mai fermati”. Quindi aggiunge: “Non abbiamo mai dormito. Adesso ci dirigiamo all’uscita ma a Teheran continuano i bombardamenti”. La risposta colloca la conversazione nel quadro di un trasferimento notturno, effettuato senza soste, e conferma che in Teheran erano ancora in corso attacchi.
Nella parte finale della telefonata, Tajani torna sulla comunicazione da veicolare in merito alla sede diplomatica, precisando: “Comunque noi rimaniamo a Baku, diciamo che l’ambasciata di fatto si trasferisce a Baku, non è che chiudiamo l’ambasciata”. La frase viene pronunciata mentre, nel post associato al video, compariva invece l’indicazione che l’Italia aveva chiuso l’ambasciata a Teheran per motivi di sicurezza, mantenendo comunque i rapporti diplomatici e la tutela dei connazionali rimasti nel Paese.
A quella puntualizzazione segue la conferma dell’ambasciatrice: “Sì sì, assolutamente, ricollocati a Baku”. La chiusura del dialogo, per come è stata condivisa, ribadisce dunque la linea operativa: spostamento delle attività a Baku, permanenza del canale diplomatico aperto con Teheran, e prosecuzione delle funzioni dell’ambasciata da una sede diversa rispetto a quella originaria.



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