Uno dei tre bambini che vivevano nei boschi di Chieti e che lo scorso 20 novembre sono stati trasferiti in una casa famiglia a Vasto, avrebbe iniziato uno sciopero della fame. Il piccolo, secondo quanto emerso, avrebbe dichiarato di non voler mangiare fino a quando non potrà ricongiungersi con la madre, Catherine Birmingham, che è stata allontanata dalla struttura dove viveva insieme ai figli.
La decisione di separare la madre dai bambini è stata presa venerdì scorso dalla casa famiglia. Secondo quanto riportato, la donna avrebbe giustificato i comportamenti aggressivi dei figli, che avrebbero anche aggredito alcune educatrici. Inoltre, per la struttura, Birmingham sarebbe stata un elemento destabilizzante per i bambini, interferendo con il lavoro degli operatori e ridicolizzandone gli sforzi. Prima di essere allontanata, la madre aveva più volte attribuito l’atteggiamento aggressivo dei figli al trauma del trasferimento in casa famiglia e alla difficoltà di adattarsi a una nuova routine.
Dopo l’allontanamento della madre, è stato deciso che i tre bambini saranno separati e trasferiti in diverse strutture. Gli avvocati della donna e del marito, Marco Femminella e Danila Solinas, hanno descritto il momento della separazione come estremamente doloroso. Secondo i legali, i bambini avrebbero urlato e pianto disperatamente mentre venivano portati via dalla madre, che è stata costretta a lasciarli nonostante le loro suppliche.
La situazione ha attirato l’attenzione della Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, che ha deciso di recarsi personalmente nella struttura di Vasto per verificare quanto accaduto. Prima del suo arrivo, sono state viste uscire dalla casa famiglia la nonna e la zia dei bambini. Il padre dei piccoli, invece, non era presente al momento.
La vicenda ha suscitato grande interesse pubblico anche per via delle dichiarazioni della nonna dei bambini, che ha raccontato come i piccoli continuino a chiedere insistentemente di poter stare con la madre. In un’intervista rilasciata nei giorni scorsi, la donna ha affermato: “Supplicano di avere la loro mamma”, evidenziando il forte legame tra i bambini e Catherine Birmingham.
Lo sciopero della fame intrapreso da uno dei tre fratellini è solo l’ultimo episodio di una situazione familiare già complessa. La casa famiglia ha giustificato l’allontanamento della madre con la necessità di garantire un ambiente sereno ai minori, ma la decisione ha inevitabilmente generato un profondo disagio nei bambini. La separazione forzata tra madre e figli e la successiva divisione dei fratelli in diverse strutture hanno sollevato interrogativi sulla gestione del caso e sulle possibili ripercussioni psicologiche sui minori.
La vicenda dei “bambini del bosco”, così come sono stati soprannominati dai media, ha avuto inizio quando la famiglia è stata trovata a vivere in condizioni precarie nei boschi di Chieti. Dopo il trasferimento nella casa famiglia di Vasto, il percorso di reinserimento sociale si è rivelato particolarmente difficile. La madre aveva già manifestato preoccupazioni riguardo all’impatto del cambiamento sui suoi figli, sottolineando come il passaggio a una nuova quotidianità fosse stato traumatico per loro.
La Garante Marina Terragni ha dichiarato che intende monitorare attentamente la situazione per garantire il benessere dei bambini e valutare eventuali interventi necessari. La sua visita alla struttura rappresenta un segnale importante dell’attenzione delle istituzioni verso questo caso delicato.
Nel frattempo, gli avvocati difensori della famiglia stanno lavorando per ottenere una revisione delle decisioni prese finora. Marco Femminella e Danila Solinas hanno sottolineato come sia fondamentale considerare il benessere emotivo dei bambini e il loro diritto a mantenere un rapporto stabile con i genitori.
La vicenda resta al centro dell’attenzione mediatica e istituzionale, con molte domande ancora aperte sulle modalità di gestione del caso e sulle soluzioni migliori per tutelare i diritti dei minori coinvolti.



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