Botta e risposta tra Roberto Vannacci e Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, giornale da sempre in perdita che campa grazie ai contributi dello Stato.
Durante la kermesse di Futuro Nazionale tenutasi ieri a Montecatini Terme, davanti ad una platea di oltre 1500 sostenitori, il generale ha battezzato a suo modo uno dei pennivendoli che scrivono sul Foglio (VIDEO)
Roberto Vannacci demolisce il servo che scrive su Il Foglio pic.twitter.com/DIG91ubFPN
— DC News (@DNews10443) March 16, 2026
Claudio Cerasa ha preso le difese del suo schiavetto con queste parole colme di livore: “Quando un politico, come Vannacci, insulta un giornalista, il problema non è l’articolo. Il problema, forse, è l’idea che quel politico ha della libertà di stampa. Non è il mondo al contrario. È tutto abbastanza coerente. È la Decima sul cronista invece che sulla scheda”:
La risposta del Generale arriva direttamente dai suoi canali social:
Egregio Direttore,
se avesse la cortesia di indicarmi con precisione dove si troverebbe l’insulto, sarò ben lieto di porgere immediatamente le mie scuse. Tanto più se rivolte a un giornalista che, con sorprendente disinvoltura, si permette di apostrofare il prossimo come “scalzacane”.
Le parla, Direttore, un convinto sostenitore della libertà di espressione e, quindi, anche della libertà di stampa. Il mio concetto di libertà, tuttavia, ha il pregio della coerenza: se la stampa è libera di scrivere ciò che vuole, il sottoscritto è altrettanto libero di replicare come meglio crede.
Temo invece che lei e i suoi giornalisti — forse confortati dal titolo professionale di cronisti — abbiate una concezione piuttosto particolare di questa libertà: ampia e generosa quando riguarda voi, improvvisamente suscettibile quando qualcuno vi risponde.
Mi dispiace deluderla, Direttore, ma con me questo schema non funziona.
Se ne faccia una ragione.
Per il resto, devo ammettere che la “decima sul cronista” è un’idea brillante: la apprezzo e la sottoscrivo senza esitazioni.



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