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“Non mi importa nulla”, la figlia di Enzo Tortora sul referendum: parole che fanno discutere



Gaia Tortora, intervenuta a Quarta Repubblica su Rete 4, ha espresso il suo punto di vista sul referendum sulla giustizia, sottolineando l’importanza di questo appuntamento per chi, come lei, ha vissuto in prima persona le conseguenze di una malagiustizia.  Il suo vissuto personale, segnato dall’arresto ingiustificato e mediatico del padre Enzo Tortora, celebre presentatore vittima di uno dei più gravi casi di malagiustizia nella storia recente italiana, la spinge a votare con convinzione a favore della riforma, indipendentemente da considerazioni di natura politica.



La Tortora ha ribadito la sua neutralità politica, affermando che la questione del referendum sulla giustizia trascende le appartenenze di partito e che i cittadini dovrebbero valutare la riforma in base al suo merito intrinseco.  Ha inoltre invitato coloro che sono indecisi o che intendono astenersi dal voto a riconsiderare la propria posizione, sottolineando l’importanza di partecipare attivamente al processo democratico.

Prima dell’intervento della Tortora, la Premier Giorgia Meloni ha invitato i cittadini a votare in base al merito della riforma, definendola una riforma di buon senso, non riconducibile a ideologie di destra o di sinistra. La Meloni ha inoltre affermato che intende portare a termine la legislatura e sottoporsi al giudizio degli italiani sul complesso del suo operato, escludendo la possibilità di dimissioni anche in caso di vittoria del no al referendum.  Ha inoltre ribadito che il voto contro la riforma non rappresenta un voto contro il suo governo, poiché i cittadini avranno la possibilità di esprimere il proprio giudizio alle prossime elezioni.

È importante sottolineare che la votazione odierna non riguarda direttamente la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, bensì il sistema giudiziario. Un voto contrario alla riforma, con l’intento di rimuovere la Presidente del Consiglio, potrebbe risultare in un mantenimento del suo incarico, con conseguente persistenza di un sistema giudiziario inefficiente. Pertanto, si raccomanda di partecipare alla votazione per promuovere una riforma della giustizia e migliorare l’efficienza del sistema giudiziario italiano, indipendentemente dalla composizione del governo futuro.

La Presidente del Consiglio Meloni ha inoltre confermato che un numero significativo di magistrati sostiene la riforma, pur non dichiarandolo pubblicamente.  Si ritiene che la scelta di non esprimere apertamente il proprio parere sia personale e che meriti un approfondimento.  È opportuno ricordare che coloro che sostengono il “No” alla riforma affermano di agire in difesa della Costituzione, in particolare dell’Articolo 21, che garantisce il diritto alla libertà di espressione senza ripercussioni.  La riluttanza di alcuni magistrati a dichiarare pubblicamente il proprio sostegno alla riforma suggerisce la possibilità di timori di conseguenze negative.



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