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Baby Gang, l’accusa di aggressione alla fidanzata: “Mi costringi a ucciderti”



Baby Gang arrestato con sei giovani a Lecco: indagini su armi, rapine e accuse di maltrattamenti alla compagna. Contestate anche lesioni aggravate dopo presunte aggressioni domestiche.



Baby Gang arrestato a Lecco: accuse su armi e maltrattamenti alla compagna

Zaccaria Mouhib, trapper noto come Baby Gang, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Lecco insieme ad altri sei giovani. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo sarebbe riconducibile a un “entourage” del cantante e risulta indagato, in concorso e a vario titolo, per una serie di reati che comprendono contestazioni legate al traffico di armi da fuoco, rapina e lesioni aggravate. La posizione del 24enne, tuttavia, include anche un filone distinto di indagine che riguarda l’ambito familiare e la relazione con la compagna convivente.

Gli investigatori contestano a Mouhib anche i reati di maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della 22enne con la quale convive. In base agli atti dell’indagine, il trapper avrebbe imposto alla ragazza uno stile di vita definito “insopportabile”, con comportamenti descritti come offensivi, minacciosi e violenti. Tra gli elementi raccolti viene indicato un controllo costante dei movimenti della giovane: secondo i carabinieri, l’uomo avrebbe monitorato i suoi spostamenti e, tramite telecamere collocate nell’abitazione di Calolziocorte, avrebbe verificato cosa facesse la ragazza quando era sola in casa.

Nelle contestazioni viene inoltre riportato che, a partire dal 2023, Mouhib avrebbe preteso che la compagna lasciasse il lavoro per dedicarsi “esclusivamente ai lavori domestici”. Le indagini, coordinate dalla Procura di Lecco, sarebbero iniziate a febbraio 2025. Un passaggio centrale degli accertamenti riguarda le intercettazioni ambientali effettuate all’interno dell’abitazione: stando a quanto emerge, i militari avrebbero ricostruito che almeno dal 7 marzo 2025 il 24enne avrebbe messo in atto condotte definite “manipolative, vessatorie e possessive” ai danni della compagna convivente.

Il quadro descritto dagli investigatori è riportato nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere firmata dal giudice per le indagini preliminari Gianluca Piantadosi del Tribunale di Lecco. Nell’atto vengono elencati diversi episodi che, secondo l’accusa, delineerebbero un clima di tensione crescente e un’escalation culminata in una presunta aggressione fisica per la quale viene contestata la lesione aggravata.

Tra i passaggi riportati, assume rilievo quanto sarebbe avvenuto nei primi giorni di luglio 2025. Il 2 luglio, secondo la ricostruzione, la 22enne avrebbe raccontato a Mouhib di aver incontrato una persona in un negozio che le avrebbe offerto un biscotto per il cane. In quel contesto, il trapper le avrebbe rivolto frasi minacciose e denigratorie, riportate negli atti: “Tu dai troppa confidenza (…) ti devi comportare da donna (…) devi rimanere al tuo cazzo di posto (…) Devi chiudere quel cazzo di becco, vuoi che ti prendo a schiaffi?”.

Il giorno seguente, il 3 luglio, l’uomo avrebbe accusato la compagna di non essere stata “cordiale” con una donna che si era recata a casa loro a Calolziocorte “per fare le treccine” al trapper. Anche in questo caso gli atti riportano insulti e minacce: “Tu fai schifo, sei una donna, ma per me fai schifo (…) sei una merda di persona, ti do un calcio in faccia (…)”. I carabinieri riferiscono inoltre che, in quell’occasione, Mouhib le avrebbe effettivamente dato uno schiaffo e avrebbe aggiunto: “Fammi sfogare, perché ti vorrei spaccare la faccia” e “ti spaccherei tutta”.

Un ulteriore episodio collocato al 12 luglio riguarda un litigio che sarebbe scaturito da un graffio sul parquet dell’abitazione. Secondo la ricostruzione, il 24enne avrebbe nuovamente insultato la convivente con frasi riportate nell’ordinanza: “Vai a cuccia pure tu, cane, è da prima che hai la faccia di merda (…) ti prendo a schiaffi”. A quel punto, sempre secondo gli investigatori, l’uomo l’avrebbe colpita due volte e avrebbe pronunciato altre minacce: “Ti do un pugno in faccia, alla testa (…) con le buone non capisci”.

Nella stessa giornata, prosegue la ricostruzione, a seguito di un ulteriore diverbio, Mouhib avrebbe preso il cellulare della compagna e avrebbe scoperto che la ragazza aveva installato Instagram, fatto che — secondo l’accusa — sarebbe stato contrario alle sue indicazioni. Negli atti è riportata la frase: “Figlia di puttana, da quanto hai Instagram? Mi dici ancora bugie”. È in questo frangente che, secondo i carabinieri, l’uomo l’avrebbe colpita altre otto volte, provocandole una “frattura scomposta del setto nasale”.

L’ordinanza menziona anche ulteriori minacce e violenze, tra cui un presunto colpo inferto al cane presente nella stanza. In seguito, secondo quanto riportato, il 24enne avrebbe pronunciato frasi minacciose: “Adesso ti apro la faccia (…) lasciamela qua perché sennò mi costringi a ucciderti (…) chiudi la bocca e fai silenzio (…) vado in galera, fidati, mi costringi a chiamarti un’ambulanza”.

Al momento, Baby Gang si trova in carcere in esecuzione della misura cautelare. L’inchiesta, come indicato negli atti, prosegue sotto il coordinamento della Procura di Lecco, con contestazioni che comprendono sia il filone relativo al presunto “entourage” e ai reati legati ad armi, rapina e lesioni, sia quello che riguarda i presunti maltrattamenti in ambito domestico e le lesioni aggravate ai danni della compagna.



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