Alle 19 è previsto un Consiglio dei ministri con un decreto legge dedicato all’emergenza carburanti legata alle tensioni sui mercati internazionali. Il provvedimento, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”, dovrebbe arrivare all’esame del governo guidato da Giorgia Meloni in un contesto segnato dall’aumento dei prezzi dopo l’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, con ricadute legate alla guerra in Iran.
Nel fascicolo che l’esecutivo si prepara a discutere rientrano più linee d’intervento. Tra le ipotesi sul tavolo figurano il bonus energia, un’azione sulle accise e un meccanismo di price cap. Attenzione anche alla dinamica dei prezzi alla pompa e ai possibili comportamenti speculativi, con l’obiettivo di individuare strumenti per limitarne l’impatto. Nella bozza circolata nelle ore precedenti alla riunione è inoltre indicato un rafforzamento della social card.
A confermare che il tema carburanti sarà al centro del Cdm è stato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, al termine di un confronto con le compagnie petrolifere. L’incontro si è svolto oggi in Prefettura a Milano, dove si è tenuto un tavolo con i rappresentanti dei principali operatori del settore. Dopo la riunione, il ministro ha spiegato l’orientamento dell’esecutivo sul taglio delle accise e sui tempi di attuazione.
In particolare, Salvini ha dichiarato: “Stiamo lavorando già da stasera con un primo sostanziale taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore“. Nelle parole del vicepremier, l’intenzione è intervenire in modo rapido per tradurre l’azione fiscale in una riduzione visibile per consumatori e imprese.
Il ministro ha collegato il lavoro del governo alle difficoltà che famiglie e attività produttive incontrano con gli attuali livelli dei prezzi. Ha affermato: “Sono soddisfatto, mi sembra che abbiano capito che famiglie e imprese non possono continuare a pagare benzina e gasolio a questi livelli”. Sul perimetro economico dell’operazione, ha aggiunto che si tratta di risorse significative e di una misura a tempo: “Parliamo di diverse centinaia di milioni di euro per un intervento sperimentale di un mese e la riduzione non sarà di pochi centesimi: l’obiettivo è tornare sotto i 2 euro al litro, possibilmente sotto 1,90“.
Nel quadro delineato dal ministro, oltre all’intervento sulle accise, il governo intende chiedere un contributo anche alla filiera. Salvini ha spiegato che l’esecutivo chiederà “ai petrolieri un prezzo medio massimo” e “ai concessionari autostradali di tagliare una parte dei loro profitti”. L’indicazione, nelle intenzioni, è combinare misure fiscali con impegni sulle politiche commerciali e sui margini lungo la distribuzione, in particolare sulla rete autostradale.
La durata dell’intervento, secondo quanto riferito dal vicepremier, dipenderà dall’evoluzione del contesto internazionale. Salvini ha sottolineato che il governo valuterà la situazione nelle prossime settimane: “vedremo nel primo mese cosa succede in Medio Oriente, in Iran e nello stretto di Ormuz”. Nello stesso passaggio, ha avvertito che un prolungamento del conflitto potrebbe aprire un fronte diverso rispetto al solo livello dei prezzi: “se la guerra andasse avanti per mesi il problema non è il costo, ma la disponibilità del carburante”. Il riferimento è alle possibili ripercussioni sulle forniture energetiche legate agli snodi strategici dell’area.
Nel corso delle dichiarazioni successive al tavolo di Milano, il ministro è tornato anche su un tema distinto, quello del gas russo, rispondendo a una domanda sull’ipotesi di rivedere il blocco. In merito, Salvini ha precisato: “Una cosa per volta. Ora mi interessa aiutare le famiglie e i lavoratori alle pompe di benzina e in autostrada. Ma continuo a rimanere convinto che riaprire un dialogo con la Russia è doveroso”. Il passaggio è stato pronunciato nel contesto di un punto stampa concentrato sulle misure carburanti e sulle urgenze legate ai rincari.
In attesa della riunione del Consiglio dei ministri, la linea annunciata prevede quindi un pacchetto articolato: da un lato un taglio delle accise con orizzonte iniziale di un mese, dall’altro strumenti complementari come bonus energia e price cap, insieme a misure di monitoraggio e contrasto dei fenomeni di speculazione. Sul piano sociale, la bozza menziona anche il potenziamento della social card, che rientrerebbe tra gli interventi per attenuare l’effetto dei rincari sui nuclei più esposti.
L’esame del decreto in Cdm costituirà il passaggio decisivo per definire entità, tempistiche e modalità operative delle misure, incluse le interlocuzioni con compagnie petrolifere e concessionari autostradali richiamate dal ministro. In base alle indicazioni fornite, l’obiettivo dichiarato resta quello di ridurre i prezzi alla pompa e riportarli sotto le soglie indicate, mentre la valutazione sull’eventuale proroga o rimodulazione sarà legata agli sviluppi in Medio Oriente e ai riflessi sul mercato dell’energia.



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