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Elly Schlein festeggia come per un Mondiale: l’annuncio dopo il voto alle urne



In piazza Barberini ci sarà un incontro, organizzato dal comitato civico per il No. A chiamarci è stato quel gruppo cittadino che ha spinto contro il referendum sulla giustizia. Lì, Elly Schlein vive la vittoria come se avesse conquistato una coppa del mondo. Alla guida del Partito Democratico, lascia correre l’emozione mentre parla dei risultati delle urne. Non c’è stata misura nei toni, neppure durante la campagna, né tantomeno nel clima di oggi al Nazareno. Tra i dirigenti dem e i deputati, si sono visti pianti, strette forti tra persone, grida collettive; alla fine, tutti insieme battono le mani a lungo quando arriva lei. Domani cominciano i guai, appena Giuseppe Conte getta il guanto per le primarie. Oggi è meglio lasciar perdere certe cose.



Oggi la gente è andata a votare, molti non se lo aspettavano. A parlare per prima Elly, davanti ai giornalisti. Un segnale forte arriva da qui, diretto verso Meloni e chi governa. Ascoltarlo sarebbe meglio, dicono le cose come stanno. La riforma si ferma, qualcosa di rotto resta fermo. Solo poco tempo fa tutti davano per perso questo risultato. Invece succede adesso, con numeri che contano. Soprattutto i giovani: sette su dieci hanno detto no. Anche se certe regole rendevano difficile votare lontano dal proprio comune. Quando prenderemo il posto di guida, metteremo a posto questo errore. Per chi ascolta: tenetevi pronti, serve qualcosa di diverso.

“Il popolo c’è. La narrazione che da tre anni fa il Governo, il ‘va tutto benissimo’ non regge la realtà”, commenta intantoil capogruppo al SenatoFrancesco Boccia. “Adesso per Meloni sarà più difficile cambiare la legge elettorale”, azzarda qualcun altro.

Ecco, torna fuori la legge elettorale. Ne parleremo per settimane, com’è normale quando un Parlamento sta per finire il suo corso. Questo discorso cammina insieme alle alleanze, certo, ma anche a quelle strane elezioni dentro i partiti che chiamano primarie. Parla Elly: “Un cambio c’è già, non serve inventarlo; adesso però dobbiamo stare attenti a come muoverci”. Risponde così a Conte, e ai Cinque Stelle che lo seguono. Insiste senza urlare: “Restiamo collegati, troviamo modi condivisi per andare avanti; se serviranno le primarie, va bene lo stesso”.



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