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È morto David Riondino a 73 anni, il cantante che scrisse la hit Maracaibo



David Riondino è morto a 73 anni nella sua casa di Roma, dove si è spento nella giornata di domenica 29 marzo. Cantautore, attore, regista e scrittore, era nato a Firenze il 10 giugno 1952 ed è stato una figura trasversale dello spettacolo italiano, capace di muoversi tra musica, teatro, televisione e letteratura con un’impronta ironica e riconoscibile. Le esequie sono in programma martedì 31 marzo alle 11 nella Chiesa degli Artisti di Roma, in Piazza del Popolo.



Attivo fin dagli anni Settanta, Riondino aveva iniziato il proprio percorso come cantautore nel Collettivo Victor Jara, cooperativa che univa teatro, musica e animazione. L’esperienza nacque insieme alla sorella Chiara e rappresentò il primo contesto in cui l’artista maturò un linguaggio personale, destinato poi a proseguire oltre l’ambito collettivo. Nel tempo, la sua traiettoria si è sviluppata anche in forma solista, con la pubblicazione di diversi album e con la realizzazione di spettacoli che accostavano canzoni, testi e recitazione, spesso intrecciando musica, poesia e satira.

Tra i lavori più noti legati al suo nome figura Maracaibo, brano di cui fu autore e che venne portato al grande pubblico da Lu Colombo nel 1981, diventando un successo popolare. La sua attività, tuttavia, non si è esaurita nella scrittura musicale: nel corso degli anni Riondino ha lavorato anche in radio, in televisione e nel cinema, consolidando una presenza costante nel panorama culturale nazionale.

Parallelamente alla produzione artistica, ha coltivato una vena ironica e satirica che lo ha avvicinato al mondo delle riviste. Tra le testate con cui ha collaborato vengono ricordate Tango, Cuore, Linus e Il Male, contesti nei quali il suo stile si è espresso in forme diverse rispetto alla canzone d’autore, ma coerenti per tono e taglio. La dimensione comica e surreale è stata valorizzata anche in televisione grazie alla partecipazione a programmi di grande popolarità, tra cui Quelli che il calcio e il Maurizio Costanzo Show, che lo hanno reso familiare a un pubblico più ampio rispetto a quello dei circuiti musicali o teatrali.

Nel suo percorso, Riondino ha intrecciato collaborazioni con numerosi artisti. Vengono citati, tra gli altri, Sabina Guzzanti, Stefano Bollani e Dario Vergassola, con cui ha condiviso progetti e momenti di lavoro in un’ottica di contaminazione tra linguaggi. La sua attività è rimasta aperta anche all’ambito teatrale e alla scrittura, mantenendo nel tempo l’attenzione per forme ibride di spettacolo. In alcune occasioni è apparso accanto a figure come Marco Baliani, Caterina Guzzanti e Neri Marcore, in contesti che sottolineavano il carattere corale e dialogante della sua idea di scena e di intrattenimento culturale.

Negli ultimi anni, Riondino aveva continuato a dedicarsi a progetti legati alla ricerca e alla sperimentazione. Tra le iniziative ricordate figura l’incompiuta Svcuola dei Giullari, pensata come spazio di valorizzazione di canzoni, tradizioni e poesie, con l’obiettivo di tenere insieme riferimenti del passato e una sensibilità contemporanea. Anche in questa fase, la sua proposta artistica ha mantenuto la cifra della mescolanza, alternando registri e strumenti espressivi diversi e confermando una vocazione non limitata a un solo genere o settore.

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