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Dopo il referendum i sondaggi cambiano: centrodestra giù, cresce il M5S, Pd stabile



Nella settimana compresa tra il 22 e il 28 marzo 2026, il panorama politico italiano si presenta caratterizzato da un lieve calo per il Partito Democratico, che scende al 21,6%, pur mantenendo la sua posizione di principale partito di opposizione. Anche il centrodestra manifesta segnali di contrazione, con Fratelli d’Italia in flessione al 28,7%, un valore che rappresenta il livello più basso dalla tornata elettorale delle europee del 2024. Secondo un’analisi media condotta da sette istituti di ricerca (Eumetra, Termometro Politico, Noto, SWG, BiDiMedia, Only Numbers e Lab2101), il contesto politico appare in parte stabile: alcune forze politiche consolidano i propri consensi, mentre altre recuperano terreno, sebbene le oscillazioni rimangano complessivamente contenute.



La situazione dei partiti evidenzia un centrodestra ancora predominante, ma in leggera flessione, e un’opposizione che mostra segni di vitalità solo parzialmente influenzati dal referendum. Tra i partiti di maggioranza, Fratelli d’Italia continua a mantenere la leadership, nonostante un calo progressivo che lo porta al 28,7%. Questo calo è senza dubbio in parte una reazione alla sconfitta del “Sì” al referendum sulla giustizia, che ha rappresentato un duro colpo per la principale riforma promessa dal governo. Tuttavia, il partito guidato da Giorgia Meloni conserva un nucleo di elettori fedeli e resta al vertice del centrodestra.

Forza Italia continua a subire una lenta erosione, scendendo all’8,4%, uno dei livelli più bassi degli ultimi due anni, a testimonianza delle difficoltà interne e delle tensioni che hanno coinvolto i vertici del partito. Al contrario, la Lega, dopo aver perso consensi a causa della fuoriuscita di Roberto Vannacci, mostra una parziale ripresa e risale al 7,3%, mantenendo una certa tenuta nonostante un periodo turbolento. Futuro Nazionale si stabilizza al 3,2%, continuando a consolidare la propria nicchia elettorale.

Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico non riesce a capitalizzare la vittoria del “No” al referendum e registra un calo al 21,6%, evidenziando come la spinta referendaria non si sia tradotta in un immediato incremento dei consensi. Al contrario, il Movimento 5 Stelle cresce al 12,8%, raggiungendo la percentuale più alta da gennaio e beneficiando della capacità di attrarre gli elettori delusi dalla gestione del voto referendario. Alleanza Verdi-Sinistra rimane stabile al 6,3%, senza registrare significativi cambiamenti. Nel frattempo, Azione subisce una leggera flessione al 3,2%, mentre Italia Viva risale al 2,4% e +Europa rimane stabile all’1,5%, confermando il ruolo di forze marginali ma potenzialmente decisive per future alleanze politiche.

Le rilevazioni effettuate dai singoli istituti di ricerca mostrano alcune differenze rispetto alla media generale, ma delineano tendenze simili:

  • Movimento 5 Stelle: Ipsos 14,2%, Eumetra e Only Numbers 12,1%
  • Lega: Only Numbers e Lab2101 8,1%, Ipsos 6,3%
  • Fratelli d’Italia: Lab2101 29,7%, Ipsos 26,7%
  • Partito Democratico: Termometro Politico 22,2%, Lab2101 20,2%
  • Forza Italia: Ipsos 9,5%, SWG 7,8%

In sintesi, il quadro politico attuale ritrae un centrodestra in contrazione dopo la batosta subita dal referendum sulla giustizia. Fratelli d’Italia, pur mantenendo la leadership del centrodestra, mostra segni di affaticamento. Al contempo, il Partito Democratico fatica a trarre vantaggio dalla recente vittoria referendaria e si trova in una fase di stallo. L’analisi delle intenzioni di voto suggerisce che le dinamiche interne ai partiti continueranno a influenzare l’evoluzione della scena politica italiana nei prossimi mesi.

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