La 22enne, nota con l’alias “Shakira”, considerata una delle borseggiatrici più attive tra Venezia e altre città italiane, è stata scarcerata e trasferita agli arresti domiciliari a Roma. Tale decisione, presa dal tribunale a soli quattordici giorni dall’arresto, è stata accolta in seguito alla richiesta della difesa, che ha evidenziato la condizione di gravidanza della giovane e la presenza di un figlio minorenne. La misura cautelare è stata disposta a pochi giorni dall’avvio del processo che la vede coinvolta, unitamente ad altri membri del presunto “clan dei borseggiatori”.
L’indagine, di ampia portata, riguarda un gruppo di oltre venti individui accusati di aver perpetrato numerosi furti nella città lagunare. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbero almeno sessantatré gli episodi di furto contestati, prevalentemente a danno di turisti. Il sistema criminale, descritto come ben organizzato, avrebbe operato in maniera sistematica tra calli, mezzi pubblici e luoghi affollati. Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno permesso di delineare una rete strutturata, capace di spostamenti rapidi e di colpire in diverse città. Il processo, fissato per il 14 aprile 2026, avrà l’obiettivo di accertare le responsabilità individuali dei soggetti indagati.
Il quadro accusatorio a carico della 22enne risulta particolarmente grave. Oltre ai furti con destrezza, le vengono contestati episodi di violenza, minacce e intimidazioni, anche nei confronti di minori. A tali accuse si aggiungono quelle di lesioni personali, ricettazione e utilizzo indebito di carte di credito sottratte. L’insieme di reati contestati, secondo gli investigatori, delineerebbe una figura di rilievo all’interno del gruppo criminale. La difesa, tuttavia, respinge tutte le accuse e si appresta a sostenere la propria tesi in aula, con l’obiettivo di ridimensionare il ruolo della giovane nella presunta organizzazione.
L’arresto della giovane a Roma è avvenuto a seguito di una fuga.
La giovane donna, nota con il soprannome di “Shakira”, è stata scarcerata a soli quattordici giorni dall’arresto avvenuto a Roma. La sua cattura è stata il risultato di un’intensa attività investigativa condotta dai Carabinieri, che hanno individuato la sua posizione dopo mesi di ricerche. “Shakira” era infatti oggetto di un mandato di cattura emesso dalla Procura della Repubblica di Venezia a seguito di un’operazione di polizia giudiziaria svolta lo scorso novembre. Tale operazione aveva portato all’emissione di numerosi provvedimenti cautelari nei confronti di un gruppo di individui sospettati di appartenere ad un’organizzazione criminale dedita ai borseggi. Dopo il blitz, alcune delle indagate erano riuscite a eludere le ricerche, tra cui proprio “Shakira”, la quale è stata successivamente localizzata nella zona dell’EUR durante un controllo del territorio.
“Shakira”, di 22 anni e di origine bosniaca, è una figura nota tra le forze dell’ordine e tra gli operatori del settore turistico. È considerata una figura di spicco nel mondo dei borseggi, con un consistente casellario giudiziario. Nel corso degli anni, si sarebbe spostata tra le principali città italiane, tra cui Milano, Venezia e Roma, prediligendo i luoghi maggiormente affollati e disattendendo ripetutamente i divieti di dimora imposti nei suoi confronti. Secondo le ricostruzioni investigative, non si limitava a partecipare attivamente ai furti, ma avrebbe rivestito anche un ruolo di controllo all’interno del gruppo criminale, arrivando in alcuni casi a intimidire sia i complici che le vittime.
L’indagine ha permesso di evidenziare un fenomeno di più ampia portata, che interessa diverse città italiane e gruppi organizzati in grado di operare con rapidità e flessibilità sul territorio nazionale. Gli individui coinvolti, prevalentemente di nazionalità croata e bosniaca, agiscono con modalità operative simili, sfruttando l’afflusso turistico e i momenti di maggiore concentrazione di persone. I provvedimenti cautelari emessi nei mesi scorsi hanno riguardato un numero significativo di indagati, tra arresti e divieti di dimora, nell’ambito di un’azione di contrasto mirata a fronteggiare un fenomeno criminale particolarmente diffuso e dannoso per la sicurezza pubblica.



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