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“Non sai fare nemmeno la O col bicchiere” Ilaria Salis umiliata in diretta come merita dopo l’ennesima rivelazione sul suo coinvolgimento con i criminali tedeschi



Nel corso di una puntata di Quarta repubblica, trasmissione in onda su Rete 4 e condotta da Nicola Porro, si è acceso un confronto sul caso che riguarda Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, già arrestata a Budapest nel 2023 nell’ambito delle indagini sugli scontri avvenuti durante il cosiddetto Giorno dell’Onore. Al centro del dibattito televisivo, oltre ai recenti sviluppi dell’inchiesta tedesca sulla cosiddetta Hammerbande, anche il tema delle garanzie previste per i parlamentari e la legittimità di una perquisizione effettuata nelle scorse settimane a Roma.



Ospiti in studio di Nicola Porro erano Angelo D’Orsi e Andrea Ruggieri, già deputato di Forza Italia. Il confronto tra i due si è rapidamente irrigidito, con toni molto accesi sin dalle prime battute. In apertura del dibattito sono state richiamate alcune espressioni pronunciate nel corso della trasmissione, tra cui: «State intossicando i pozzi», «Io le sto spiegando come funziona la legge, la conosco un po’ meglio di lei». Nello stesso scambio è stata inoltre evocata la frase: «Ma perché questo fango? La Salis che non sa fare la O con il bicchiere?».

Sul piano giudiziario, lo sfondo della discussione è rappresentato dall’indagine avviata in Germania sulla Hammerbande, gruppo dell’area dell’estrema sinistra accusato di aggressioni nei confronti di militanti di destra tra Germania e Ungheria. Il nome di Ilaria Salis continua a essere associato, nel dibattito pubblico e mediatico, agli sviluppi di quella vicenda, dopo il suo arresto avvenuto a Budapest nel 2023. L’attivista antifascista italiana, oggi eletta al Parlamento europeo, non risulta indagata nell’inchiesta tedesca, ma nel corso della trasmissione la giornalista Lodovica Bulian ha ricordato che, secondo gli atti richiamati in trasmissione, «viene inquadrata come membro estero di questo gruppo».

Da qui è partita la presa di posizione di Andrea Ruggieri, che ha espresso una valutazione molto critica sul contesto in cui si inserisce la vicenda. Nel suo intervento ha dichiarato: «Sono dame di San Vincenzo e sono persone facinorose, sicuramente criminali, che si attribuiscono ridicolmente il diritto di processare e condannare per presunto fascismo chiunque non la pensi come loro, dunque di picchiarlo». Lo stesso Ruggieri ha poi aggiunto: «Qui siamo al solito discorso dai, sono contento che per una figlia di papà che non ha nulla da dare alla politica nazionale e internazionale, salvo i suoi deliri, si scomodi finalmente lo stato di diritto».

L’ex parlamentare ha quindi ampliato il suo ragionamento richiamando il tema dell’immunità parlamentare, oggetto di un acceso dibattito politico da anni. Nel corso del programma ha affermato: «Dopo che per 30 anni ho sentito, ma non penso solo io, penso tante persone a casa, definire l’immunità come la fuga dal processo, il sottrarsi alla giustizia, la difesa dell’impunità, non il garantismo. Ho sentito queste stupidaggini per 30 anni». Proseguendo nello stesso intervento, Ruggieri ha fatto esplicito riferimento all’elezione di Salis al Parlamento europeo, dicendo: «e adesso, siccome c’è di mezzo una ragazzotta che abbiamo eletto al Parlamento europeo, poi ci lamentiamo perché l’Europa non combina niente. Grazie, se ci mandiamo gente che non sa fare neanche la O con il bicchiere è ovvio che avremo sempre un problema».

Di segno opposto la posizione espressa da Angelo D’Orsi, che ha contestato il modo in cui è stata eseguita la perquisizione nei confronti di Ilaria Salis alcune settimane fa a Roma. Secondo il docente, l’atto sarebbe stato compiuto in violazione delle garanzie previste dalla legge. Nel corso del confronto televisivo, D’Orsi ha dichiarato: «Una stanza d’albergo giuridicamente vale come una casa privata e la polizia può accedere solo con un mandato e per un parlamentare serve anche l’autorizzazione del Parlamento, una serie di atti illegali e illegittimi».

Il passaggio ha segnato uno dei punti di maggiore tensione della serata, perché ha spostato il confronto dal merito dell’inchiesta tedesca alla correttezza delle procedure adottate in Italia. Da una parte, Ruggieri ha insistito sul profilo politico e simbolico della vicenda, sottolineando la necessità che il principio dello stato di diritto venga applicato senza eccezioni; dall’altra, D’Orsi ha richiamato le tutele giuridiche previste per i membri del Parlamento europeo, sostenendo che nel caso specifico tali garanzie non sarebbero state rispettate.

La trasmissione ha così riproposto uno schema già emerso più volte nel dibattito pubblico attorno a Ilaria Salis: da un lato l’attenzione sui fatti contestati nelle inchieste aperte tra Ungheria e Germania, dall’altro il tema dei diritti della persona sottoposta a indagine o coinvolta in procedimenti giudiziari, soprattutto dopo l’elezione al Parlamento europeo. Il caso continua infatti a intrecciare questioni politiche, giudiziarie e mediatiche, alimentando posizioni molto distanti.

Nel corso del programma di Rete 4, i riferimenti alla Hammerbande e agli episodi di violenza attribuiti al gruppo hanno contribuito ad alzare ulteriormente il livello del confronto. In questo contesto, la figura di Ilaria Salis è rimasta il centro di una discussione che ha riguardato insieme la sua posizione pubblica, gli atti richiamati dall’inchiesta tedesca e le modalità con cui le autorità italiane avrebbero proceduto negli accertamenti svolti a Roma.

La puntata di Quarta repubblica si è chiusa lasciando sul tavolo i principali nodi della vicenda: il peso delle nuove rivelazioni emerse dall’indagine tedesca, il perimetro delle garanzie riconosciute a un’eurodeputata e il forte scontro politico che da mesi accompagna il caso Salis. In attesa di eventuali ulteriori sviluppi giudiziari, il dibattito televisivo ha confermato quanto la vicenda resti al centro dell’attenzione pubblica, anche per le implicazioni istituzionali e politiche che continua a sollevare.

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