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“È il mio turno di intervenire”: la reazione accesa di Beatrice Venezi dopo la scelta del Sovrintendente della Fenice di toglierle la guida dell’orchestra



La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi ha rotto il silenzio dopo la decisione della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia di interrompere ogni futura collaborazione con lei. La maestra lucchese, che lo scorso 22 settembre era stata designata come futura direttrice musicale a partire dal 1° ottobre 2026, ha dichiarato di essere stata oggetto di bullismo e diffamazione da parte degli orchestrali negli ultimi mesi. La decisione della Fondazione è arrivata dopo alcune dichiarazioni rilasciate dalla direttrice in un’intervista che avrebbero sollevato polemiche.



In una nota diffusa alla stampa, Beatrice Venezi ha affermato: “Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno”. La direttrice ha sottolineato di non aver mai mancato di rispetto ai lavoratori di alcun teatro, nonostante le accuse mosse contro di lei.

Secondo quanto riportato, la comunicazione ufficiale della risoluzione del contratto è arrivata solo dopo un annuncio pubblico da parte del sovrintendente Nicola Colabianchi. In un comunicato inviato dall’ufficio stampa di Beatrice Venezi, si precisa che l’artista ha scelto di non commentare l’eleganza con cui è stata gestita la situazione.

La vicenda sembra essere legata a un’intervista rilasciata dalla direttrice al quotidiano argentino La Nacion il 23 aprile scorso. In quell’occasione, Beatrice Venezi aveva espresso critiche riguardo a presunti episodi di nepotismo all’interno dell’orchestra del Teatro La Fenice. Tali dichiarazioni avrebbero scatenato una reazione negativa da parte del sovrintendente Colabianchi, dando il via a una serie di eventi culminati con la revoca della nomina.

Nella sua dichiarazione, Venezi ha precisato che le sue parole sono state decontestualizzate e strumentalizzate: “Le dichiarazioni rese al quotidiano argentino avrebbero dovuto essere lette nel contesto dell’intervista e non distorte e strumentalizzate. È stata dichiarata un’idea specifica e circostanziata che non poteva essere travisata”, ha affermato.

La direttrice ha inoltre denunciato un clima ostile nei suoi confronti all’interno dell’ambiente lavorativo: “Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro, a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, su social, giornali, tv in Italia e in tutto il mondo, con l’intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera”.

Nella nota inviata all’Adnkronos, l’ufficio stampa della direttrice ha evidenziato come le accuse nei confronti di Beatrice Venezi abbiano avuto una vasta eco mediatica, danneggiando ulteriormente la reputazione della maestra. “È sufficiente scorrere la cronaca italiana e non solo dalla fine del 2025 per constatare la reiterata comunicazione lesiva del ‘rispetto’ dovuto al maestro Venezi”, si legge nel comunicato.

La direttrice ha concluso con una riflessione personale sul contesto lavorativo italiano: “In Italia essere giovane è un handicap e, poi, donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta”.

La vicenda ha suscitato ampio dibattito nel mondo della cultura e dello spettacolo, sollevando interrogativi sulle dinamiche interne alle istituzioni artistiche e sul trattamento riservato alle figure femminili in ruoli di leadership. Al momento, né il sovrintendente Nicola Colabianchi né il Teatro La Fenice hanno rilasciato ulteriori commenti sulle accuse mosse da Beatrice Venezi.

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