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Louis Dassilva è stato assolto dall’accusa di omicidio di Pierina Paganelli, con la sentenza che prevede la sua immediata scarcerazione.



Louis Dassilva è stato dichiarato non colpevole per l’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023 nel condominio di via del Ciclamino 31 a Rimini. La sentenza, emessa nella notte dopo un lungo periodo di deliberazione da parte della Corte d’assise, ha portato all’immediata liberazione dell’imputato, unico indagato nel caso. La lettura del verdetto è stata effettuata dalla giudice Fiorella Casadei, davanti a un’aula gremita di persone, tra cui i familiari della vittima e la moglie di Dassilva, Valeria Bartolucci.



Nel corso del processo, l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Daniele Paci, aveva richiesto una condanna all’ergastolo per Dassilva, sostenendo che l’omicidio fosse stato premeditato e motivato da futili motivi. Si sosteneva che l’omicidio fosse stato commesso per impedire che la vittima scoprisse la relazione extraconiugale tra l’imputato e la nuora della Paganelli, Manuela Bianchi. D’altra parte, la difesa, assistita dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, ha chiesto l’assoluzione per mancanza di prove concrete.

La giornata di ieri ha visto un susseguirsi di repliche e controrepliche in aula. L’accusa ha presentato una memoria scritta incentrata sulle dichiarazioni di Manuela Bianchi, che nel corso degli anni ha fornito testimonianze contraddittorie riguardo ai fatti. La difesa, invece, ha evidenziato l’assenza di evidenze a supporto della colpevolezza di Dassilva, sottolineando che le analisi genetiche non avevano prodotto risultati significativi. Un perito esterno, chiamato a esaminare i filmati delle telecamere di sicurezza della zona, ha anche escluso la corrispondenza tra l’imputato e un individuo ripreso nel momento dell’omicidio.

La sentenza di primo grado è giunta quasi tre anni dopo i fatti. La sera del 3 ottobre 2023, Pierina Paganelli era uscita di casa per partecipare a un incontro religioso, essendo testimone di Geova. Dopo essersi allontanata per un certo periodo, è tornata a casa intorno alle 21:45. Alle 22:07 è entrata nel garage e si è trovata nell’androne delle scale al piano interrato dove ha incontrato il suo aggressore. Secondo le ricostruzioni, l’assassino l’ha immobilizzata contro il muro e ha iniziato a colpirla con un coltello, infliggendole ben 29 coltellate. Le telecamere della zona hanno registrato le urla disperate della vittima tra le 22:13:31 e le 22:13:42.

Il processo ha suscitato grande attenzione mediatica e il verdetto finale ha portato a una reazione intensa da parte dei familiari della vittima presenti in aula. La decisione della Corte d’assise rappresenta un momento cruciale non solo per Louis Dassilva, ma anche per tutti coloro coinvolti nella tragica vicenda che ha scosso la comunità locale.

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