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Ceuta, 17enne accusato di aver stuprato quattro bambini tra i 10 e gli 11 anni: due bimbe e due bimbi vittime delle violenze



Un ragazzo marocchino di 17 anni è stato arrestato dalla Policía Nacional a Ceuta, città autonoma spagnola sulla costa nordafricana, con l’accusa di aver commesso violenze sessuali ai danni di quattro minori. Le presunte vittime sono due bambini e due bambine, tutti di età compresa tra i 10 e gli 11 anni, ospitati nella stessa struttura di accoglienza.



Gli episodi contestati sarebbero avvenuti all’interno del Centro Piniers, situato nel quartiere di El Príncipe. La struttura era stata utilizzata nell’ambito del sistema predisposto per accogliere i migranti arrivati a Ceuta durante una fase caratterizzata da una forte pressione sulle strutture locali.

Secondo la ricostruzione riportata, le presunte violenze sarebbero avvenute nelle prime due settimane di agosto. Gli investigatori sono al lavoro per chiarire la dinamica dei singoli episodi e verificare se possano esserci ulteriori vittime oltre ai quattro minori già individuati.

L’allarme sarebbe partito dagli stessi migranti presenti nel centro. Alcuni ospiti, dopo essere venuti a conoscenza di quanto sarebbe accaduto ai bambini, avrebbero aggredito il diciassettenne indicato come responsabile prima dell’intervento delle autorità. Anche questo episodio rientra tra gli aspetti da ricostruire nell’ambito degli accertamenti.

L’indagine si inserisce in un contesto particolarmente delicato per Ceuta, dove l’arrivo di migliaia di migranti aveva messo sotto pressione le strutture di accoglienza e i servizi della città. La presenza di numerosi minori aveva reso necessario predisporre soluzioni straordinarie per garantire assistenza e sistemazioni temporanee.

Il caso dei quattro bambini non sarebbe l’unico episodio di violenza sessuale denunciato durante la crisi migratoria. Secondo i dati della procura generale riportati in relazione alla situazione della città autonoma, dall’inizio dell’emergenza sarebbero state presentate 23 denunce per violenze sessuali contro migranti.

Nove dei casi segnalati riguarderebbero vittime minorenni di età compresa tra i 14 e i 17 anni. In cinque episodi, secondo i dati disponibili, le contestazioni riguarderebbero uno stupro.

Gli otto presunti responsabili identificati nell’ambito di questi procedimenti avrebbero diverse nazionalità: quattro sarebbero cittadini marocchini, tre spagnoli e uno belga. Le vittime indicate nei casi registrati dalla procura sarebbero prevalentemente donne, con l’eccezione di un uomo appartenente alla comunità Lgbtq+.

La procuratrice capo di Ceuta, Silvia Rojas, aveva espresso preoccupazione per la frequenza delle segnalazioni arrivate agli uffici giudiziari. “La situazione è preoccupante, si verifica quasi una violenza sessuale al giorno”, aveva dichiarato in un’intervista a El País.

La magistrata aveva richiamato l’attenzione anche sulle difficoltà incontrate dal sistema giudiziario locale nella gestione contemporanea di un elevato numero di procedimenti e di una situazione emergenziale che coinvolge anche numerosi minorenni.

Secondo Rojas, una delle misure necessarie per ridurre la pressione sulle strutture di Ceuta sarebbe il trasferimento di una parte dei minori verso la Spagna continentale. Una soluzione indicata per consentire una distribuzione più sostenibile delle persone accolte e alleggerire il carico sui servizi della città autonoma.

La gestione dei minorenni rappresenta infatti uno degli aspetti più complessi della situazione. Quando si tratta di persone particolarmente giovani, alle necessità legate all’accoglienza si aggiungono quelle relative alla tutela, alla sicurezza e all’assistenza sociale. Le autorità devono inoltre garantire la separazione e la protezione dei soggetti considerati maggiormente vulnerabili.

Nel caso del Centro Piniers, gli accertamenti dovranno chiarire anche le circostanze nelle quali si sarebbero verificate le presunte violenze e verificare come il diciassettenne sia entrato in contatto con bambini di età sensibilmente inferiore. Gli investigatori dovranno ricostruire gli spostamenti all’interno della struttura e raccogliere le testimonianze delle persone che potrebbero avere informazioni utili.

Particolare cautela riguarda l’identità dei quattro bambini coinvolti. Trattandosi di minori e di presunte vittime di reati sessuali, non vengono diffusi elementi che possano consentirne l’identificazione.

Anche nei confronti del diciassettenne arrestato trovano applicazione le garanzie previste per gli indagati minorenni. Le accuse formulate nei suoi confronti dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria e le responsabilità potranno essere stabilite soltanto al termine del relativo procedimento.

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