Un minimarket situato nei pressi di Imperia è al centro di un’inchiesta per presunti casi di molestie sessuali. La vicenda ha preso piede dopo che una ragazza di 13 anni ha denunciato di essere stata oggetto di un tentativo di approccio sessuale non desiderato da parte di un commesso di 42 anni. Non era la prima volta che la giovane entrava nel negozio per acquistare bibite e snack, e l’incidente di venerdì scorso non rappresenta un episodio isolato.
La ragazza ha raccontato nella denuncia: «Due settimane fa ero andata a comprare di nuovo delle bibite e lui mi ha rivolto le stesse domande, “come stavo” e se avessi bisogno anche di merendine. Indossavo una giacca nera e in quell’occasione per salutarmi infilava il suo braccio e lo appoggiava sul mio fianco destro, arrivando vicino al seno. Ma senza toccarlo». La giovane ha precisato di non essersi opposta, ma di aver semplicemente allontanato: «Volevo reagire, ma pensavo di passare dalla parte del torto e quindi sono uscita frettolosamente».
Le autorità stanno attualmente esaminando questa situazione, cercando di determinare se le riprese delle telecamere di sicurezza possano fornire ulteriori informazioni. Anche un altro episodio di molestie, avvenuto pochi minuti prima che la ragazza entrasse nel negozio, è sotto indagine. La vittima di quest’ultimo caso è una donna di circa 40 anni, che è stata «ripetutamente palpata sul seno e sui glutei». Le registrazioni mostrano il commesso avvicinarsi alla donna da dietro, simulando un atto sessuale, mentre lei tentava di allontanarlo.
Nonostante il rifiuto esplicito, l’uomo ha «tentato di trattenerla» e, in un momento successivo, ha toccato i glutei della donna mentre lei stava uscendo. La polizia sta attualmente cercando di identificare la vittima, poiché la procura intende contestare la violenza sessuale anche per questo secondo episodio.
Nel frattempo, il minimarket è rimasto chiuso per diversi giorni, poiché il proprietario teme possibili ritorsioni. Sulle saracinesche del negozio sono comparse scritte come «pedofilo infame» e «in mano al popolo», segno di un clima di tensione crescente attorno a questa vicenda. Le autorità hanno avviato anche controlli amministrativi nei confronti del minimarket, dato che il 42enne lavorava in nero. Le verifiche sono state estese anche ad altri due negozi di proprietà dello stesso titolare.
Un secondo incidente ha coinvolto un altro giovane, un 19enne, arrestato dalla polizia della questura di Imperia. Il giovane è accusato di violenza sessuale nei confronti di una minorenne dopo averla seguita per le strade della città. Secondo quanto riportato dagli inquirenti, il ragazzo, di origine nordafricana, avrebbe incontrato la vittima durante la Notte Bianca di Porto Maurizio, uno degli eventi estivi più affollati. Dopo la serata, intorno alle due di notte, ha seguito la ragazzina, che si trovava con un’amica, per oltre tre chilometri, rimanendo sempre nell’ombra in attesa che si separasse dalla compagnia.
Quando la minorenne si è allontanata dall’amica nei pressi del tribunale, il 19enne l’ha sorpresa da dietro, scaraventandola a terra. I palpeggiamenti sono stati interrotti solo dall’intervento di un passante che, sentendo le grida della ragazza, ha iniziato a urlare. Successivamente, è stata effettuata una chiamata al 112 e, in pochi minuti, la polizia è intervenuta. Una volta in questura, la giovane ha avuto il coraggio di raccontare gli abusi subiti, fornendo dettagli utili per le indagini.
Il fermo del 19enne è avvenuto poche ore dopo, grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno consentito di ricostruire i suoi movimenti. Le indagini della squadra mobile hanno seguito passo passo la serata del tunisino, dall’arrivo alla Notte Bianca di Porto Maurizio fino all’aggressione avvenuta nella periferia di Oneglia. Davanti al giudice, il giovane ha chiesto scusa per quanto accaduto, ammettendo le proprie responsabilità e giustificandosi con l’abuso di alcol.
Al termine dell’udienza, il giudice non ha convalidato il fermo, optando per gli arresti domiciliari anziché la custodia in carcere, come richiesto dal pubblico ministero. Il giudice ha tenuto conto della gravità del fatto e della pericolosità sociale dell’accusato, il quale si trova in Italia da quattro mesi con un permesso di lavoro annuale e ha un impiego stabile.



Add comment