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Per la prima volta captato un segnale radio proveniente da un pianeta fuori dal Sistema solare



I ricercatori hanno registrato per la prima volta un segnale radio proveniente da un esopianeta, ovvero un pianeta extrasolare al di fuori del nostro sistema solare. Sebbene in passato siano stati rilevati segnali radio simili, come nel caso dell’esopianeta roccioso YZ Ceti b, situato a 12 anni luce di distanza, questa è la prima volta che gli scienziati sono certi che la fonte del segnale sia proprio il pianeta stesso. Negli altri casi, i dati potevano provenire dalla stella madre o da altri oggetti, rendendo impossibile determinare con precisione l’origine. Oggi, grazie alle analisi approfondite condotte su β Pictoris b, un gigante gassoso che orbita insieme ad altri due pianeti (β Pictoris d ed e) attorno alla stella β Pictoris A, non ci sono dubbi sulla fonte del segnale radio.



Sebbene il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence – Ricerca di Intelligenza Extraterrestre) sia alla ricerca di questi segnali da decenni – tutti ricordano il famoso segnale “WOW!” di cui è stata identificata l’origine –, in questo caso non si tratta di alieni o civiltà extraterrestri. Il segnale emesso da β Pictoris b è infatti associato al suo campo magnetico, più specificamente a un’emissione aurorale simile a quelle di Giove e altri pianeti magnetizzati. Secondo gli autori dello studio, il segnale deriva da un meccanismo fisico noto come Electron Cyclotron Maser Instability (ECMI), che genera intense onde radio quando gli elettroni interagiscono con campi magnetici e particelle cariche (ionizzate), formando un plasma. Le aurore boreali e australi sulla Terra si verificano secondo principi simili. In sostanza, i ricercatori hanno rilevato il segnale radio emesso dalle aurore che adornano l’atmosfera dell’esopianeta.

La scoperta del primo segnale radio confermato proveniente da un esopianeta è stata realizzata da un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian di Cambridge, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università dell’Oregon. Coordinati dal professor K. N. Ortiz Ceballos, i ricercatori hanno catturato il segnale mettendo a fuoco l’esopianeta β Pictoris b con il MeerKAT, un potente radiotelescopio composto da 64 antenne situato nella provincia del Capo Settentrionale in Sudafrica. Le osservazioni sono proseguite nel 2025 e nel 2026 e, dopo aver registrato il segnale, i ricercatori hanno confermato la sua origine grazie a misurazioni astrometriche e altri dati.

Il segnale si distingue per impulsi brevi e ripetuti, presenta inoltre una significativa polarizzazione circolare e mostra una componente debole ma persistente tra un impulso e l’altro. Questo schema è pienamente compatibile con le emissioni aurorali legate al meccanismo ECMI. Poiché l’emissione è stata rilevata fino a 3,5 GHz e la frequenza è correlata all’intensità del campo magnetico, i ricercatori hanno determinato che il campo magnetico dell’esopianeta è molto forte, almeno di 1,25 kilogauss (Giove ha un campo magnetico di diversi punti, mentre quello terrestre è di 0,5 gauss).

Queste rappresentano le prime misurazioni mai effettuate del campo magnetico di un pianeta extrasolare, che risulta molto potente. Questo è probabilmente legato alla sua elevata velocità di rotazione (9 ore per un giro completo). Si esclude che il segnale radio sia generato dal vento stellare o da un’interazione tra l’esopianeta e una grande luna, poiché non avrebbero sufficiente energia per innescarlo. I dettagli di questa affascinante ricerca, intitolata “Discovery of radio emission from the exoplanet β Pictoris b”, sono stati pubblicati nel database online ArXiv, in attesa di apparire su una rivista scientifica.

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