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Garlasco, una registrazione riaccende dubbi sulle indagini del passato



Garlasco, una registrazione riaccende dubbi sulle indagini del passato. L’intercettazione attribuita ad Andrea Sempio è stata inserita nel materiale d’indagine relativo al caso di Garlasco ed è uno degli elementi oggetto delle verifiche avviate dalla Procura di Pavia dopo approfondimenti svolti dalla Procura di Brescia. L’audio è stato rilanciato dal Tg1 nella serata del 13 ottobre e, secondo quanto reso noto, sarebbe datato 20 novembre 2025.



Garlasco, una registrazione riaccende dubbi sulle indagini del passato

Nel brano diffuso viene attribuita a Sempio la frase “Se parlo viene giù tutto”, insieme ad altre espressioni quali “Io gliele dico” e un passaggio riportato come: “Quando gliele dico scoppia un mer…e su quelli lì e se vanno a processo quelli è capace che mi chiamano come testimone”. Questi passaggi hanno spinto gli inquirenti a inserire l’audio nel fascicolo che riguarda ipotesi di corruzione e possibili anomalie nelle attività d’indagine svolte dopo l’omicidio di Chiara Poggi.

Per un approfondimento sul contesto, è disponibile anche la voce dedicata a TG1 – Rai (sito ufficiale).

La vicenda giudiziaria origina dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Nel corso degli anni la posizione di Alberto Stasi si è conclusa con una condanna definitiva a sedici anni di reclusione; il nuovo filone aperto a Pavia, però, non riguarda direttamente quel processo ma mira a verificare presunte scorrettezze o comportamenti illeciti che potrebbero essere emersi negli anni successivi al delitto.

Contenuti dell’audio e profili investigativi

Secondo la ricostruzione diffusa finora, l’audio non cita direttamente elementi nuovi sul fatto materiale dell’omicidio, ma sembra richiamare l’attenzione su circostanze e responsabilità legate alla conduzione di indagini successive. Il fascicolo comprende accertamenti che riguardano anche l’operato dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, alla cui attività sono stati dedicati approfondimenti da parte della Procura di Brescia prima della restituzione degli atti a Pavia.

L’intercettazione farebbe inoltre riferimento a due ex carabinieri, Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, i militari che nel 2017 si occuparono di accertamenti su Andrea Sempio. Sapone e Spoto sono stati sentiti dai magistrati di Brescia senza risultare indagati, ma la loro attività è stata nuovamente esaminata alla luce di contatti e telefonate che gli investigatori intendono verificare. È opportuno ricordare che l’iscrizione di notizie di reato o l’avvio di accertamenti non equivalgono a una prova di responsabilità penale: spetterà agli atti investigativi stabilire natura e rilievo delle eventuali anomalie.

Il contenuto dell’audio è ora al centro delle verifiche da parte della Procura di Pavia. Gli inquirenti dovranno valutare l’attendibilità delle dichiarazioni, il contesto in cui sono state pronunciate e la corrispondenza con fatti verificabili. Se necessario, la Procura potrà chiamare l’intercettato a rendere dichiarazioni formali per chiarire a quali fatti, persone e circostanze si riferissero le affermazioni riportate nella registrazione.

Al momento, la registrazione non incide direttamente sulla sentenza che ha condannato Stasi, ma potrebbe assumere rilievo nell’ambito delle verifiche preventive e dei profili di responsabilità degli operatori che in vario modo hanno svolto attività investigative o funzioni di responsabilità giudiziaria nel corso degli anni.

Le verifiche che la Procura dovrà condurre sono quindi doppie: da una parte la ricerca della verità sull’omicidio di Chiara Poggi; dall’altra la ricostruzione e la valutazione delle modalità con cui alcune attività investigative furono svolte in seguito al delitto. Questo duplice binario spiega perché il fascicolo comprenda elementi che vanno oltre il merito della singola imputazione già definita in sede processuale.

Sul fronte della difesa, gli avvocati di Andrea Sempio — Liborio Cataliotti e Angela Taccia — procedono con nuove richieste di incarichi tecnici nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio di Poggi. Tra gli ambiti segnalati come oggetto di consulenze figurano l’analisi delle impronte di scarpe rilevate sulla scena del delitto, la valutazione delle caratteristiche fisiche attribuite all’indagato e accertamenti genetici. La difesa dichiara di voler contestare le conclusioni degli esperti della Procura, rimettere in discussione alcuni elementi probatori e sostenere l’estraneità del proprio assistito rispetto al delitto.

Proceduralmente, gli atti dopo gli approfondimenti compiuti a Brescia sono tornati a Pavia e ora la Procura locale dovrà decidere le successive mosse investigative: acquisizione di ulteriori atti, eventuali audizioni, perizie o istanze di chiarimento. Dall’esame delle conversazioni intercettate e dalle consulenze disposte dalla difesa potrebbero emergere riscontri utili a chiarire sia i fatti dell’omicidio sia le modalità con cui indagini successive sono state condotte.

Resta fermo il principio che la presenza di un audio non modifica da sola il quadro probatorio: saranno le verifiche tecniche, le contestualizzazioni e le eventuali conferme documentali o testimoniali a determinare il valore di quanto emerso. In questa fase operativa, la priorità per i magistrati è dunque accertare con rigore la corrispondenza tra quanto contenuto nella registrazione e gli elementi concreti già presenti negli atti.

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