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Mio marito mi ha lanciato caffè bollente in faccia perché non volevo dare la mia carta a sua sorella… ma quella sera ha trovato qualcosa che non si aspettava. – Controcopertina



“Il vicino ha chiamato la polizia.”



Sergio era stato fermato nell’androne.

Non poteva più avvicinarsi.

Quando riattaccai, mi sedetti sul divano.

Non provai paura.

Provai sollievo.

Passarono tre mesi.

Il divorzio non era ancora finalizzato, ma Sergio non aveva più alcun potere sulla mia vita.

Avevo cambiato serrature, venduto alcuni mobili che non volevo più vedere e ridipinto le pareti della camera da letto.

Era incredibile quante cose potessero cambiare quando smettevi di vivere per sopravvivere e iniziavi semplicemente a vivere.

Una sera, mentre tornavo dal lavoro, trovai una busta nella cassetta della posta.

Non aveva francobollo.

Qualcuno l’aveva infilata direttamente lì.

La riconobbi subito.

La calligrafia di Sergio.

Rimasi qualche secondo con la busta in mano prima di aprirla.

Dentro c’era un solo foglio.

“Non pensavo che saresti arrivata fino a questo punto.”

Nient’altro.

Nessuna scusa.

Nessuna responsabilità.

Solo stupore.

Sorrisi amaramente.

Poi piegai la lettera e la buttai nel cestino della cucina.

Non perché fossi arrabbiata.

Ma perché, finalmente, non significava più niente.

Un anno dopo, lo stesso sabato mattina in cui tutto era iniziato, mi trovai di nuovo seduta al tavolo della cucina.

Stavo bevendo caffè.

La moka italiana era sul fornello, proprio dove era sempre stata.

La luce del sole entrava dalla finestra.

Il mio telefono vibrò.

Un messaggio.

Era Marta, una collega.

“Cena stasera? Ho invitato anche Diego.”

Diego era un architetto che avevo conosciuto qualche settimana prima. Gentile. Calmo. Uno di quegli uomini che non parlano molto, ma ascoltano davvero.

Guardai il messaggio per qualche secondo.

Poi risposi:

“Volentieri.”

Posai il telefono.

Presi la tazza.

E sorrisi.

Perché un anno prima, alla stessa ora, qualcuno mi aveva lanciato del caffè bollente in faccia pensando che non sarei mai stata capace di andarmene.

E invece, la cosa più sorprendente non era che me ne fossi andata.

Era che, da quel momento in poi, la mia vita aveva finalmente iniziato ad assomigliare a qualcosa che meritava davvero di essere vissuto.

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