L’articolo ricostruisce la vicenda che riguarda Golden Retriever.
Una classifica di archivio ripercorre sei storie del 2017: comfort dogs dopo Las Vegas, un rientro tra le fiamme, la rinascita di Chi Chi e Abigail, il salvataggio al gelo di Kelsey e la scena virale di Otis in Texas.
Nel 2017, in contesti diversissimi tra loro – da una strage a un incendio domestico, fino a un’alluvione – alcuni cani sono diventati protagonisti di storie di soccorso e resilienza. È un racconto di archivio, costruito come una classifica basata su voti online: in cima ci sono i “comfort dogs” impiegati dopo la sparatoria di Las Vegas, poi salvataggi in extremis tra le fiamme, recuperi dopo gravi ferite e un episodio diventato virale durante l’uragano Harvey.
Golden Retriever: 1) Dopo Las Vegas, il conforto dei “comfort dogs”
La prima storia, classificata al numero 1 con 21 voti e un 95% di approvazione, riguarda l’assistenza portata a chi era rimasto segnato dalla sparatoria di Las Vegas dell’ottobre 2017. Per alcune persone, spiega il racconto, un sollievo anche solo momentaneo è arrivato grazie a musi appoggiati sulle gambe, sguardi tranquilli e carezze scambiate in silenzio: una presenza che, senza parlare, può aiutare ad affrontare lo shock.

Al centro dell’iniziativa ci sono i Golden Retriever e i loro accompagnatori: un gruppo di cani, con 30 handler, appartenente all’unità Lutheran Church Charities K-9 Comfort Dogs, descritta come una squadra impegnata a visitare le vittime di disastri e a offrire una pausa dal peso del trauma.
Tim Hetzner, presidente dell’organizzazione, ha riassunto ad ABC News l’effetto che questi animali possono avere su chi soffre: “Dogs have an incredible sense of when somebody is hurting”. Secondo Hetzner, il contatto fisico – il cane che si avvicina e “si accoccola” – può favorire l’apertura emotiva, aiutando le persone a raccontare ciò che hanno vissuto e a iniziare un percorso di ripresa.
2) Sandy torna tra le fiamme per Tina, Chihuahua cieca
Al secondo posto (18 voti, 94% di approvazione) c’è un episodio avvenuto in Hertfordshire, in Inghilterra. La protagonista è Sandy, un Volpino di Pomerania di 10 anni, che durante un incendio nell’abitazione della proprietaria, Lily Ifield, avrebbe fatto una scelta controintuitiva: rientrare nella casa in fiamme dopo essere uscita.

Il motivo, secondo la ricostruzione, era restare con la sua compagna, Tina, una Chihuahua cieca di 13 anni. Ifield era già fuori quando Sandy è tornata dentro e, riferisce il testo, era sconvolta. Il vigile del fuoco Pat Steadman ha commentato che l’idea era che le due non si sarebbero separate: “They were only going to come out together”. L’intervento dei soccorritori ha permesso di portarle in salvo entrambe.
.
3) Chi Chi: dalle mutilazioni alla pet therapy
La terza storia (17 voti, 94% di approvazione) inizia nel 2015, quando una Golden Retriever viene trovata in Corea del Sud, dentro un sacco della spazzatura abbandonato vicino a un mercato della carne. Le zampe, secondo quanto riportato, erano state legate con filo metallico e le lesioni erano gravi, con ossa e tessuti esposti.

Il gruppo di soccorso che la recuperò, prosegue il racconto, aveva inizialmente valutato l’eutanasia, salvo cambiare idea vedendo la reazione dell’animale: scodinzolava e manteneva un atteggiamento sorprendentemente positivo. Da lì la decisione di curarla e darle un nome: Chi Chi.
In seguito Chi Chi è stata adottata da una famiglia negli Stati Uniti, ha ricevuto protesi ed è stata seguita nel percorso per tornare a camminare. Nel 2017 – è il passaggio chiave della storia – ha iniziato a operare come cane da terapia in scuole, ospedali e case di riposo, con l’idea che la sua energia e la sua capacità di adattarsi potessero trasmettere fiducia alle persone incontrate.
4) Kelsey e Bob: 20 ore al gelo dopo la caduta
Al quarto posto (24 voti, 88% di approvazione) c’è un caso raccontato come un salvataggio di resistenza e attenzione continua. Siamo in Michigan. Un uomo di nome Bob, la sera di Capodanno, stava guardando la televisione e si è alzato per uscire un attimo in pigiama a prendere alcuni pezzi di legna per alimentare il fuoco.

Quello che doveva essere un gesto rapido, si trasforma in un’emergenza: Bob scivola, si rompe il collo e resta paralizzato. Urla per chiedere aiuto, ma nessuno lo sente. L’unico a non abbandonarlo, secondo il racconto, è Kelsey, il suo Golden Retriever. Per 20 ore, con una temperatura di 24 gradi Fahrenheit, il cane rimane con lui, abbaia per richiamare l’attenzione e si stende sul corpo del proprietario per aiutarlo a non perdere calore; inoltre lo lecca sul viso per tenerlo sveglio e impedire che perda conoscenza.
Bob ha riferito ai giornalisti che Kelsey lo ha aiutato a restare “caldo e vigile” e che un ululato particolarmente forte avrebbe attirato un vicino, che lo trova alle 6:30 PM del giorno di Capodanno. Poi il ricovero in ospedale: la conclusione della storia attribuisce la sopravvivenza dell’uomo alla costanza e alla prontezza del cane.
5) Otis e l’uragano Harvey: in strada con un sacco di crocchette
Quinto posto (13 voti, 92% di approvazione) per un episodio legato all’uragano Harvey del 2017. Qui il tono cambia: non si parla di un salvataggio diretto di esseri umani, ma di una scena interpretata come istinto di autoconservazione diventato simbolico e, per alcuni, capace di strappare un sorriso in giorni difficili.

Nel quartiere di Sinton, Texas, il cane Otis viene visto camminare portando in bocca un intero sacco di cibo per cani, apparentemente diretto verso una zona asciutta. A notarlo è Tiele Dockens, che condivide l’immagine su Facebook. La descrizione parla di un momento di leggerezza in una situazione grave e di complimenti rivolti a Otis per la sua intraprendenza, associata – nel racconto – a un certo “spirito texano”.
6) Abigail: dal sospetto di combattimenti alla “hero dog of the year”
La sesta storia (12 voti, 92% di approvazione) riguarda Abigail, descritta come un’ex “fighting dog” e diventata un caso seguito online. Viene trovata randagia e portata, nel novembre 2016, in un affollato canile cittadino di Miami.

Le foto citate nel racconto (con avvertenza perché ritenute disturbanti) mostrano condizioni molto gravi: mancherebbe tutto un orecchio e parte della pelle del muso. Il veterinario, secondo quanto riportato, deduce un possibile coinvolgimento in un giro di combattimenti tra cani: è un’ipotesi attribuita al professionista, non un fatto provato nel testo.
Nel corso del 2017 Abigail affronta una convalescenza lenta ma costante. Chi la segue nota che le fasciature sulla testa ricordano delle cuffiette e inizia a metterle dei veri bonnet. Le immagini della cagnolina “in tiro” circolano sul web, e alcune persone iniziano a inviare cappellini più elaborati. La storia sottolinea anche un risvolto di percezione pubblica: Abigail viene presentata come un esempio positivo per la razza Pit Bull, spesso associata a stereotipi negativi.
Il racconto si chiude con un riconoscimento: Abigail, dopo la guarigione, viene indicata come American Humane Society’s 2017 hero dog of the year.



Add comment