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"Lo ha fatto 7 mesi prima di uccidere Chiara". Garlasco, tutto in un video: la prova choc contro Andrea Sempio (VIDEO)

Delitto di Garlasco, i nuovi materiali esaminati su Andrea Sempio e i contenuti digitali

La trasmissione “Verità Nascoste” ha mostrato video e documenti al centro degli accertamenti sul caso



La trasmissione “Verità Nascoste” ha mostrato video e documenti al centro degli accertamenti sul caso



Il caso Garlasco continua a fare discutere a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Nella serata di martedì 27 ottobre 2026, la trasmissione “Verità Nascoste” ha dedicato ampio spazio al delitto, affrontando alcuni degli elementi più controversi emersi attorno alla posizione di Andrea Sempio, mentre si avvicina la possibilità di un rinvio a giudizio. Tra gli ospiti della puntata figurava anche Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, che segue da tempo gli sviluppi dell’inchiesta. Il confronto televisivo si è concentrato sulle ipotesi investigative e sui tentativi di ricostruire il possibile movente dell’assassinio.

Una delle piste prese in considerazione dalla Procura riguarda un presunto approccio di natura sessuale respinto dalla vittima, che avrebbe potuto provocare una reazione violenta. Si tratta di una ricostruzione investigativa e non di una circostanza accertata, sulla quale gli inquirenti hanno cercato riscontri attraverso documenti, contenuti digitali e comportamenti. Nel corso degli approfondimenti è stata dedicata particolare attenzione al materiale riconducibile ad Andrea Sempio. Tra i contenuti esaminati figurerebbero video motivazionali, pubblicazioni dedicate ai serial killer, testi di medicina e criminologia riguardanti gli stupri e gli aggressori sessuali seriali, oltre a trattati sulle modalità di uccisione silenziosa e filmati pornografici con rappresentazioni simulate di torture.

L’attenzione si è concentrata anche su fotografie private di una stretta parente e su immagini di colleghe riprese nelle parti intime, probabilmente senza che ne fossero consapevoli. A colpire gli investigatori è stata anche la collocazione temporale di alcuni contenuti. Tra i materiali esaminati compare un documento risalente al 30 gennaio 2007, circa sette mesi prima che Andrea Sempio uccidesse, secondo l’accusa mossa dalla Procura, Chiara Poggi. Nel materiale sequestrato figurerebbe inoltre un file intitolato “Violetta”, nel quale viene mostrata una ragazza immobilizzata con mani e piedi legati e la bocca coperta da un nastro nero.

Un altro contenuto emerso è il trailer “The Butcher”, traducibile come “Il Macellaio”, con l’attore Franco Trentalance nei panni di un regista di uno snuff movie. Sulla natura di questi elementi è intervenuta la psichiatra e psicoterapeuta Sarah Viola. L’esperta ha spiegato che non si tratta di una prova giudiziaria ma di un elemento di profilazione, precisando che le fantasie emerse riguardano donne in situazioni di sofferenza, moribonde o torturate. A rendere il quadro ancora più delicato sono filmati in cui emergono considerazioni controverse sulla figura femminile, tra cui l’affermazione attribuita ad Andrea Sempio secondo cui lo stupro sarebbe una strategia di riproduzione accettata dalla natura.

La nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi potrebbe arrivare a una svolta già nei prossimi giorni. La Procura di Pavia, secondo le ricostruzioni diffuse il 27 ottobre 2026, sarebbe infatti prossima a presentare la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, trentotto anni, nuovamente indagato per l’omicidio della giovane uccisa nella sua abitazione di Garlasco, in provincia di Pavia. Il deposito degli atti potrebbe avvenire entro la fine della settimana oppure, secondo altre indiscrezioni rilanciate in televisione, nei primi giorni di novembre. La scelta di accelerare sarebbe legata alla conclusione degli approfondimenti investigativi e all’esame delle osservazioni presentate dalla difesa.

La Procura avrebbe ancora margini temporali per completare le proprie valutazioni, ma l’orientamento riferito dagli organi di stampa sarebbe quello di sottoporre quanto prima il quadro accusatorio al vaglio del giudice. La nuova indagine, riaperta dopo la precedente archiviazione del procedimento a carico di Sempio nel 2017, è stata sviluppata attraverso ulteriori accertamenti tecnici e consulenze, confluiti nella seconda chiusura delle indagini notificata il ventotto settembre 2026. Gli elementi raccolti sono destinati a sostenere l’ipotesi accusatoria di omicidio aggravato, mentre spetterà agli organi giudiziari valutare la consistenza delle prove e la loro effettiva capacità di sostenere un processo.

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La prospettiva di una richiesta di rinvio a giudizio non equivale, tuttavia, a una dichiarazione di colpevolezza. Sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se gli elementi presentati dai pubblici ministeri siano sufficienti per disporre il processo. Proprio in questa fase si concentra uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda: la posizione di Sempio si intreccia con quella di Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione per lo stesso omicidio nel 2015. Stasi sta ancora scontando la pena e, parallelamente, i suoi legali stanno lavorando per ottenere la revisione della sentenza. È questo intreccio a rendere il caso particolarmente complesso sul piano giuridico.

L’eventuale apertura di un nuovo processo nei confronti di Sempio, mentre resta efficace una condanna definitiva per il medesimo delitto, solleva interrogativi procedurali che, secondo le ricostruzioni pubblicate, non hanno precedenti direttamente sovrapponibili nella giurisprudenza italiana. La questione potrebbe diventare centrale già durante l’udienza preliminare, qualora la difesa decidesse di chiedere che venga affrontata prima di procedere oltre. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia starebbero valutando anche la possibilità di sollevare una questione di legittimità costituzionale, sostenendo che occorra chiarire il rapporto tra il procedimento a carico del nuovo indagato e l’eventuale revisione della condanna di Stasi. Si tratta della posizione difensiva, non di una conclusione già condivisa da un giudice.

La revisione della condanna di Stasi costituisce, infatti, un secondo fronte decisivo. I suoi avvocati, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, stanno preparando l’istanza con cui chiedere di riesaminare il processo conclusosi con la condanna definitiva. Un’eventuale iniziativa della Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, viene indicata da alcune ricostruzioni come una possibilità ulteriore, ma al momento non risulta confermata. L’esito di queste iniziative potrebbe incidere sui tempi e sul percorso dei procedimenti collegati, senza che sia possibile anticipare quale decisione verrà adottata dalle autorità giudiziarie. Nel frattempo, l’inchiesta su Sempio si è arricchita di nuovi approfondimenti tecnici. Tra i punti esaminati figurano le analisi relative al DNA.



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