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Gassmann giustifica le violenze a Milano, Cruciani furioso: "Si dovrebbe vergognare, pensasse a fare l'attore" - Baritalia News

Gassmann collega il disagio sociale alle proteste, la replica indignata di Cruciani

Il conduttore de La Zanzara contesta duramente le dichiarazioni dell’attore relative ai disordini e al disagio giovanile



Il conduttore de La Zanzara contesta duramente le dichiarazioni dell’attore relative ai disordini e al disagio giovanile



Giuseppe Cruciani si scaglia contro Alessandro Gassmann dopo le dichiarazioni sulle violenze di Milano pronunciate dall’attore durante un incontro legato alla Festa del Cinema di Roma. Parole durissime in diretta a La Zanzara, nel corso della puntata del 19 ottobre su Radio 24, dove il conduttore contesta apertamente la lettura delle proteste giovanili proposta dall’interprete, accusandolo di utilizzare il disagio sociale per spiegare comportamenti criminali. L’attore aveva collegato gli episodi di violenza alle difficoltà economiche e alla mancanza di ascolto verso le nuove generazioni, sostenendo che fosse inevitabile che i più deboli diventino violenti.

Una frase che Cruciani considera inaccettabile alla luce dei danneggiamenti, dei saccheggi e degli scontri con le forze dell’ordine registrati durante le proteste organizzate nel capoluogo lombardo.

L attacco arriva durante un intervento nel quale il giornalista critica chi cerca spiegazioni sociali per le violenze nelle piazze. Citando direttamente le affermazioni del collega, Cruciani reagisce senza nascondere la propria irritazione in trasmissione. Questo signore si dovrebbe vergognare di dire certe parole, afferma il conduttore prima di aggiungere che dovrebbe pensare a fare l attore e le pubblicità.

Il conduttore non si limita a contestare Gassmann ma prende di mira anche esponenti politici e personaggi pubblici che hanno commentato gli scontri, accusando alcuni di distinguere tra le ragioni delle proteste e la gravità delle azioni compiute dai manifestanti violenti, ribadendo con molta forza che nessuno può giustificare in alcun modo la devastazione urbana e le aggressioni contro le forze dell ordine registrate durante i cortei.

Per Cruciani, chi distrugge negozi, danneggia strutture pubbliche o aggredisce gli agenti non può essere considerato semplicemente un giovane esasperato dalle difficoltà economiche. Il giornalista rivendica la necessità di condannare i comportamenti criminali indipendentemente dalle motivazioni sociali o politiche richiamate da chi partecipa alle manifestazioni.

La posizione dell’attore emerge durante la presentazione del film Figli perduti, diretto da Lorenzo Maria Chierici e interpretato da Gassmann insieme a Matteo Oscar Giuggioli. La pellicola affronta temi come la rabbia giovanile, la criminalità e la possibilità di riscatto, offrendo l’occasione per riflettere sulle proteste. Gassmann sostiene che i giovani stiano rivendicando questioni concrete, tra cui il diritto allo studio e la possibilità di trovare un’abitazione economicamente accessibile anche per gli studenti fuori sede.

A suo giudizio, uno dei problemi principali riguarda la mancanza di attenzione verso le nuove generazioni, sia nelle famiglie sia nella società. L’attore attribuisce una parte della responsabilità educativa anche alle generazioni adulte, chiamando direttamente in causa i genitori. Non si tratta di una dichiarazione esplicita di approvazione dei saccheggi o delle aggressioni, ma di una spiegazione delle condizioni che possono favorire comportamenti violenti secondo la sua interpretazione.

È proprio questa impostazione, e soprattutto l’utilizzo della parola inevitabile, a provocare la reazione di Cruciani. Lo scontro mette a confronto due interpretazioni differenti degli episodi avvenuti a Milano. Gassmann richiama l’attenzione sulle condizioni sociali e familiari che possono alimentare il disagio giovanile. Cruciani concentra invece la propria critica sulla responsabilità individuale di chi partecipa ad aggressioni e danneggiamenti. Le due questioni, però, non coincidono necessariamente.

Individuare le cause di un comportamento violento non significa automaticamente considerarlo legittimo, così come riconoscere le difficoltà economiche degli studenti non elimina la responsabilità di chi commette un reato. Un elemento concreto riguarda il diritto di manifestare. L’articolo 17 della Costituzione tutela le riunioni pacifiche e senza armi. Questo principio distingue la partecipazione a una protesta dalle condotte violente, che restano soggette alle disposizioni penali applicabili. Il confronto tra Cruciani e Gassmann si inserisce così nel dibattito nazionale sulle manifestazioni e sui limiti della protesta. La presa di posizione di Cruciani resta particolarmente netta nella puntata del 19 ottobre.



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