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Allarme cibo spazzatura, zuccheri killer causano danni al fegato dei bambini: ecco quali sono i maggiori rischi

Sta facendo molto discutere, nelle ultime ore, una particolare ricerca condotta nello specifico dalla Fondazione italiana fegato (Fif) nei laboratori dell’Area Science Park di Trieste e successivamente pubblicata sulla rivista “Plos One”, e che mette in evidenza nello specifico proprio il tanto dibattuto tema relativo all’obesità nei bambini e i rischi che questo comporta.

L’obesità, considerata ad oggi una vera e propria patologia, può essere causata da diversi elementi e tra questi sicuramente una vita piuttosto sedentaria e dunque con scarsa attività fisica ma soprattutto, uno degli elementi che favorisce l’obesità è proprio la scorretta alimentazione. I ricercatori hanno nello specifico condotto tale studio sperimentando su i topi quello che accade nel nostro organismo in caso di scorretta alimentazione, abitudine questa assai frequente tra i più piccoli in quanto abituati a consumare cibi altamente ricchi di zuccheri e grassi che potrebbero mettere in serio pericolo la loro salute limitando soprattutto la funzionalità del loro fegato.

Per condurre tale studio ecco che, per essere più precisi, sono stati analizzati sei diversi topi dall’età dello svezzamento fino all’età adulta e nel corso di tutto questo tempo, i roditori, sono stati alimentati con cibi ad alta percentuale di grassi e con acqua addizionata con fruttosio ed ecco che, a solo un mese dall’esperimento, si sono ottenuti i primi risultati in quanto i roditori hanno nello specifico presentato i sintomi di quella che viene definita steatosi epatica che in altri termini viene anche indicato come fegato grasso. Due mesi dopo l’inizio dell’esperimento ecco che, nuovi importanti risultati hanno permesso di scoprire quanto, la cattiva alimentazione possa influire sulla funzionalità del fegato e, per essere più precisi, due mesi dopo molti dei soggetti presentavano fibrosi del fegato e dopo 4, l’86% dei maschi e il 15% delle femmine era arrivato ad un livello di fibrosi di tipo 2, dal quale non si può più guarire.

Alla fine di tale esperimento, durato sedici settimane, il risultato è stato davvero incredibile in quanto il 100% dei topi sottoposti ad esperimento, di entrambi i sessi, ha sviluppato la steatosi epatica in 4 settimane e un certo grado di fibrosi, ‘cicatrici’, in otto settimane e nello specifico l’86% dei maschi e il 15% delle femmine con fibrosi di stadio 2 il tutto, come precedentemente anticipato, in sedici settimane. Sulla delicatissima vicenda ecco che si è nello specifico espresso uno tra gli autori dello studio ovvero il direttore della Fondazione italiana fegato Claudio Tiribelli il quale ha nello specifico affermato “Considerando che l’obesità infantile è in esplosione anche da noi e che il danno al fegato da sindrome metabolica diventerà la principale causa di trapianto di fegato, questa sarà un’ottima piattaforma per studiare i meccanismi che portano al danno, capire le differenze maschio-femmina e testare farmaci e approcci diagnostici”.

Italia: boom di bimbi obesi

L’Italia ha un triste primato in Europa: quello relativo all’obesità infantile. Secondo dati diffusi nel 2015, nel Belpaese il 20,9% dei bimbi è in sovrappeso; il 9,8% obeso.

Medici e nutrizionisti ritengono che sono anche, e soprattutto, le cattive abitudini alimentari a favorire l’obesità infantile. E’ stato, ad esempio, accertato che l’8% dei bimbi italiani salta la prima colazione e il 52% mangia molto a metà mattina. I piccoli, inoltre, mangiano poca frutta e verdura.

Secondo un recente sondaggio, il 41% dei genitori ha rivelato che i figli bevono frequentemente bibite gassate e/o zuccherate.

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