Amazon: sondaggio svela il terrore fra i dipendenti

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Impiegati in lacrime, minacce di licenziamento, 80 ore settimanali e presenza in ufficio dopo mezzanotte: queste la vita per i dipendenti Amazon

Un sondaggio condotto dal New York Daily fra 100 dipendenti Amazon, rivela la spietatezza dell’azienda leader nel mercato del commercio elettronico.
Ai 100 lavoratori sono state poste domande sulla tipica giornata di lavoro in ufficio e sulla politica dei grandi capi dell’azienda.

Emerge che la fortuna di Amazon si fonda sulla paura che spinge gli impiegati a superare i propri limiti pur di non essere licenziati.
“Licenziamenti esemplari” vengono fatti a cadenza regolare per assicurarsi che i lavoratori si sentano sempre sotto esame e diano il meglio.
Un responsabile delle risorse umane ha descritto questa condizione come “Darwinismo premeditato”.

Secondo un altro dipendente, i migliori impiegati di Amazon non hanno un nome: essi vengono chiamati “Amabots”, affinché comprendano di essere una sola cosa con il sistema. Bo Olson, un ex addetto al servizio marketing ha riferito che vedere persone in lacrime fuori dagli uffici è all’ordine del giorno.

I lavoratori sono impegnati per 80 ore settimanale e ricevono mail “test” anche dopo la mezzanotte, alle quali sono esortati a rispondere per dimostrare la propria prontezza.
Fra colleghi esiste un sistema di feedback che obbliga a segnalare ai superiori l’operato dei parigrado, riportando eventuali manchevolezze.

Qualcuno ha lamentato al New York Daily che membri del personale a cui era stato diagnosticato un grave malanno o che avevano recentemente abortito, non avevano ricevuto i normali giorni di malattia ed erano rientrati a lavoro ancora malconci.

Inoltre, a differenza di aziende come Google che fornisce pasti gratis e trasporto, Amazon non garantisce il rimborso spese agli impiegati che si muovono in auto o in treno per recarsi a lavoro da grandi distanze.

La risposta di Amazon alle infamie emerse in questo sondaggio è giunta da un portavoce che ha accusato il New York Daily di aver pubblicato un articolo completamente falso.

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