Autismo? La cura sono i robot

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Autismo: nuovi esperimenti di interazione fra bambini autistici e robot

L’autismo è un disturbo che negli individui che ne sono colpiti comporta notevoli difficoltà ad interagire con le altre persone.
I bambini autistici potrebbero avere deficit nell’attenzione, difficoltà ad esprimersi e una bassa risposta agli stimoli esterni. Per incrementare le loro attitudini, i ricercatori dell’Università di Denver hanno valutato la possibilità di usufruire dei robot.

Un team di studiosi sta infatti utilizzando un robot di nome NAO, dall’aspetto umanoide, per interagire con bambini colpiti da autismo fra i 7 e i 17 anni d’età.
NAO è in grado di riprodurre i comportamenti umani più semplici: parlare, muoversi, camminare, danzare e perfino parlare con una propria voce.

La domanda quindi è:
perché far confrontare i bambini con un robot che “scimmiotta” un essere umano, piuttosto che con un essere umano in carne ed ossa.
Mohammad Mahoor, ingegnere elettronico coinvolto nella ricerca, spiega che i robot realizzati hanno caratteristiche umane ma non hanno le “controindicazioni” di una persona, che potrebbero frenare il bambino dall’aprirsi.

In compenso, costituiscono un banco di prova per esercitare tutte le abilità sociali che l’autismo reprime.
Mahoor dice fra i giochi proposti da NAO, ve ne sono alcuni fondati sul riconoscimento facciale e delle espressioni. Il robot mostra ai bambini le foto di individui con espressione differenti e chiede loro di riconoscerle, premiandoli con un “cinque” con la mano.

I ricercatori sostengono che i bambini autistici cerchino NAO con lo sguardo quando il robot parla e non lo percepiscono come un pericolo. Lo studio sta mostrando dei primi incoraggianti risultati.

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