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Avis, nuovi esami per i donatori

L’Avis comunica di aver incrementato i test diagnostici in alcune parti d’Italia. La causa? La febbre del Nilo

L’Avis comunica, attraverso il suo sito ufficiale, di aver esteso la normativa per i test NAT ai donatori residenti nelle province di Bologna, Novara, Mantova e Verona. Per chi vi ha soggiornato una notte, è imposto un blocco delle donazione della durata di 28 giorni.

Il test specifico – acronimo di test di amplificazione genetica – ha la scopo di individuare eventuali microorganismi nel sangue anche quando non sono evidenziabili con i normali test di laboratorio, pur essendo la malattia ugualmente trasmissibile.

La febbre del Nilo è asintomatica nella sua prima fase e si contrae tramite puntura di zanzara. Le città già citate vanno ad aggiungersi a quelle dove il provvedimento era già in atto:
Modena, Pavia, Piacenza, Ferrara, Lodi, Milan, Brescia, Cremona e Reggio Emilia. Chi ha viaggiato nelle seguenti mete:
Romania, Serbia, Usa, Canada, Israele e Austria

non potrà donare il sangue per 28 giorni.
L’Avis ricorda comunque l’importanza delle donazioni nella cura di patologie temporanee o per malattie croniche, come l’anemia mediterranea.
Al tempo stesso è indispensabile garantire la massima sicurezza al trasfuso, escludendo qualsiasi rischio di contrarre altre patologie.

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