Benni rifiuta premio dal Ministro Franceschini

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Stefano Benni rifiuta il premio da parte del Mibact. Offesa a Franceschi? No, all’intera politica dei governi italiani

Il rifiuto del premio Vittorio de Sica da parte dello scrittore Stefano Benni, non deve far storcere il naso agli italiani, né può essere frainteso come un atto di critica personale nei confronti del ministro Franceschini.

Stefano Benni è uno scrittore affermato nel panorama letterario italiano e internazionale da decenni, suoi i romanzi: “Elianto“, “Il bar sotto il mare“, “Di tutte le ricchezze“, per citarne solo alcuni.

Le spiegazioni del rifiuto arrivano direttamente dalla pagina Facebook dello scrittore bolognese:

“Come i governi precedenti, questo governo (con l’opposizione per una volta solidale), sembra considerare la cultura l’ultima risorsa e la meno necessaria. Non mi aspettavo questo accanimento di tagli alla musica, al teatro, ai musei, alle biblioteche, mentre la televisione di stato continua a temere i libri, e gli Istituti Italiani di Cultura all’estero sono paralizzati”.

Come non dare ragione allo scrittore, adesso che la cultura in tutte le sue forme langue, perché considerata meno necessaria, meno utile agli introiti del governo, che si trincera dietro lo scudo della crisi, per giustificare tagli sempre più sconsiderati e folli.

Per fortuna esiste ancora qualcuno tra gli intellettuali che sappia essere faro del genio, della libertà di pensiero, della necessità che l’arte e la cultura siano fondamentali per una nazione intera.

Basti pensare che negli stati medio orientali, dove il terrorismo e i massacri proliferano sempre più, l’arte è quasi bandita in tutte le sue forme.

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