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Beppe Grillo, la mafia e il gioco al massacro dei media

Beppe Grillo continua a terrorizzare i partiti tradizionali e i media mainstream, con in testa i quotidiani che ricevono il finanziamento pubblico. Le ultime bastonate, il comico genovese le ha dovuto subire per una battuta sulla mafia. Battuta sicuramente poco azzeccata e che era decisamente meglio evitare, sia perché il blogger sapeva bene che sarebbe stata ritoccata e strumentalizzata; sia perché l’argomento è effettivamente delicato e può ferire i parenti delle tante vittime della criminalità organizzata.

Da qui, comunque, ad accusare Beppe Grillo di essere un “sostenitore di Cosa Nostra”, un bandito che “sdogana la mafia”, uno che usa un “linguaggio mafioso”, ce ne passa. Affermare ciò è un mix di delirio puro, ignoranza e malafede. Se c’è una persona che in questi anni si è battuta con tenacia e costanza per la legalità e contro ogni sopruso (da qualunque parte venisse, Stato compreso), questa è Beppe Grillo. Il suo blog è la prova più eloquente delle battaglie che ha condotto dal 2005 ad oggi. Sono così tante quelle condivisibili da ciascuna persona dotata di buon senso, che non basterebbe un articolo per elencarle. E non sarebbe sufficiente lo spazio a nostra disposizione per fare il report di tutti gli episodi inquietanti in cui è emerso il rapporto malato tra politici e mafia, tra partiti tradizionali e malaffare in genere.

Solo qualche ciliegina velenosa. Totò Cuffaro (ex governatore Udc della Sicilia) è in galera per avere favorito Cosa Nostra. Il suo successore, Raffaele Lombardo, rischia il rinvio a giudizio per avere incassato i voti della mafia. Che dire degli ex tesorieri Belsito (Lega Nord) e Lusi (ex Magherita)? E come dimenticare la squallida vicenda che vede protagonista Penati (ex Pd)? Vogliamo parlare di Cosentino (Pdl)? Vogliamo discutere del perché fu ucciso Borsellino? Oppure della sentenza Andreotti? Oppure, ancora, della Salemi dell’ex sindaco Sgarbi e di tutti gli altri comuni sciolti per mafia su cui c’è un silenzio tombale? Ripeto: meglio lasciare perdere, essenzialmente per ragioni di spazio e poi per decenza.

Dove si vuole arrivare, credo si sia compreso. I partiti, sotto il profilo del rapporto col malaffare, non solo non hanno nulla da insegnare al Movimento 5 Stelle, ma potrebbero benissimo prendere lezioni.

Altro che lotta alla mafia! Altro che tagli alla casta! Altro che equità e sviluppo! Da destra a sinistra, passando per il centro e la linea retta, la crocifissione di Beppe Grillo sembra essere diventata il primo punto dell’agenda. Sul piano politico ciò è anche comprensibile, visto che il Movimento 5 Stelle è un avversario a tutti gli effetti e si cerca di approfittare di ogni scivolone del suo uomo-simbolo per rosicchiargli consenso elettorale. Sul piano giornalistico, però, la strumentalizzazione continua delle parole del blogger è vergognosa e degnissima di un paese che, tra quelli occidentali, è agli ultimi posti per libertà d’informazione. Se le parole d’odio e disprezzo che i soloni stanno utilizzando per massacrare il comico genovese venissero utilizzare per criticare i ladri, i nababbi e i magnaccia al potere, l’Italia sarebbe oggi, probabilmente, un paese migliore.

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One comment

  1. emanuelapesciaroli

    Io so soltanto che la mia pensione è stata subito abbattuta: da 1.086 a 1.023, mentre le pensioni milionarie dei nostri politici non sono state mai toccate così come i vitalizi, le contribuzioni agli enti, ai giornali , agli ex di tutte le classi e dimensioni come ministri, presidenti, corti varie, ecc….. VERGOGNATEVI: voterò Grillo perchè di questa politica sporca non se ne può più.

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