Boom assunzioni a tempo indeterminato: 330 mila in più nel 2015, il Sud però non decolla

Nuovi dati del lavoro dall’Inps: in crescita il numero di contratti indeterminati al Nord. Il Sud langue una volta di più

Il numero della assunzioni a tempo indeterminato nel settore privato ha fatto registrare, finalmente, un inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Nei primi 10 mesi del 2015 sono aumentate di 329,785 rispetto al 2014, passando da stime che si aggiravano intorno a 1.107.762 fino a 1.437.547, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps. In aumento sono le nuove assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e di apprendistato), rispetto a quelle a tempo determinato, le quali fanno registrare un aumento rispetto allo stesso periodo del 2014, ovvero tra gennaio ed ottobre, del 29,8%. I dati parlano di un miglioramento netto, quasi al di là delle aspettative, ciò che non stupisce e, come al solito, il dislivello tra nord e sud Italia, nella distribuzioni delle percentuali di contratti a tempo indeterminato, attivati nei primi dieci mesi del 2015, analizzati dall’Inps.
I dati parlano chiaro, in scala decrescente: nel Nord Est Italia viene registrato un aumento del 48% (dove il solo Friuli Venezia Giulia balza con un più che positivo +77,7%), nel Nord Ovest del 38,9%, il Centro Italia però tiene testa avvicinandosi con un 36,5%. Disarmante è invece la situazione nel Sud Italia e nelle Isole, dove gli aumenti arrivano ad un +14,9% e ad un +9,4%. Il fanalino di coda è la Sicilia, qui l’aumento è soltanto del +4,3%.
tempo indeterminato
L’unico aumento fatto registrare dalle regioni del Sud è quello riguardante i voucher, per il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro (cui viene applicata un’imposta pari al 25 per cento): nella sola Sicilia l’aumento è stato del 98,5 per cento, seguita da vicino dalla Liguria – l’unica regione del Nord – con l’85,9 per cento e dalla Puglia, subito dietro con 85,2 per cento

Sono calo invece nel 2015 le assunzioni con contratti a tempo determinato (-59.782) e le assunzioni in apprendistato (-43.834). A far ben sperare, anche per gli anni futuri, in una ripresa economica costante in Italia è il fatto che nello stesso periodo del 2014 i dati parlavano di un aumento pari 309.569 nuove unità, rispetto all’anno precedente. Si viaggia in pratica ad una media crescente di 300 mila unità per anno.
Alla base di tutto vi è un calo della pressione contributiva prevista dalla nuova legge di stabilità del 2015. Altro dato positivo: scende anche l’età media dei nuovi lavoratori messi a contratto. Ed in effetti, per quanto riguarda gli under 30, l’incidenza dei nuovi contratti a tempo indeterminato sul totale dei rapporti di lavoro attivati è passata dal 24,6% del 2014 al 31,5% del 2015, segno di un cambio generazionale tanto atteso da dieci anni a questa parte.

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