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Chikunguny dopo il Lazio, un focolaio in Lombardia: colpita una ragazzina di 13 anni

La zanzara Chikungunya di per sè non fa paura, ma di fatto ha mandato in tilt la sanità scatenando un vero e proprio caos trasfusioni, con il centro nazionale sangue che parla di «maxiemergenza».
Un allarme legato alla crisi di donazioni scatenata dall’emergenza laziale. Tanto che tutte le regioni sono state allertate per far fronte alla carenza di sacche. Così, mentre sono 47 i casi accertati dal Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive), 20 nuovi rispetto al bollettino rilasciato ieri quando è stato registrato anche il primo caso in Lombardia dove nel Mantovano è stata contagiata una tredicenne rientrata da poco dall’Asia, il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha alzato l’allarme in relazione ai focolai di infezione nel Lazio riconducibili al virus.

Lo fa con un documento nel quale si riportano una serie di indicazioni per gli Stati membri, a partire dall’invito a segnalare tutti i casi di infezione accertati tra quanti hanno viaggiato in Italia. Intanto, per via delle carenze dovute ai focolai della malattia nel Lazio, in tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate con le Regioni e scaglionate nel tempo.
L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti delle associazioni e federazioni di Volontariato del dono, coordinata dal Centro nazionale sangue – Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute che si è tenuta ieri a Roma.

Al momento, il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Così, sebbene il virus non sia mortale, l’emergenza Chikungunya è diventata nazionale proprio per la carenza di sacche dovuta ai blocchi decisi dal ministero. Per questo secondo il Centro nazionale sangue (Cns) le conseguenze sul Sistema Trasfusionale a seguito dell’emergenza legata ai focolai nel Lazio «sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza». Tutte le Regioni, sottolinea il Cns, «anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione».

L’impatto di queste misure di raccolta sangue straordinaria «è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato il CIVIS, Coordinamento delle predette Associazioni e Federazioni – e le Associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione». «È importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni – spiega il direttore del Centro nazionale sangue (Cns) Giancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione,
grazie anche alle associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà». Al momento, ricorda il Centro, lo stop totale peril sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio.

Una vera emergenza sanitaria che si accompagna alla paura per la malaria e pure per il tifo. Nel Trentino, dopo i casi di malaria che hanno portato alla morte di una bimba di 4 anni, si è registrato anche un caso di tifo. Succede a Bolzano: a contrarre la grave malattia è stata una giovane donna originaria dell’Asia meridionale rientrata dopo un viaggio in patria. La donna, residente da anni in Alto Adige, è in isolamento e reagisce alle cure

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