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Chitosano riduce l’assorbimento dei grassi, frena la fame, dà energia, depura

IlLa chitina è presente in natura come componente dello scheletro di insetti e crostacei, e come componente delle pareti cellulari di batteri e funghi. Il processo industriale attualmente utilizzato è quello di partire dalla chitina purificata ottenuta da crostacei.
il chitosano per le diete dimagranti
La struttura del chitosano, simile alla cellulosa, dovrebbe catturare nell’intestino i grassi introdotti in una percentuale pari al 30%; inoltre, vanta la capacità di ridurre il livello di colesterolo e della glicemia..
L’Istituto Nazionale di Ricerca per Alimenti afferma che usato come integratore può determinare una perdita di peso solo se associato ad una dieta ipocalorica.

Il chitosano non può essere assunto da soggetti con particolari allergie alimentari o nel periodo della gravidanza e dell’allattamento; un uso prolungato può determinare una riduzione dell’assorbimento di minerali, acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili. Avvertenze: spesso i prodotti contenenti chiosano vengono associati ad altri principi vegetali tra i quali: Citrus Auarantium ricco di sinefrina, succedaneo dell’efedrina e dell’adrenalina, sostanza cardiotossica sconsigliata a chi soffre di malattie cardiache e ipertensione arteriosa, alle donne in gravidanza e nei bambini.

altre applicazioni del chitosano
La Chitina e il chitosano hanno caratteristiche proprie molto attraenti come: biocompatibilità, biodegradabilità, non tossicità, prevenzione delle infezioni, acceleranti nella guarigione di ferite. Questo ha fatto si che si siano moltiplicate le ricerche e gli studi sulle possibili applicazioni di questi materiali.

Attualmente vengono utilizzati nei più disparati campi:

• chiarificazione delle acque contenenti proteine derivanti dalla lavorazione di frutta, carne, pesce e latte. Vengono utilizzati anche nell’industria delle bevande: questo è stato il maggiore e per lungo tempo l’unico utilizzo di questo polisaccaride. Il chitosano causa la flocculazione delle proteine. Essendo biodegradabile e non tossico è stato preferito ai polimeri sintetici.
• il chitosano è un agente chelante per i metalli. Poiché con un acido inorganico diluito è possibile rigenerarlo, il chitosano può essere utilizzato per purificare l’acqua da metalli pesanti.
• Le membrane fatte con chitosano possono essere utilizzate per addolcire l’acqua.
• La carta impregnata con chitosano mostra una elevata resistenza allo strappo, all’abrasione e all’umidità. Inoltre, grazie alla sue caratteristiche antibatteriche, ne permette l’utilizzo per imballaggi di cibi.

• Chitina e chitosano, poiché sono degradabili dagli enzimi endogeni e non hanno effetti allergici, possono essere utilizzati per la produzione di fili da sutura, bende ed anche pelle sintetica.
• Chitina e chitosano sono stati utilizzati come condizionanti e idratanti in creme cosmetiche, in sostituzione di altri composti quale l’acido ialuronico.
• Chitosani carbossimetilati vengono usati come agenti protettivi per semi e frutti. Avendo scarsa permeabilità all’ossigeno e un elevato effetto antibatterico, permettono una maggiore durata nel tempo dei prodotti agricoli.
• Grazie alla capacità assorbente del chitosano, sono allo studio applicazioni per la cura di malattie. Il chitosano contenente l’antibiotico o il farmaco specifico per il trattamento viene fatto aderire ai tessuti interessati; in questo modo il farmaco agisce solo nel punto desiderato, con una maggiore efficienza e riducendo la quantità di farmaco utilizzata e il numero delle applicazioni.
• Il chitosano mostra inoltre una grande efficacia nel trattamento delle ferite, accelerando notevolmente i processi di guarigione.
• Chitosano come ausiliario tessile: esiste una vasta letteratura che documenta l’attività del chitosano come uniformante di tintura. Pretrattando il cotone con chitosano, il processo di tintura risulta più efficace e presenta meno difetti.
• Studi hanno dimostrato come il chitosano sulla lana migliori la tingibilità, la solidità, e contribuisca ad aumentare l’effetto antiinfeltrente. Questi risultati derivano dal fatto che il chitosano depositandosi sulla fibra, cattura le molecole di tensioattivo e ne aumenta l’effetto scivolante.

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