Collezione di fossili nascosta ritorna alla luce

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La collezione di fossili nascosta da tempo nella Bell Tower dell’Università californiana di Berkeley ritorna finalmente all’aria aperta

Migliaia di fossili, facenti parte di una collezione segreta, è stata riportata alla luce nell’Università di Berkley in California.

La collezione era rimasta nascosta o dimenticata per circa un secolo dentro la torre del campanile del campus della prestigiosa università, senza che alcuno s ricordasse della sua esistenza.

Nella collezione reperti ossei appartenenti ai grandi mammiferi che popolavano l’America del Nord migliaia di anni fa: tigre dai denti a sciabola, lupi neri, leoni; e ancora bradipi giganti, mammut, cammelli e condor. Tutti i reperti saranno messi a disposizione degli esperti per una edizione scientificamente aggiornata e dettagliata.

La maggior parte di questi fossili erano stati recuperati dai pozzi di catrame – alcuni forse direttamente da Rancho La Brea – di cui era ricca la zona ad ovest di Los Angeles.

“Abbiamo più fossili per quel periodo di tempo rispetto a qualsiasi altro museo, e ciò ci dà una finestra unica sulla storia della California del Sud”, ha detto Pat Holroyd, professore dell’università di Berkeley.

La collezione è stata collocata all’interno della torre quando la struttura era appena stata ultimata, nel 1915, esattamente 100 anni fa.

Poche persone hanno avuto accesso al Campanile nel corso degli anni, tanto che l’edificio ha assunto una reputazione particolare nel campus: si riteneva fosse il luogo di raduno di società segrete.

Il professore Holroyd insieme ad altri scienziati si sono messi subito all’opera, catalogando le tonnellate di ossa sui pc. In questo modo potranno ricavare molte più informazioni utili su questi animali: ad esempio come hanno risposto all’avvento dell’uomo e ai drammatici cambiamenti ambientali.

“Una delle cose che sappiamo circa gli animali che si stanno estinguendo al giorno d’oggi è che ne noi siamo la causa”, ha detto Holroyd. “Così capire come le persone possono aver causato l’estinzione nel passato può aiutarci a impedirci di farlo anche oggi”.

Ci auguriamo che col tempo gli studi di Holroyd abbiano molti consigli utili da fornirci, per prevenire l’estinzione delle specie a rischio e la distruzione degli ecosistemi.

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