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Droga shock: Aumentano le nuove droghe e dei ricoveri di adolescenti

E’ semplicemente sconcertante quello che evidenzia la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. Sarebbero novantamila gli studenti italiani, tra i 15 e i 19 anni, che consumano ogni giorno cannabis; centocinquantamila, invece, sarebbero quelli che la consumano spesso.

Dalla Relazione emerge che marijuana e cannabis sono le sostanze stupefacenti preferite dai ragazzi. Nonostante ciò, solo il 12% dei ricoveri ospedalieri per abuso di sostanze stupefacenti è imputabile alla cannabis. Rispetto ad altre nazioni è ancora bassa in Italia la percentuale dei soggetti che assumono la cannabis a scopo terapeutico. Novità emergente dalla Relazione, poi, è la Spice. Dopo la cannabis, è la sostanza stupefacente più consumata dai giovani italiani. Si tratta di una droga sintetica che riproduce gli effetti della marijuana. L’11% degli studenti italiani ha assunto la Spice almeno una volta. Ketamina ed altre sostanze psicoattive, invece, sono meno assunte dai ragazzi italiani. Il dato che fa riflettere è che ottocentomila studenti italiani hanno asserito di aver provato droghe almeno una volta nella vita. Il dato è in crescita rispetto al 2016, quando ‘solo’ seicentocinquantamila avevano fatto tale ammissione.

L’andamento del numero di soggetti segnalati al Prefetto per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti mostra un leggero incremento rispetto agli anni precedenti, in parte ascrivibile al trend crescente del numero di segnalati minorenni. Ma a fronte di un maggior numero di operazioni diminuiscono i quantitativi di sostanza sequestrata.

Il consumo di cannabis in Italia ha rilevato che sono 90.000 i ragazzi di un’età compresa tra i 15 e i 19 anni.

In particolare, “la relazione al parlamento presenta anche dati circa l’entrata nel circuito penale e i numeri dei consumatori problematici: 32.992 sono le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria, in aumento rispetto agli anni precedenti”. Quasi due terzi dei denunciati sono uomini tra i 20 e i 39 anni. Si osserva inoltre un aumento della disponibilità di prodotti derivati della cannabis, con un’alta variabilità di principio attivo (Thc).

Quasi diecimila i soggetti condannati per reati di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o associazione finalizzata al traffico di queste. Il 34,1% della popolazione carceraria e’ rappresentato dai detenuti per reati droga-correlati, che risultano diminuiti rispetto al 2014. L’80,4% delle segnalazioni e’ per possesso di cannabinoidi, seguite da quelle per cocaina (12,7%), oppioidi (5,7%) e altre sostanze illegali (1,3%).

La cannabis al centro dell’attenzione

Mentre le iniziative in atto nel continente americano per regolamentare la vendita della cannabis e dei prodotti a base di cannabis stanno generando interesse e dibattiti a livello internazionale, in Europa la discussione sulla cannabis rimane ampiamente concentrata sui potenziali costi sanitari associati a questa droga. I nuovi dati sottolineano l’importanza del ruolo svolto dalla cannabis nelle statistiche sulla criminalità correlata alla droga, in cui l’80 % dei sequestri riguarda la cannabis, mentre il suo consumo o possesso per uso personale è all’origine di più del 60 % di tutte le segnalazioni di reati contro la legge sulle sostanze stupefacenti in Europa (cfr. figura). Inoltre, essendo aumentato il coinvolgimento della criminalità organizzata, la produzione e il traffico di questa droga sono considerati un settore di importanza crescente per le attività di contrasto. Esiste tuttavia una notevole differenza tra i paesi per quanto riguarda le prassi giudiziarie per i reati legati all’offerta di cannabis: gli esperti nazionali segnalano che un reato commesso per la prima volta e che sia legato all’offerta di un chilogrammo di cannabis può comportare pene che variano da meno di un anno fino a 10 anni di reclusione.

I nuovi dati indicano inoltre l’importanza crescente della cannabis nell’ambito dei sistemi di trattamento della tossicodipendenza, con un aumento del numero delle richieste di trattamento per problemi relativi a questa droga; aumento che deve essere compreso nel contesto dell’erogazione del servizio e della prassi di segnalazione. Per esempio, in alcuni paesi le segnalazioni da parte del sistema giudiziario penale riguardano un’elevata percentuale dei pazienti in trattamento. I dati sono altresì influenzati dalle diverse definizioni e prassi nazionali relative a ciò che s’intende per trattamento di disturbi correlati alla cannabis, che possono variare da una breve seduta online fino all’assistenza residenziale. Anche la disponibilità di trattamento per i consumatori di cannabis sembra essere in via di mutamento, probabilmente a fronte di una maggiore sensibilizzazione sulla necessità dei servizi e, in alcuni paesi, di una capacità di trattamento che si sta rendendo disponibile grazie a un calo della domanda di servizi per altri tipi di stupefacenti. Per quanto riguarda i problemi legati alla cannabis, indipendentemente dal genere di trattamento gli elementi disponibili evidenziano l’utilità degli interventi psicosociali — questi approcci vengono esaminati in un’analisi che accompagna la presente relazione. Inoltre, dagli studi condotti negli ambienti di pronto soccorso emerge che sono in aumento i casi di gravi problemi di salute associati ai prodotti a base di cannabis ad alta potenza. Alla luce della maggiore disponibilità di tali prodotti, è chiaramente necessario migliorare il monitoraggio dei gravi problemi sanitari legati al consumo di questa droga.

La concorrenza sul mercato determina la presenza di prodotti più forti?

Il ciclo di raccolta di dati di quest’anno ha riscontrato, nel medio e nel breve termine, un aumento della purezza e della potenza di tutte le sostanze stupefacenti più consumate in Europa. Ciò è probabilmente dovuto a motivi complessi, che sembrano comprendere sia l’innovazione tecnica sia la concorrenza sul mercato. Nel caso della cannabis, laddove viene prodotta internamente, negli ultimi anni i prodotti in foglie ad alto tenore di THC hanno acquisito una crescente quota di mercato e, attualmente, i dati indicano un aumento della potenza della resina importata, probabilmente perché le prassi di produzione sono cambiate. L’innovazione nel mercato e l’aumento della purezza sono evidenti anche nel caso dell’MDMA. Dopo un periodo in cui le compresse vendute come “ecstasy” erano considerate dai consumatori prodotti di scarsa qualità e adulterati, come confermavano le prove forensi, ora l’MDMA in polvere e in compresse ad alta purezza è più diffusa. L’introduzione di MDMA ad alta purezza in polvere o in cristalli sembra una strategia deliberata per differenziare questa forma di MDMA e renderla più allettante per i consumatori. Analogamente, stanno comparendo sul mercato compresse ad alto dosaggio con forme e loghi distinti, presumibilmente con lo stesso obiettivo. Lo scorso anno, l’EMCDDA e l’Europol hanno lanciato un allarme per denunciare i rischi sanitari legati al consumo di MDMA ad altissima purezza. Inoltre, sono stati lanciati allarmi anche per quanto riguarda le compresse vendute come ecstasy che invece contenevano PMMA, talvolta in combinazione con MDMA. Le caratteristiche farmacologiche di questa droga la rendono particolarmente preoccupante dal punto di vista della salute pubblica.
Per quanto concerne l’MDMA e le sostanze sintetiche in generale, la qualità e l’offerta del prodotto dipendono in gran parte dalla disponibilità dei precursori chimici. L’innovazione è evidente anche in questo settore, specialmente per quanto riguarda le prassi di produzione, e lo si può constatare in relazione ai processi di sintesi chimica e all’elevata capacità di alcuni siti di produzione recentemente individuati. Si è anche ipotizzato che, in alcuni paesi, la disponibilità di nuove sostanze psicoattive possa avere una certa influenza. Per esempio, la disponibilità di catinoni e cannabinoidi sintetici di alta qualità è stata talvolta segnalata in concorrenza diretta agli stupefacenti noti di scarsa qualità e relativamente più costosi.

Cambiamenti nel mercato europeo dell’eroina

I problemi relativi all’eroina sono tuttora all’origine di una vasta quota dei costi sanitari e sociali legati alla droga in Europa, nonostante le recenti tendenze in questo settore siano relativamente positive. I dati recenti continuano a mostrare un calo della richiesta di trattamento e dei danni correlati all’eroina, ma alcuni indicatori di mercato destano preoccupazione. Le stime dell’ONU indicano un incremento sostanziale della produzione di oppio in Afghanistan, il paese da cui proviene la maggior parte dell’eroina consumata in Europa. È dunque possibile che si verifichi un potenziale effetto domino in merito alla disponibilità ed è preoccupante che, secondo le stime, sia in aumento la purezza di eroina disponibile in Europa. Secondo dati recenti, in alcuni paesi in cui è stato riscontrato un aumento della purezza è cresciuto anche il numero di decessi per overdose. Non è chiaro se questi aumenti siano collegati tra loro, ma la questione giustifica l’attenzione della ricerca. La natura clandestina del mercato delle droghe implica un’estrema cautela nell’analisi delle sue dinamiche. Nondimeno, emergono segnali di innovazione nell’offerta di eroina sui mercati europei e non è da escludere una ripresa di questa droga. Tra questi segnali di cambiamento figurano l’individuazione di laboratori di eroina in Europa (che in precedenza non erano stati rilevati) e le prove di un adeguamento delle rotte del traffico di eroina e del modus operandi dei gruppi criminali. Il transito di eroina dal Pakistan e dall’Afghanistan in Europa, attraverso l’Africa, continua a destare preoccupazione. I dati relativi ai sequestri evidenziano nettamente il ruolo svolto dalla Turchia come “porta” geografica per le droghe provenienti dall’Unione europea e ad essa dirette, mentre i sequestri di eroina avvenuti in tale paese si sono parzialmente ripresi rispetto al dato minimo registrato nel 2011. Questi temi vengono trattati in un’analisi sul traffico di eroina che accompagna la presente relazione.

I clienti più anziani comportano nuove sfide per i servizi

Ogni potenziale aumento della disponibilità di eroina va considerato nel contesto del ristagno generale della domanda di questa tipologia di droga, dovuto in gran parte a un declino delle iniziazioni al consumo di eroina e al fatto che molte persone con problemi di eroina si sono sottoposte a trattamento. Oltre ai vantaggi terapeutici offerti dal trattamento, è probabile che il tasso generalmente elevato di copertura in Europa, stimato al 50 % dei casi o più, renda l’Unione europea un mercato più piccolo e potenzialmente meno interessante per chi fornisce questa droga. La dipendenza da eroina è una condizione cronica e le precedenti previsioni, secondo cui i servizi avrebbero dovuto adeguarsi alle esigenze di una coorte di consumatori meno giovane, sono suffragate dall’analisi riportata nella presente relazione. Pertanto, fornire una risposta adeguata a questo gruppo in termini sociali e sanitari rappresenta una sfida crescente per i servizi riguardanti le tossicodipendenze. Le risposte in tal senso sono ostacolate dai problemi incontrati da questa coorte in relazione al consumo prolungato di altre sostanze, tra cui il tabacco e l’alcol. Benché sia meno documentato, l’abuso di benzodiazepine presso i consumatori di stupefacenti ad alto rischio viene trattato in una nuova analisi che accompagna la presente relazione. L’abuso di benzodiazepine in combinazione con oppiacei è associato a un rischio elevato di overdose. L’elaborazione di risposte efficaci per ridurre i decessi per overdose resta una sfida politica fondamentale in Europa. Gli sviluppi del settore comprendono l’introduzione di strategie mirate, la realizzazione di programmi di distribuzione di naloxone e di iniziative di prevenzione per gruppi ad alto rischio. Alcuni paesi dispongono di una prassi consolidata che prevede ” camere di consumo controllato”, con l’intenzione di occuparsi dei consumatori di droga difficili da raggiungere e di ridurre i danni correlati agli stupefacenti, compresi i decessi per overdose. Un’analisi dei servizi offerti in queste strutture accompagna la presente relazione.
Storicamente, uno dei fattori determinanti delle politiche e delle risposte in materia di droga per quanto riguarda l’eroina, in particolare per l’assunzione per via parenterale, è stata l’esigenza di ridurre i comportamenti a rischio e la trasmissione dell’HIV. Le recenti epidemie e la situazione in alcuni paesi europei sottolineano la necessità di vigilare costantemente e garantire che i livelli dei servizi siano adeguati. Nondimeno, il quadro a lungo termine mostra un chiaro miglioramento generale e illustra l’impatto che può produrre l’erogazione di servizi di qualità elevata, un aspetto attinente agli sforzi profusi per far fronte ai tassi relativamente alti di epatite C tuttora riscontrati presso i consumatori di stupefacenti per via parenterale. In quest’ambito si stanno rendendo disponibili trattamenti nuovi ed efficaci, benché i costi siano elevati. Tuttavia, l’EMCDDA osserva che in alcuni paesi, anche grazie al sostegno a livello europeo, si sta cercando di migliorare la situazione.

La combinazione di comportamenti a rischio relativi alle abitudini sessuali e al consumo di droga: una questione sempre più preoccupante

Spesso le analisi situazionali qui presentate si concentrano sui confronti tra diversi paesi. È importante ricordare, tuttavia, che alcuni comportamenti rischiosi relativi al consumo di droga sono legati a fattori socio-culturali che non sono necessariamente caratteristici di un determinato paese. Ne sono un esempio alcune grandi città europee, dove ci si preoccupa per la diffusione del consumo di stimolanti per via parenterale presso piccoli gruppi di uomini omosessuali. Le pratiche che prevedono il cosiddetto “slamming” (ossia l’assunzione per via parenterale) di metamfetamina, catinoni e altre sostanze nel contesto dei “chem sex party” comportano conseguenze per la trasmissione dell’HIV e per i servizi di salute sessuale ed evidenziano la necessità di fornire risposte sistematiche in questo settore. Il fenomeno contrasta con la generale tendenza europea del consumo di droga per via parenterale, in calo presso la maggior parte delle popolazioni, e sottolinea l’esigenza generale di rivolgere maggiore attenzione al nesso tra le droghe e i comportamenti sessuali a rischio.

Internet e le app: i mercati emergenti delle droghe virtuali
Per quanto riguarda gli sviluppi in altri ambiti, emerge una tendenza crescente per i servizi relativi alle droghe e alla salute sessuale ad utilizzare Internet e le app come piatteforme per l’erogazione delle prestazioni. La fornitura di informazioni su droghe, programmi di prevenzione e servizi di assistenza si stanno trasferendo, in varia misura, da spazi fisici ad ambienti virtuali. Su questa falsariga, oggi molti programmi di trattamento della tossicodipendenza vengono messi a disposizione online, in modo da aumentarne l’accessibilità sia per i gruppi di nuovi destinatari sia per quelli già esistenti.
Sta aumentando anche la sensibilizzazione sul ruolo potenziale di Internet nell’offerta e nel commercio della droga. Sia le nuove sostanze psicoattive sia le droghe tradizionali vengono vendute sul web e nel deep web, benché non sia noto in che misura ciò avvenga. Considerando che nella maggior parte degli altri ambiti commerciali l’attività dei consumatori si sta spostando dai mercati fisici a quelli online, i mercati virtuali delle droghe possono diventare un settore importante su cui concentrare in futuro la nostra attività di monitoraggio, oltre ad essere probabilmente anche un settore decisivo per le politiche di controllo degli stupefacenti, dal momento che possono verificarsi rapidamente dei
cambiamenti quali l’introduzione di nuovi mercati e criptovalute. Sarà necessario adeguare i modelli normativi esistenti a un contesto globale e virtuale.

Prevalenza di nuove sostanze psicoattive: occorre migliorare le nostre conoscenze

Internet è stata anche un importante fattore di traino per lo sviluppo del mercato delle nuove sostanze psicoattive, sia direttamente – attraverso i negozi online – sia indirettamente, consentendo ai produttori di accedere facilmente ai dati farmaceutici e di ricerca, e offrendo ai potenziali consumatori un forum per lo scambio d’informazioni. In breve tempo la preoccupazione da parte del pubblico e della politica per il consumo di nuove sostanze psicoattive è cresciuta considerevolmente, ma le nostre conoscenze sul livello di consumo e sui relativi danni non hanno tenuto il passo con gli sviluppi. Questa situazione sta cominciando a cambiare, perché più di un paese sta cercando di valutare la prevalenza del consumo di tali sostanze. Effettuare stime in questo campo è impegnativo per ragioni metodologiche; finora le stime nazionali sono risultate difficili da confrontare. Tuttavia sono disponibili alcuni dati comparabili. Il recente Eurobarometro Flash sui giovani e le droghe, pur presentando limiti metodologici come strumento di stima della prevalenza, fornisce dati provenienti da tutti gli Stati membri dell’UE servendosi di un questionario standardizzato. Gli esiti dello studio indicherebbero che, nella maggior parte dei paesi, il consumo delle nuove sostanze psicoattive nell’arco della vita è rimasto a livelli bassi tra i giovani.
Altri studi che oggi si stanno rendendo disponibili forniscono informazioni su modalità particolari di consumo delle nuove sostanze psicoattive. Benché non si possano considerare rappresentativi, questi studi mostrano che il consumo delle nuove sostanze psicoattive avviene presso gruppi diversificati quali studenti, frequentatori di feste, psiconautidetenuti e consumatori di droghe per via parenterale. Si dispone di conoscenze sempre maggiori sui motivi alla base di tale consumo, che anche in questo caso sono vari e comprendono fattori quali lo status giuridico, la disponibilità e i costi, nonché il desiderio di non essere scoperti e le preferenze del consumatore per particolari proprietà farmacologiche. Vi è inoltre ragione di pensare che le nuove sostanze psicoattive siano servite come sostituti sul mercato in tempi di bassa disponibilità e scarsa qualità delle sostanze illecite note. Per esempio, la popolarità del mefedrone in alcuni paesi all’inizio di questo decennio è stata attribuita in parte alla scarsa qualità di stimolanti illeciti quali l’MDMA e la cocaina. Sarà interessante vedere se gli aumenti attualmente osservati della potenza e del grado di purezza degli stupefacenti noti avranno o meno delle conseguenze per il consumo delle nuove sostanze psicoattive.

Continua a crescere il numero delle nuove sostanze psicoattive individuate sul mercato delle droghe
Mentre il consumo delle nuove sostanze psicoattive sembra complessivamente limitato, il ritmo con cui compaiono nuove droghe non si è ridotto. Le relazioni inviate al sistema di allerta rapido dell’UE indicano che la varietà e la quantità delle nuove sostanze psicoattive introdotte sul mercato europeo continuano ad aumentare. Nel 2014 sono state individuate per la prima volta 101 nuove sostanze psicoattive, ed è interessante notare come le nuove droghe immesse sul mercato, principalmente cannabinoidi sintetici, stimolanti, allucinogeni e oppiacei, rispecchino le sostanze note. Nella presente relazione, inoltre, l’EMCDDA fornisce nuovi dati sui sequestri di queste sostanze. È importante chiarire in questa sede che il metodo di raccolta dei dati differisce da quello impiegato per il regolare monitoraggio dei sequestri di droga e che le due serie di dati non sono direttamente comparabili.
Nel 2014 sono state condotte sei valutazioni di rischi, un numero senza precedenti che conferma quanto sia importante mantenere i riflettori puntati sulle sostanze che causano particolari danni. A ciò ha contribuito la maggiore disponibilità delle informazioni sia sui casi di ricoveri ospedalieri d’urgenza che in materia di tossicologia. Nonostante i miglioramenti registrati nel monitoraggio dei danni gravi correlati agli stupefacenti, la capacità ridotta in questo settore continua a limitare la nostra visione delle conseguenze per la salute pubblica legate non solo alle nuove sostanze psicoattive ma, più in generale, ai modelli contemporanei di consumo delle droghe.
La risposta sociale e sanitaria alle sfide poste dalle nuove droghe è emersa lentamente e in maniera frammentaria, ma ormai sta acquistando slancio. Questa risposta comprende una vasta gamma di iniziative che riflettono tutte le reazioni alle sostanze illecite note, dall’istruzione in materia di droghe alle attività di formazione, dagli interventi condotti da utenti su Internet a tutela dei consumatori ai programmi di scambio di aghi e siringhe basati su servizi di bassa soglia.

In molti paesi europei esistono dagli anni ’70 e ’80 mercati di dimensioni considerevoli per la cannabis, l’eroina e le amfetamine. Nel corso del tempo si sono affermate anche altre sostanze, tra cui l’MDMA negli anni ’90 e la cocaina negli anni 2000. Il mercato continua ad evolversi e nell’ultimo decennio si è diffusa una vasta gamma di nuove sostanze psicoattive; anche la natura del mercato delle sostanze illecite è cambiata in seguito alla globalizzazione, alla tecnologia e a Internet. L’innovazione nella produzione della droga e nei metodi di traffico e la nascita di nuove rotte costituiscono ulteriori sfide.
Le misure volte a prevenire l’offerta delle droghe coinvolgono molti soggetti nell’ambito del governo e delle autorità di contrasto e spesso dipendono dalla cooperazione internazionale. Inoltre, la posizione adottata dai paesi si riflette nelle leggi nazionali sulla droga e i dati sugli arresti e sui sequestri rappresentano gli indicatori che meglio documentano gli sforzi per ridurre l’offerta di droga.

I Sequestri di droga in Europa: domina la cannabis

Ogni anno in Europa si segnala all’incirca un milione di sequestri di sostanze illecite. Per la maggior parte si tratta di piccole quantità di droga confiscate ai consumatori, benché le partite di diversi chilogrammi di droga sequestrate a trafficanti e produttori rappresentino un’ampia percentuale della quantità complessiva di stupefacenti sequestrati.
Con 8 sequestri su 10 in Europa, la cannabis è la sostanza che viene confiscata più frequentemente (figura 1.1), a dimostrazione della sua prevalenza relativamente alta in termini di consumo. Complessivamente la cocaina occupa il secondo posto, con oltre il doppio dei sequestri denunciati rispetto alle amfetamine o all’eroina. Il numero dei sequestri di ecstasy è relativamente basso.
Nel 2013 circa due terzi dei sequestri nell’Unione europea sono stati segnalati da due soli paesi, la Spagna e il Regno Unito, benché un numero di sequestri significativo sia stato denunciato anche da Belgio, Germania, Italia e quattro paesi nordici. Va notato che non sono disponibili dati recenti sul numero dei sequestri per la Francia e i Paesi Bassi — che in passato hanno segnalato un alto numero di sequestri — e per la Polonia. L’assenza di questi dati rende maggiormente incerta l’analisi qui presentata.

Un altro paese importante per i sequestri di droga è la Turchia, dove parte della droga intercettata è destinata al consumo di altri paesi, sia in Europa sia in Medio Oriente.
Il capitolo riporta inoltre dati sul numero crescente di sequestri delle nuove sostanze psicoattive comunicato al sistema di allerta rapido dell’UE. Nel 2013 sono stati denunciati circa 35 000 sequestri, principalmente di cannabinoidi sintetici e catinoni (figura 1.2), una cifra che deve essere considerata una stima minima, data la mancanza di segnalazioni periodiche in questo settore. Occorre osservare che questi dati non sono direttamente comparabili a quelli su stupefacenti noti come la cannabis.
II prodotti a base di cannabis: un mercato diversificato
Nel mercato europeo della droga si trovano due prodotti principali della cannabis: foglie di cannabis (marijuana) e resina di cannabis (hashish). Le foglie di cannabis consumate in Europa sono coltivate internamente o importate da altri paesi. Gran parte della resina di cannabis viene importata via mare o per via aerea dal Marocco.
Nel 2009 il numero dei sequestri di foglie di cannabis in Europa ha superato quello dei sequestri di resina e il divario fra i due dati ha continuato ad aumentare (figura 1.3). Ciò è probabilmente dovuto, in larga misura, alla crescente disponibilità di foglie di cannabis prodotte internamente in molti paesi europei ed è confermato dall’aumento dei sequestri di piante di cannabis.
Nondimeno, la quantità di resina di cannabis sequestrata nell’Unione europea è assai più alta della quantità di foglie di cannabis (460 tonnellate contro 130 tonnellate). Questo dato si spiega in parte con il fatto che la resina di cannabis viene trasportata in grandi quantità su lunghe distanze e attraverso i confini nazionali, il che la espone maggiormente a misure di interdizione.
Il recente emergere di cannabinoidi sintetici ha aggiunto una nuova dimensione al mercato della cannabis. Negli ultimi anni sono stati individuati più di 130 cannabinoidi sintetici diversi. La maggior parte di queste sostanze sembra essere prodotta in Cina. Una volta spedite in Europa sotto forma di polvere, le sostanze chimiche vengono solitamente aggiunte a materiale vegetale e imballate per essere vendute come “droghe legali”.

Oppiacei: un mercato in evoluzione?

L’eroina è l’oppiaceo più diffuso sul mercato europeo degli stupefacenti. Tradizionalmente l’eroina importata in Europa è di due tipi: il tipo più comune è l’eroina brown (forma chimica base), proveniente prevalentemente dall’Afghanistan; molto meno comune è l’eroina bianca (sotto forma di sali), che generalmente proviene dall’Asia sudorientale, ma adesso può anche essere prodotta in Afghanistan o in paesi vicini. Tra gli altri oppiacei sequestrati nel 2013 dagli organismi preposti all’applicazione della legge figurano l’oppio e prodotti medicinali quali la morfina, il metadone, la buprenorfina, il fentanil e il tramadol. Alcuni farmaci oppiacei possono essere stati dirottati da forniture farmaceutiche, mentre altri vengono fabbricati specificamente per il mercato illegale. Dal 2005 il sistema di allerta rapido dell’UE ha ricevuto preoccupanti segnalazioni relative a 14 nuovi oppiacei sintetici, comprendenti diversi tipi di sostanze non controllate a base di fentanil altamente potenti.
L’Afghanistan rimane il maggiore produttore illecito di oppio al mondo. Si ritiene che la maggior parte dell’eroina che si trova in Europa sia fabbricata in quel paese o nei vicini Iran o Pakistan. Secondo alcuni segnali, è possibile che le fasi finali della fabbricazione dell’eroina abbiano ora luogo in Europa, come indica la scoperta in Spagna di due
laboratori che convertivano la morfina in eroina nel 2013-2014. Tradizionalmente, la presenza di oppiacei illeciti provenienti dall’Europa si limita alla produzione di derivati domestici del papavero, segnalati in alcune zone dell’Europa orientale.
L’eroina entra in Europa attraverso quattro rotte di traffico. Le due più importanti sono la “rotta dei Balcani” e la “rotta meridionale”. La prima corre attraverso la Turchia e nei paesi balcanici (Bulgaria, Romania o Albania) per poi giungere in Europa centrale, meridionale e occidentale. Le spedizioni di eroina dall’Iran e dal Pakistan possono entrare in Europa anche via mare o per via aerea, direttamente o transitando attraverso i paesi dell’Africa occidentale, meridionale e orientale. La rotta meridionale sembra aver acquisito importanza negli ultimi anni.
Dal 2010 l’Europa ha registrato un calo considerevole dei sequestri di eroina, dopo quasi un decennio di relativa stabilità. Sia il numero dei sequestri (32 000) che la quantità sequestrata nel 2013 (5,6 tonnellate) si attestano tra i dati più bassi comunicati nell’ultimo decennio. Il calo dei sequestri nell’Unione europea ha coinciso con l’aumento dell’importanza di quelli effettuati in Turchia (13,5 tonnellate nel 2013) dove ogni anno, a partire dal 2006, è stata sequestrata una quantità di eroina superiore a quella di tutti gli Stati membri dell’UE insieme Oltre ai cali recenti del numero di sequestri di eroina, ne sono stati osservati altri nelle tendenze indicizzate dei prezzi e dei reati legati all’offerta di droga (cfr. infografica sull’eroina). I mercati di diversi paesi hanno registrato carenze di eroina nel 2010/2011, da cui pochi sembrano essersi ripresi completamente. Tuttavia, presso quei paesi
che segnalano regolarmente i dati, le tendenze indicizzate suggeriscono che nel 2013 la purezza dell’eroina in Europa è aumentata; inoltre, alcuni paesi hanno espresso preoccupazione per un possibile aumento della disponibilità. In Turchia, nel 2013 il numero dei sequestri è salito e la quantità sequestrata ha continuato ad aumentare rispetto ai livelli del 2012, mentre le Nazioni Unite segnalano un incremento sostanziale della produzione di oppio in Afghanistan. Nel complesso, vi sono segnali che indicano un possibile aumento della disponibilità di questa droga.
I Cocaina: sequestri stabili e purezza in aumento
In Europa esistono due tipi di cocaina, il più comune dei quali è la polvere di cocaina (un sale cloridrato, HCl). Meno facilmente reperibile è la cocaina crack, che viene assunta inalandone il fumo (base libera). La cocaina è prodotta dalle foglie di coca, quasi esclusivamente in Bolivia, Colombia e Perù, e viene trasportata in Europa sia per via aerea sia via mare. I dati disponibili indicano che il traffico di cocaina in Europa si svolge principalmente nei paesi occidentali e meridionali: Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Francia e Italia nel complesso rappresentano l’86 % delle 62,6 tonnellate di cocaina sequestrate nel 2013.
Nel 2013 sono stati segnalati circa 78 000 sequestri di cocaina nell’Unione europea, per un ammontare di 63 tonnellate di droga. Dal 2010 la situazione è relativamente stabile, benché il numero di sequestri e i quantitativi sequestrati si attestino su livelli sensibilmente più bassi rispetto ai valori di picco raggiunti nel 2006 e nel 2008.

Mentre la Spagna resta il paese in cui viene sequestrata la maggior quantità di cocaina in Europa, ci sono segnali di una diversificazione in corso delle rotte del traffico in Europa, tra cui i sequestri recentemente denunciati nei porti del Mediterraneo orientale, del Mar Baltico e del Mar Nero. Nel complesso, le tendenze indicizzate suggeriscono che la purezza della cocaina sia aumentata negli ultimi anni, mentre il prezzo si è mantenuto relativamente stabile. Dal 2006 le tendenze indicizzate dei reati legati alla cocaina registrano un aumento.

Amfetamine: aumentano i sequestri di amfetamina e metamfetamina
Note genericamente come amfetamine, la metamfetamina e l’amfetamina sono stimolanti sintetici strettamente correlati e difficili da distinguere in alcune serie di dati. Delle due, l’amfetamina è sempre stata la più comune in Europa, ma negli ultimi anni si sono evidenziati segnali di una crescente disponibilità di metamfetamina sul mercato.
Entrambe queste droghe vengono fabbricate in Europa per uso interno, benché una certa quantità di amfetamina e di metamfetamina sia fabbricata anche per essere esportata, rispettivamente e soprattutto in Medio ed Estremo Oriente. L’Europa è anche uno snodo di transito per la metamfetamina importata dall’Africa e dall’Iran verso l’Estremo Oriente. I dati disponibili indicano che la produzione di amfetamina ha luogo principalmente in Belgio, nei Paesi Bassi, in Polonia e nei paesi baltici nonché, in misura minore, in Germania, mentre la produzione di metamfetamina si concentra nei paesi baltici e nell’Europa centrale.
In Europa la produzione di metamfetamina è in fase di cambiamento e ciò dipende in parte dalla disponibilità di precursori. La produzione di metamfetamina che utilizza il BMK (benzil-metil-chetone) come principale precursore è concentrata in Lituania; la droga viene esportata principalmente nei paesi dell’Europa settentrionale, dove ha inciso sul mercato dell’amfetamina, come si può dedurre dal numero relativamente alto di sequestri segnalati in Norvegia. La produzione che si basa su efedrina e pseudoefedrina si concentra nella Repubblica ceca, anche se in parte si svolge anche in Slovacchia e, ora, in Germania. Tradizionalmente, in Repubblica ceca la metamfetamina viene prodotta per lo più in piccoli impianti da consumatori per uso personale o locale. Ciò si riflette nell’alto numero di siti di produzione individuati in tale paese (nel 2013 ne sono stati smantellati 261 su un totale di 294 in Europa). Recentemente, tuttavia, sono emersi segnali di una produzione su scala più vasta da parte di gruppi della criminalità organizzata vietnamita, che produce questa sostanza in grandi quantità sia per il mercato interno che per quelli esteri.

Nel 2013 gli Stati membri dell’UE hanno segnalato 34 000 sequestri di amfetamina, per un totale di 6,7 tonnellate. La Germania, i Paesi Bassi e il Regno Unito hanno fornito più della metà della quantità totale di amfetamina sequestrata. Dopo un periodo di relativa stabilità, si è verificato un aumento della quantità di amfetamina sequestrata nel 2013 (figura 1.8). Il numero dei sequestri di metamfetamina è di gran lunga più basso e rappresenta circa un sesto di tutti i sequestri di amfetamine del 2013, con 7 000 sequestri segnalati nell’Unione europea, per una quantità pari a 0,5 tonnellate (figura 1.9). Dal 2002 si registrano tendenze in aumento sia per il numero che per la quantità della metamfetamina sequestrata.
Solitamente la purezza media denunciata per i campioni di metamfetamina è superiore a quella dei campioni di amfetamina, e nonostante le più recenti tendenze indicizzate, nei paesi che segnalano regolarmente i dati, suggeriscano che la purezza dell’amfetamina sia aumentata, la purezza media di questa sostanza resta relativamente bassa.

MDMA/ecstasy: aumentano i prodotti ad alta purezza
La sostanza sintetica MDMA
(3,4-metilenediossimetamfetamina) è chimicamente correlata alle amfetamine, ma in una certa misura differisce per i suoi effetti. Storicamente, le compresse di ecstasy sono il principale prodotto dell’MDMA sul mercato, benché spesso possano contenere una gamma di sostanze simili all’MDMA e sostanze chimiche non correlate. Dopo un periodo di segnalazioni in base a cui la maggioranza delle compresse vendute come ecstasy in Europa conteneva dosi ridotte di MDMA o non ne conteneva affatto, i dati recenti indicano la possibilità che questa situazione stia cambiando. I nuovi dati suggeriscono un aumento della disponibilità di compresse ad alto contenuto di MDMA e dell’MDMA in polvere o in cristalli.
In Europa la produzione di MDMA appare concentrata nei Paesi Bassi e in Belgio, i paesi che hanno storicamente denunciato il maggior numero di siti di produzione di sostanze stupefacenti. Dopo il declino della produzione di MDMA alla fine dello scorso decennio ci sono stati segnali di una ripresa, come dimostrano le segnalazioni di impianti di produzione su vasta scala recentemente smantellati in Belgio e nei Paesi Bassi.
Valutare le tendenze recenti relative ai sequestri di MDMA è difficile perché mancano i dati di alcuni paesi che probabilmente contribuiscono al numero totale in misura significativa. Per quanto riguarda il 2013, non ci sono dati disponibili sui Paesi Bassi e non è noto il numero dei sequestri avvenuti in Francia e in Polonia. Nel 2012 i Paesi Bassi hanno segnalato il sequestro di 2,4 milioni di compresse di MDMA e, se si può presupporre che il dato per il 2013 sia simile, si può stimare che in quell’anno siano stati sequestrati 4,8 milioni di compresse di MDMA nell’Unione europea, ossia circa il doppio del quantitativo sequestrato nel 2009. È degno di nota che la quantità di MDMA attualmente sequestrata in Turchia (4,4 milioni di compresse di MDMA) è pari al totale sequestrato in tutti gli Stati membri dell’UE. Ciò induce a domandarsi se queste sostanze fossero destinate all’uso domestico o all’esportazione nell’Unione europea o altrove (figura 1.10).
Anche le tendenze indicizzate dei reati legati all’MDMA evidenziano un recente aumento. Presso i paesi che segnalano regolarmente i dati, dal 2010 le tendenze indicizzate mostrano un incremento del contenuto di MDMA, mentre la disponibilità di prodotti ad alto contenuto di MDMA ha indotto l’Europol e l’EMCDDA a lanciare allarmi congiunti nel 2014. Considerati complessivamente, questi indicatori del mercato dell’MDMA indicano tutti un recupero rispetto al valore minimo raggiunto circa 5 anni fa.

I Nuove sostanze psicoattive: un mercato sempre più diversificato
Nello scorso decennio la disponibilità di nuove sostanze psicoattive sul mercato europeo delle droghe è rapidamente aumentata, come evidenziano i dati in crescita relativi ai sequestri denunciati al sistema di allerta rapido e attraverso meccanismi standard di monitoraggio. Queste nuove droghe includono sostanze, sintetiche e naturali, che non sono controllate dal diritto internazionale e spesso vengono prodotte con l’intento d’imitare gli effetti delle droghe controllate. Solitamente le sostanze chimiche vengono importate da fornitori extraeuropei e in seguito preparate, imballate e commercializzate in Europa. Sempre più spesso, tuttavia, nei laboratori clandestini europei si producono nuove droghe che sono vendute direttamente sul mercato.
Per evitare i controlli, i prodotti sono spesso muniti di un’etichetta contenente informazioni ingannevoli, per esempio “sostanze chimiche destinate alla ricerca”, con clausole di esclusione della responsabilità in cui si afferma che il prodotto non è destinato al consumo umano. Queste sostanze sono vendute da dettaglianti online e negozi specializzati e vengono fornite sempre più spesso attraverso gli stessi canali impiegati per l’offerta di sostanze illecite. Questo mercato, al pari del suo rapporto col mercato illecito, è di tipo dinamico ed è caratterizzato dalla continua introduzione di nuovi prodotti e misure di controllo. I cannabinoidi sintetici e i catinoni sintetici costituiscono i gruppi di nuove sostanze psicoattive sequestrate più frequentemente, a dimostrazione della domanda relativamente alta di cannabis e di stimolanti sul mercato delle sostanze illecite.
Al pari del numero di sequestri delle nuove sostanze stupefacenti denunciati ogni anno in Europa, anche quello delle nuove sostanze individuate continua a crescere. Nel 2014, gli Stati membri hanno segnalato al sistema di allerta rapido dell’UE 101 nuove sostanze psicoattive che non erano state denunciate in precedenza. Ciò equivale a un aumento del 25 % rispetto al dato del 2013. Trentuno di queste sostanze sono catinoni sintetici, che pertanto costituiscono la categoria più vasta di nuove droghe identificate in Europa nel 2014, seguita da trenta cannabinoidi sintetici. Tuttavia, altri 13 composti non sono facilmente classificabili in alcuno dei gruppi di sostanze monitorati. Quattro delle nuove sostanze psicoattive segnalate nel 2014 vengono usate come principi attivi in ambito medico. Il sistema di allerta rapido dell’UE sta attualmente monitorando più di 450 nuove sostanze psicoattive.

Risposte giuridiche ai mercati delle droghe in evoluzione
La rapida diffusione di nuove sostanze psicoattive e la varietà dei prodotti disponibili hanno messo a dura prova i responsabili politici europei. A livello di UE, esiste dal 1997 un sistema di sorveglianza collegato a un meccanismo giuridico di controllo, il sistema di allerta rapido dell’UE, che nel 2005 è stato potenziato. L’attuale sistema è stato rivisto ed è in discussione la proposta di un nuovo quadro giuridico.
A livello nazionale, è stata adottata una serie di misure per controllare le nuove sostanze e si possono identificare tre tipi generali di risposta giuridica. In alcuni paesi sono state utilizzate leggi esistenti relative a questioni non correlate alle droghe controllate, come la legislazione in materia di sicurezza dei consumatori; in altri, leggi o procedure esistenti in materia di droghe sono state ampliate o adattate; in altri ancora, è stata elaborata una nuova normativa. Se da un lato si riscontra un’ampia varietà nella definizione dei reati e delle sanzioni, dall’altro le risposte tendono a concentrarsi sull’offerta anziché sul possesso di queste sostanze.
I Internet, un mercato per le droghe nuove e per quelle note
Da qualche tempo si riconosce che Internet rappresenta un mercato importante per la vendita di nuove sostanze psicoattive agli europei. Nel 2013, uno studio rapido dell’EMCDDA ha individuato 651 siti web che vendevano “droghe legali” agli europei e le ricerche mirate su Internet condotte nel 2014 hanno identificato siti che commerciavano droghe specifiche come l’oppiaceo sintetico MT-45, talvolta in partite da un chilogrammo.
Internet e i social media sono divenuti sempre più importanti nel mercato delle sostanze illecite. Stanno emergendo i cosiddetti mercati grigi, siti online che vendono nuove sostanze psicoattive e che operano sia sul web di superficie che nel deep web (una parte di Internet che non è accessibile attraverso i motori di ricerca standard), dove la vendita di droghe può aver luogo nell’ambito di mercati, reti decentrate e fra persone. Particolare attenzione hanno destato i criptomercati della droga come Silk Road, Evolution e Agora, mercati online che sono accessibili solo mediante l’uso di software di cifratura, con un alto livello di anonimato. I criptomercati, al pari dei mercati online come eBay, forniscono a venditori e acquirenti un’infrastruttura per effettuare transazioni e servizi quali la valutazione del venditore e dell’acquirente e l’hosting di forum di discussione. Si utilizzano
criptovalute (come Bitcoin) per facilitare transazioni anonime e si ricorre a imballaggi discreti per agevolare il trasporto di piccole quantità di droghe attraverso canali commerciali consolidati. Tra i vari prodotti pubblicizzati sui criptomercati, quelli indicati come i più diffusi sono sostanze illecite note e farmaci prescritti. È dimostrato che molte sostanze illecite acquistate nel deep web sono destinate alla rivendita.
Un altro sviluppo riguarda l’offerta di droga e la condivisione di stupefacenti o le esperienze con le droghe tramite i social media, tra cui le applicazioni mobili. Questo settore è ancora scarsamente conosciuto e difficile da monitorare. Nel complesso, la crescita di mercati delle droghe online e virtuali rappresenta una grande sfida per le politiche per l’applicazione della legge e il controllo degli stupefacenti. Il fatto che produttori, fornitori, dettaglianti, servizi di website-hosting e di pagamento possano essere ubicati in paesi diversi rende particolarmente difficoltoso il controllo dei mercati delle droghe online.

I Iniziative in risposta all’offerta di droga: principi comuni, ma prassi divergenti
Gli Stati membri adottano misure per prevenire l’offerta di sostanze illecite nell’ambito di tre convenzioni delle Nazioni Unite, che definiscono un quadro internazionale per il controllo della produzione, del commercio e della detenzione di oltre 240 sostanze psicoattive. Ogni paese è tenuto a considerare l’offerta non autorizzata un reato penale. Lo stesso vale per la detenzione di droga per il consumo personale, benché alle condizioni dei “principi costituzionali e concetti fondamentali del sistema giuridico” di ciascun paese. Questa clausola non è stata interpretata in maniera uniforme, come risulta evidente dai differenti approcci giuridici nei paesi europei e altrove.
L’applicazione delle norme per frenare l’offerta e il consumo di droga viene monitorata attraverso i dati sulle segnalazioni di reati contro la legge sulle sostanze stupefacenti. Complessivamente, il numero dei reati denunciati relativi all’offerta di stupefacenti in Europa è in aumento dal 2006. Secondo le stime, nel 2013 sono stati segnalati 230 000 reati relativi all’offerta, la maggior parte dei quali (57 %) correlati alla cannabis. Nello stesso anno, su 1,1 milioni di reati denunciati riguardanti il consumo di droghe oppure la detenzione a scopo di consumo, tre quarti (76 %) erano relativi alla cannabis.
I Grandi differenze nelle prassi giudiziarie in Europa
L’offerta non autorizzata di stupefacenti è un reato in tutti i paesi europei, ma le sanzioni previste dalla legge variano da uno Stato all’altro. In alcuni paesi un reato relativo all’offerta può essere punito con un ampio ventaglio di pene (fino all’ergastolo). Altri paesi distinguono tra reati lievi e gravi, in base a fattori quali la quantità o il tipo di droga scoperta, variando di conseguenza le pene massime e minime. Una recente analisi degli scenari condotta dall’EMCDDA ha riscontrato che non vi è una relazione chiara tra le sanzioni massime contemplate dalla legge e le sentenze pronunciate dai tribunali e che le sanzioni previste per i reati di traffico di stupefacenti variano da un paese all’altro. Per esempio, chi ha commesso per la prima volta un reato di questo tipo legato al traffico di un chilogrammo di cannabis può essere condannato alla reclusione per un periodo che varia da meno di un anno in alcuni paesi fino a 10 anni in altri. Analogamente, a seconda del paese, il traffico di 1 kg di eroina potrebbe comportare una pena da 2 a 15 anni.

I I sequestri e il controllo dei precursori chimici
I precursori di droghe sono sostanze chimiche che possono essere utilizzate per la fabbricazione di droghe illecite. Impedire la deviazione dall’uso lecito è un aspetto importante degli sforzi internazionali nella lotta alla produzione degli stupefacenti. La maggior parte dei precursori di droghe presentano usi industriali legittimi, come la produzione di plastiche, di prodotti medicinali e cosmetici. Per esempio l’efedrina, un ingrediente dei farmaci freddi e decongestionanti, può essere utilizzata per produrre metamfetamina. La produzione e il commercio dei precursori chimici non possono essere vietati per via dei loro usi legittimi. Invece, i precursori di droghe vengono controllati monitorandone la produzione e il commercio leciti.
I dati degli Stati membri dell’UE sui sequestri e sulle spedizioni intercettate di precursori di droghe confermano l’impiego sia di sostanze classificate che non classificate per la produzione di droghe illecite nell’Unione europea (tabella 1.2). Nel 2013, più di 48 000 kg del pre-precursore APAAN (alfa-fenilacetoacetonitrile) sono stati sequestrati ai sensi delle legislazioni nazionali, un quantitativo sufficiente a produrre oltre 22 tonnellate di amfetamina e metamfetamina. Per aumentare i poteri di intervento su
questa sostanza da parte degli organismi preposti all’applicazione della legge, nel dicembre 2013 l’APAAN è stato classificato come precursore chimico dalla legislazione UE e a livello internazionale nell’ottobre 2014. Ingenti sequestri di precursori dell’MDMA confermano il ritorno della produzione su vasta scala di ecstasy destinata all’Unione europea. Nel 2013, sono stati sequestrati 5 061 kg di PMK (3,4 metilenediossifenil-2-propanone) e 13 836 litri di safrolo, che insieme sarebbero in grado di produrre circa 170 milioni di compresse di ecstasy.
La nuova legislazione dell’UE è stata introdotta nel 2013 allo scopo di rafforzare i controlli sul commercio di alcuni precursori di droghe, sia all’interno dell’Unione europea sia tra gli Stati membri e i paesi terzi. Fra le misure introdotte si annoverano controlli più severi sul commercio di anidride acetica (una sostanza chimica necessaria per la produzione di eroina), di efedrina e pseudoefedrina – precursori dell’amfetamina. La nuova legislazione ha inoltre introdotto un meccanismo di risposta rapida alla diversione delle sostanze non classificate.

Consumo di droga e problemi correlati
In un’analisi di alto livello dei modelli e delle tendenze del consumo di droga e dei danni correlati agli stupefacenti, è utile distinguere tre ampi gruppi di sostanze: prodotti a base di cannabis, diversi stimolanti e oppiacei. La prevalenza del consumo di cannabis è circa cinque volte superiore a quella di altre sostanze e negli ultimi anni il numero dei consumatori in trattamento per problemi correlati alla cannabis è aumentato. Benché il consumo di eroina e di altri oppiacei rimanga relativamente modesto, queste continuano a essere le droghe maggiormente associate alla morbilità, alla mortalità e al costo del trattamento correlati al consumo di droga in Europa.

L’uso di droga è inoltre caratterizzato da modelli diversi di consumo, che vanno da quello sperimentale e occasionale a quello abituale, fino alla dipendenza. In generale, il consumo di stupefacenti è solitamente maggiore tra i maschi, e questa differenza è in genere accentuata da modelli di consumo più assiduo e regolare. I vari modelli di consumo sono associati a diversi livelli di rischio e danno; un consumo più frequente, dosi elevate, l’uso simultaneo di diverse sostanze e l’assunzione per via parenterale sono tutti associati a gravi rischi per la salute.

I Quasi un europeo su quattro ha provato sostanze illecite
Secondo le stime, oltre 80 milioni di adulti (ossia almeno un quarto della popolazione adulta nell’Unione europea) hanno provato sostanze illecite nel corso della vita. La sostanza stupefacente più consumata è la cannabis (75,1 milioni), mentre le stime sono inferiori per il consumo di altre droghe nell’arco della vita: 14,9 milioni per la cocaina, 11,7 milioni per le amfetamine e 11,5 milioni per l’MDMA. I livelli di consumo dichiarati variano in misura considerevole tra i diversi paesi, da circa un terzo degli adulti in Danimarca, Francia e Regno Unito all’8% o meno di uno su dieci in Bulgaria, Romania e Turchia.

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