Giulio Regeni: “Arrestati gli assassini” ma la polizia del Cairo smentisce

Arriva la svolta nelle indagini sull’omicidio di Giulio Regeni. Proprio in coincidenza con l’arrivo al Cairo di una squadra di sette investigatori italiani, la polizia egiziana ha arrestato due persone sospettate di aver avuto un ruolo nell’uccisione dello studente 28enne, trovato morto il 3 febbraio in un fosso su una strada che collega la capitale egiziana e Alessandria. La salma del giovane, originario di Fiumicello,in provincia di Udine, arriverà oggi all’ aeroporto di Fiumicino.

Ieri, è stata celebrata una messa per il defunto all’ospedale italiano Umberto I, nella capitale egiziana, dove le spoglie del ragazzo erano state trasportate.Ad accoglierla, sarà il ministro della Giustizia Andrea Orlando che incontrerà anche i familiari del ricercatore, di ritorno dal  Cairo. Il corpo di Regeni sarà quindi trasferito presso l’istituto di Medicina legale dell’Università La Sapienza,dove sarà eseguita l’autopsia.La Procura di Roma ha infatti aperto un’inchiesta, di cui è titolare il pm Sergio Colaiocco, per omicidio a carico di ignoti. Gli inquirenti sono già al lavoro per una rogatoria internazionale.

«Le agenzie di sicurezza -citate dal sito internet del quotidiano Masrawy – hanno raccolto importanti indizi sul caso, in base ai quali si è trattato di un gesto criminale e non collegato al terrorismo». Non è stato chiarito se i due arrestati siano egiziani o stranieri, ma «i dettagli su questi indizi saranno resi noti entro alcune ore», hanno aggiunto le fonti. Anzi, non è nemmeno certa la notizia, in quanto, intervistato da Agenzia Nova, il tenente colonnello Mohamed Dawood, dell’ufficio stampa del ministero, ha dichiarato che la notizia della detenzione delle due persone sospettate di essere legate alla morte dello studente italiano «non può essere al momento confermata».

Dopo il gelo diplomatico, seguito all’impedimento alla famiglia Regeni e all’ambasciatore d’Italia di vedere il corpo del ragazzo, l’Italia ha chiesto e ottenuto dalle autorità egiziane la disponibilità a una piena collaborazione nel tentativo di fare piena luce su quanto accaduto. Per far luce sul delitto,è atterrato ieri al Cairo un team di specialisti,composto da sette elementi, fra i quali investigatori del Ros dei Carabinieri,dello Sco della Polizia di Stato e dell’Interpol incaricati di acquisire -incooperazione con la polizia locale – elementi utili alle indagini. Niente a che vedere, comunque con una spy story, fanno sapere con «stupore e costernazione» gli 007 italiani, commentando la notizia su presunti collegamenti tra Giulio Regeni e i servizi segreti italiani.

«Ogni e qualsiasi collegamento di Regeni con l’intelligence italiana è da smentire categoricamente», sottolineano fonti qualificate dell’intelligence.E sono da «rifiutare con determinazione» questo tipo di «inqualificabili falsità e strumentalizzazioni». Di fronte alle accuse di occultare le circostanze dell’assassinio,il governo del generale Al Sisi tenta di fare chiarezza. Si sono intensificati «i contatti di alto livello tra Egitto e Italia per coordinare i lavori finalizzatia rivelare le cause dell’uccisione», si legge in un comunicato di Ahmed Abu Zeid, portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Sameh Shokry.Abu Zeid ricorda inoltre che è atteso l’arrivo della delegazione italiana che parteciperà alle indagini e si «coordinerà con le autorità egiziane».

«Le comunicazioni e gli incontri avuti dall’ambasciata egiziana a Roma con le autorità italiane nelle ultime ore – si legge ancora – confermano l’impegno delle due parti nell’affrontare i dettagli di questo episodio, nel quadro di uno spirito di collaborazione e fiducia reciproca e della necessità di ostacolare qualsiasi parte che cerchi di danneggiare le ottime relazioni tra Egitto e Italia e di approfittare di incidenti come questo per dare impressioni sbagliate e prive di base reale per realizzare profitti noti e chiari a tutti».

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