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Francesco I - Foto 6

Il web non perdona: Francesco I accusato di legami con la dittatura argentina

Francesco I - Foto 6
Francesco I  appena eletto

Nemmeno il tempo di diventare papa, e Francesco I è già nel mirino del web. Anzi, a dire il vero, gli articoli che circolano in questi minuti risalgono a prima che fosse scelto come Vescovo di Roma.

A fare molto discutere è il post che abbiamo trovato su supereva.it e che è stato preso d’assalto dai lettori del web. S’intitola: “Argentina, il lato oscuro del cardinale”.

L’articolo, come detto, è presente sul web da prima che il nuovo pontefice fosse nominato. Si basa sul libro L’Isola del silenzio, scritto da Horacio Verbitsky, giornalista e politologo argentino. Già blogger del Fatto Quotidiano, di idee socialiste, Verbitsky è anche un attivista per i diritti umani e collabora con alcuni dei più prestigiosi giornali al mondo, tra cui El Pais, Wall Street Journal e New York Times.

“Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, un anno fa, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone – si legge nell’articolo. – Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente.

I fatti riferiti da Verbitsky. Nei primi anni Settanta Bergoglio, 36 anni, gesuita, divenne il più giovane Superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina. Entrando a capo della congregazione, ereditò molta influenza e molto potere, dato che in quel periodo l’istituzione religiosa ricopriva un ruolo determinante in tutte le comunità ecclesiastiche di base, attive nelle baraccopoli di Buenos Aires. Tutti i sacerdoti gesuiti che operavano nell’area erano sotto le sue dipendenze. Fu così che nel febbraio del ’76, un mese prima del colpo di stato, Bergoglio chiese a due dei gesuiti impegnati nelle comunità di abbandonare il loro lavoro nelle baraccopoli e di andarsene. Erano Orlando Yorio e Francisco Jalics, che si rifiutarono di andarsene. Non se la sentirono di abbandonare tutta quella gente povera che faceva affidamento su di loro.

La svolta. Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati. Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi. Con l’accezione “sovversivo”, nell’Argentina di quegli anni, venivano qualificate persone di ogni ordine e grado: dai professori universitari simpatizzanti del peronismo a chi cantava canzoni di protesta, dalle donne che osavano indossare le minigonne a chi viaggiava armato fino ai denti, fino ad arrivare a chi era impegnato nel sociale ed educava la gente umile a prendere coscienza di diritti e libertà. Dopo sei mesi di sevizie nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma) – si conclude l’articolo – i due religiosi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano”.

La vicenda, naturalmente, merita approfondimento. Ma una cosa è certa: col web, nessun potente può più sfuggire alla critica. Nemmeno se ti chiami Francesco I e sei il primo papa argentino della storia della chiesa cattolica.

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4 comments

  1. NELLE DITTATURE TUTTO E’ POSSIBILE, SAREBBE UTILE CONOSCERE DALLA SUA PROPRIA VOCE I FATTI. TROVO QUANTO MAI DISDICEVOLE TUTTE QUESTE INSINUAZIONI E ACCUSE.

  2. QUELLI CHE ABBIAMO VISSUTO GLI ANNI DEL GOLPE (1976-1983) SAPPIAMO BENE CHE LA CHIESA CATTOLICA NON ERA CERTAMENTE DALLA PARTE DEL POPOLO. FATE RICERCA!!! E ASCOLTATE ANCHE LE CAMPANE NON FAVOREVOLI A DIFENDERLA.

  3. Zoff Gentile Cabrini

    ….E ti pareva !
    Qualsiasi Papa fosse stato eletto, avrebbero trovato dei presunti scheletri nell’armadio: se era del Congo, era amico delle compagnie minerarie assassine; se era filippino, era amico di Marcos; se era colombiano, era amico dei narcotrafficanti; se era brasiliano, era amico dei trafficnati di organi umani…
    E’ chiaro che chi vuole la scristianizzazione del mondo – la Finanza Parassita targata Wall Street e Tel Aviv – gioca tutte le carte per infangare la Chiesa.
    Ma questo qua è tosto, vedrete.

  4. IO NON CREDO A TUTTE QUESTE CATTIVERIE. SPERO INVECE CHE POSSA AIUTARE LA POVERA GENTE ITALIANA.

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