Impact Farm: Coltivare frutta e verdura in città? Si può con la serra “modello-Ikea”

Avere e curare un orticello può essere una vera cura per la mente ma in molti, pur avendo il sogno di poter coltivare in proprio frutta e verdura si trovano a dover accantonare l’idea a causa della loro residenza in città.

Da quando provenienza e qualità dei prodotti agroalimentari che affollano le nostre tavole sono divenute la ragione di vita per un cospicuo numero di consumatori, non più disposti a votarsi in direzione di soluzioni poco sicure, ha cominciato a serpeggiare l’idea di giungere un giorno al possesso di una serra domestica personalizzata, in grado di garantire il doveroso approvvigionamento di frutta e verdura, coltivate in casa secondo i parametri preferiti dai fruitori. Si tratta di trovare uno spazio esterno inutilizzato dove si potranno inserire dei pannelli, rimovibili in qualsiasi momento, che formeranno la serrarigorosamente costruita con materiali riciclabili. L’obiettivo principale della tecnologia è quello di ridurre l’impronta ecologica della catena alimentare, sfruttando le aree urbane dismesse o inutilizzate. Il vantaggio della nuova serra-fattoria idroponica è che può essere installata senza terra, cioè anche sul cemento. La serra è stata ideata dallo studio di design di CopenaghenHuman Habitat.

Piccolo gioiello della progettazione “off-grid”, la mini fattoria a due piani dà bella mostra di sé in questi giorni a Copenghen, in Danimarca. Come funziona la Impact Farm: vengono utilizzatimateriali di recupero destinati a rientrare in un ciclo di produzione. L’unità è autosufficiente per quanto riguarda l’acqua e l’energia pulita.

La Farm Impact è intenzionalmente progettata per sfruttare lo spazio urbano abbandonato, producendo in modo efficiente risorse di alta qualità e verdi, senza uso di pesticidi. L’energia viene ricavata dal sole mentre l’irrigazione avviene grazie alla raccolta dell’acqua piovana. Si propone inoltre di mettere a disposizione delle comunità urbane cibo sempre fresco coltivato a livello locale e in modo sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico. Da unasola serra si possono produrre fino a tre tonnellate di prodotto. I primi kit saranno in vendita a partire dall’autunno 2016, anche se non è ancora stato reso noto il prezzo.

Tra passato e futuro

Prima di mettere a punto la loro Impact Farm, la coppia di eco designer ha trascorso un paio di anni ad esplorare altri modelli di fattorie urbane verticali, come la  GrowUp londinese e la  Edenworks di New York. E gli Stati Uniti sono proprio il target di mercato a cui mirano Kjaer e Markussen con il loro laboratorio “Human Habitat”.  Le città americane risultano ottime sia in termini di scala sia per i grandi spazi inutilizzati che offrono.

Ma prima di puntare all’estero, la serra fai-da-te deve dare risultati tangibili in casa. Il primo prototipo è stato inaugurato a settembre 2015 nel quartiere Nørrebro, a due passi dal punto in cui è sepolto il celebre scrittore Hans Christian Andersen. All’interno stanno già crescendo le prime piantine ma l’esperimento durerà per tutto il 2016: alla fine dell’anno verranno raccolti dati e informazioni sullo sviluppo delle piante, sull’energia prodotta e sull’acqua piovana raccolta.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *