Inps, un buco da 10 miliardi l’anno, Tito Boeri avverte: ridurre del 50% il vitalizio ai politici sopra gli 80mila euro l’anno

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Possiamo affermare con certezza quasi matematica, che l’obiettivo indicato da Tito Boeri, di ridurre del 50% i vitalizi dei politici, che percepiscono tra gli 80 e gli 85 mila euro l’anno, è il sogno di buona parte degli italiani, ormai da troppi, parecchi anni. il presidente dell’Inps afferma che le manovre di giugno, che hanno toccato solo pochi pensionati d’eccezione, 200mila circa, che aveva già ricevuto dei trattamenti di ‘eccezione’ (leggasi favori da parte del fisco). A questi ultimi, secondo Tito Boeri, è lecito chiedere un contributo limitato.
Ritorna sempre la questione dei costi dello stato e dei nostri politici, come mezzo soluzione più appropriata a colmare i vuoti nelle tesorerie dello stato.

Dall’altra parte Iocca, presidente del consiglio di indirizzo e vigilanza dell’istituto elenca i cancri dell’Inps: qualità dei servizi arretrata, età del personale troppo alta (leggasi qui un ricambio generazionale atteso da più di 5 anni ormai), continuando così le passività dell’ente cresceranno fino a raggiungere i 100 miliardi nel 2015.
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Tito Boeri commenta anche la situazione degli immigrati e di come essi incidano positivamente sul bilancio statale. Infatti afferma nell’intervista che gli immigrati hanno versato fino ad oggi un gettito pari a tre miliardi di euro nelle casse dello stato italiano, ma quei fondi non serviranno mai a coprire le loro pensioni, perché non arriveranno mai a percepirle. E per di più l’accoglienza sempre crescente nel nostro paese verso gli stranieri fa aumentare questa cifra ad un ritmo vertiginoso: stima 400 milioni all’anno circa, il presidente dell’ente pensionistico italiano. Basta questo dato soltanto per capire quanto la tematica immigrazione stia cara allo Stato Italiano.
Parlando poi della situazione più scottante, quella degli esodati, in forte aumento negli ultimi anni, Boeri sentenzia: “il problema non è stato del tutto risolto perché è stato affrontato in modo tale per cui rischiamo di avere uno strascico. Già ci sono forti pressioni per una nuova salvaguardia, l’ottava. Si continua ad allargare la platea… Bisognerebbe trovare misure di sostegno al reddito per evitare che queste persone scendano nella soglia di povertà”.

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