Killer di Budrio: Il sospettato russo ricercato anche di notte nelle campagne fra Ferrara, Bologna e Modena

Il fascicolo aperto dal pm Marco Forte per l’omicidio di Davide Fabbri, 52 anni, ucciso sabato notte nel bar Gallo di Riccardina di Budrio (Bologna) continua a essere ancora contro ignoti, ma Igor Vaclavic, nato 40 anni fa in Uzbekistan, resta, ex militare dell’armata rossa, resta ancora il ricercato numero uno. L’uomo, che da circa 10 anni è noto nel Ferrarese, è ricercato per rapine commesse in provincia di Ferrara nel 2015 e sul suo capo pende un mandato d’arresto. Vaclavic sembra circondato da un’aura di mistero.

Abile nel nascondersi e nel muoversi di notte, soprannominato da qualcuno “Rambo”. Negli atti giudiziari su di lui si dice genericamente che è nato in Russia, mentre le informazioni su una passata militanza nella fanteria dell’Esercito russo sembrano provenire più che altro da suoi racconti.

L’ex militare avrebbe fatto parte anche della banda che rapi e uccise, nel settembre 2015, il pensionato Pier Luigi Tartari, ad Aguscello (Ferrara), anche se non partecipò all’esecuzione. Nel 2007 fu arrestato per rapine ad agricoltori, minacciati con arco e frecce, nelle campagne tra Rovigo e Ferrara e usci dal carcere nel 2015, l’anno in cui avvennero le altre rapine di cui è accusato. Lo stesso uomo è sospettato di aver agito nella rapina al vigilantes di Consandolo (Ferrara) del 29 marzo scorso, dove è stata rubata una pistola Smith& Wesson, l’arma che sarebbe stata riconosciuta dalla guardia giurata nel filmato delle telecamere del bar di Budrio.

Anche se gli inquirenti continuano a ripetere che finora non esiste nessun elemento certo per collegare i fatti. Intanto elicotteri dei carabinieri continuano a setacciare le campagne tra Bologna, Ferrara e Modena, attraverso telecamere termiche stanno cercando di rilevare la presenza di calore umano all’interno di casolari. Nel pomeriggio si è svolta l’autopsia di Fabbri.

Gli uomini del Comando dei carabinieri di Bologna stanno cercando di identificare tracce biologiche che possano portare all’identità dell’assassino, ad esempio sotto le unghie della vittima. Dai Ris di Parma sono invece attesi per oggi i primi riscontri dalle analisi della scia di sangue trovata fuori dal bar di Budrio, che potrebbero appartenere all’assassino. Sono in corso poi le analisi di alcuni frammenti del fucile imbracciato dal killer e poi sfilato da Fabbri, che era riuscito a percuoterlo con l’arma, prima di essere ucciso.

Obiettivo dei tecnici dell’Arma è completare le acquisizioni dei reperti, in particolare nel retrobottega, dove la vittima e il killer si erano spostati nel corso di una colluttazione, prima che venisse esploso il colpo di pistola letale. Si cercano tracce utili e l’ogiva della pistola calibro 9. Gli investigatori sperano di trovare impronte digitali, raffrontabili con quelle in banca dati, anche se pare che l’assassino avesse i guanti.

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