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Le 10 più grandi bugie di Renzi

Matteo Renzi si è confermato un grande comunicatore come Silvio Berlusconi, ma dal predecessore sembra aver anche ereditato la predisposizione alle bugie. Ecco quali sono le 10 più grandi bugie del governo:

1 “Non andrò mai al governo senza passare dalle elezioni”. FALSO: Renzi è diventato presidente del Consiglio facendo fuori Enrico Letta con manovre di Palazzo e ottenendo l’incarico da Napolitano senza sottoporsi al giudizio degli italiani tramite le elezioni.

2 “Il governo sta dando vita alla più grande riduzione di tasse della storia”. FALSO: nel primo anno di governo di Matteo Renzi la pressione fiscale è salita al 43,5% (Dati Istat), tornando ai livelli del 2012, dopo il calcio del 2013 durante il governo Letta.

3 “Abbiamo abolito le province”. FALSO: sono state abolite solo le elezioni provinciali, le giunte vengono elette dai sindaci e dai consiglieri comunali. Assieme alle province, inoltre, sono state istituite le città metropolitane: anche la Corte dei Conti conferma che la riforma di Renzi ha comportato solo un aumento dei costi invece che una riduzione, anche considerando i 25.000 consiglieri comunali in più che ne sono derivati.

4 “La Legge di stabilità 2015 rompe col passato, non ci saranno più regali ai soliti noti”. FALSO: la legge di stabilità è piena di regalie e favori a banche e altre lobby, oltre a contenere nuove tasse e l’aumento di quelle già esistenti.

5 “I ministri non possono non sapere, come successo con Alfano con la Shalabayeva, devono dimettersi o essere mandati via dal Governo”. BUGIA: Lupi colpito da uno scandalo simile in questi giorni, non si è dimesso e non è stato cacciato dallo stesso capo del governo.

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6 “Aboliremo il Senato”. FALSO: il Senato continuerà ad esistere ma sarà una Camera di nominati provenienti dalle amministrazioni locali. Tanti politici ladri con processi in corso, potranno godere dell’immunità parlamentare. Inoltre, il risparmio sbandierato da Renzi, sarà infinitamente inferiore alle stime del governo.

7 “Addio doppi incarichi”. FALSO: a parte il fatto che lo stesso Renzi continua ad essere segretario del PD e presidente del Consiglio, il governo Renzi non ha mai scoraggiato i doppi incarichi, anzi, nella sua maggioranza vi sono diverse esponenti che occupano poltrone multiple.

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4 comments

  1. un gran ballista ,se queste informazioni sono vere

  2. Integro il n°. 1: il nome Matteo Renzi venne imposto dall’estero, e il suo nome circolava già tra i finanziatori del debito pubblico italiano, che volevano avere certezze sulla restituzione di ciò che avevano prestato. Quando UBS ipotizzava il nome Renzi, il 7/1/2014, al Governo Italiano c’era Enrico Letta! Su questo documento UBS, a pagg. 10 e 11, c’è la prova. Basta digitare, su un motore di riserca: “Eurozone economy 2014 Outlook”.

  3. Addendum. Tra le varie Renzate, c’era la dichiarazione di imporre un tetto massimo agli emolumenti elargiti. Moretti (ex Trenitalia) pestò subito i piedi. Renzi lo spostò come A.D. di Finmeccanica con ulteriore aumento di paghetta…..

  4. ἠλληνιστί,dette alla greca antica e con le parole di Eschilo , Renzi è ὀ χαριτο-γλωσσέω l’amabile soltamto a chiacchere,uno che cerrca di accattivarsi la gente con le chiacchere,. l’unico suo atto di cvui si vanta è il suo incipit governativo che denota la sua incapacità:ha dato 80 euro ad una classe sociale che stava discretamente e che invece di spenderli subito spingendo la ripresa li ha tesaurizzati per il timore di un peggioramento della crisi E non li ha dati agli ultimi , con pendsioni da fame,che li avrebbero ricevuti come manna dal cielo,,loro che dovevano sopravvivere rovistando tra i rifiuti dei mercati generali e deelle supercoperative.Loro che li avrebbero rimessi in circolo tutti,dando una spinta alla ripresa

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