Noia e Démare: alla Milano-Sanremo solita frana tricolore

Dieci anni di digiuno, dall’exploit di Pozzato nel 2006. Il conto che ormai recita 57 vittorie straniere contro 50 successi tricolori. E, in fondo, la solita delusione per un’altra Classicissima con poche emozioni. La Milano-Sanremo numero 107 si conclude, infatti, allo sprint dopo 295 chilometri (4 km in più per una frana) vissuticon fin troppa prudenza.

Le poche speranze tricolori erano affidate a Nibali, che pure cihaprovato nella discesa della Cipressa sfruttando l’iniziativa dell’ex campione del mondo Kwiatkowsky. «Le velocità erano altissime, non potevo fare di più», dice lo Squalo al traguardo dopo averconfer- mato l’ottima forma mostrata alla Tirreno-Adriatico. Impossibile fare la differenza per il leader dell’Astana in un percorso ormai scontato per tutti, che ha portato almeno un’ottantina di corridori all’inizio del Poggio.

Senza l’inserimento più volte rimandato de Le Manie o della Pompeiana, lo spettacolo sarà sempre più raro. Per quanto riguarda gli altri italiani, si fa vedere all’inizio della penultima asperità Visconti, c’è un lampo del giovane Fedi tra gli scatti di Cancellara e Van Avermaet, Trentin chiude tutti gli scatti dell’attivissimo Gallopin e chiude 10°, ma la vittoria resta una chimera.

Quella va almeno atteso dei francesi (che non finivano primi dal 1995 con Jalabert), Arnaud Démare. Classe 1991 della Fdj, campione del mondo under 23 nel 2011 e 2012, il transalpino riscuote il credito con la sorte dopo la caduta dello scorso anno. Prima esce indenne dallo scivolone a centro gruppo a 30 km dal traguardo, poi vola verso il traguardo grazie al crollo di Gaviria (contatto con Sagan) e la sfortuna dell’odiato connazionale Bouhanni che perde la catena e chiude quarto (dietro a Swift e Roelandts).

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *