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Nuzzi: “Vaticano oscurantista, io faccio informazione”

Chiamiamole coincidenze. E’ appena uscito il nuovo libro di Gianluigi Nuzzi (nella foto): Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XV. Qualche giorno dopo, la cattura del ‘corvo’, ovvero di colui che – in concorso con altri – avrebbe fatto uscire dal Vaticano i documenti per consegnarli alla stampa. Sotto torchio c’è Paolo Gabriele, maggiordomo del papa.

Insomma, la Chiesa ha reagito con veemenza all’uscita del libro di Nuzzi. La pubblicazione di documenti che dovrebbero restare segreti e che invece diventano di dominio pubblico sono l’emblema di una sconcertante debolezza. Poi c’è il problema di quel che nel merito dicono le carte: dall’ingerenza verso l’Italia, alle lotte per il potere fra cardinali, dalle preoccupazioni prettamente economiche alle operazioni dello Ior, passando per tutti i misteri rimasti irrisolti, a partire dal caso Orlandi.

Il Vaticano, infuriato per il danno d’immagine che deriva dalla pubblicazione del libro, ha già annunciato che agirà per vie legali per farlo sparire dagli scaffali. Il risultato concreto, per ora, è che l’opera di Nuzzi sta ottenendo grande visibilità mediatica, facendo registrare ottime vendite, così come era già stato per Vaticano Spa.

“Questa è una risposta oscurantista da parte del Vaticano – ha detto lo scrittore a Micromega commentando l’azione legale della Santa Sede. – Il giornalista ha il dovere deontologico di rendere pubbliche le notizie che trova. Io ho fatto solo il mio mestiere. Mi fa ridere pensare che il Vaticano chieda aiuto ai magistrati italiani dopo che non ha mai risposto alle rogatorie che ha ricevuto su tante vicende. Gliene indico solo una: l’omicidio del banchiere Roberto Calvi. Lo stesso pm del caso Calvi ha detto che alcune rogatorie sono rimaste del tutto inevase. Da una parte, sulle vicende di sangue, il Vaticano non risponde. Dall’altra, dopo l’uscita del mio libro, ricorre alla magistratura italiana per stanare le mie fonti”.

Una delle fonti di Nuzzi il Vaticano ritiene di averla stanata. Ma è chiaro che sei documenti che dovevano essere segreti sono usciti dalle stanze papali, c’è stata la collaborazione di altre persone. Non dimentichiamoci che anche Il Fatto Quotidiano aveva ricevuto carte dal corvo, dalle quali emergeva che nel 2012 ci sarebbe stato un complotto contro Ratzinger. L’articolo shock era uscito lo scorso febbraio e aveva fatto il giro del mondo, nonostante le smentite di facciata della Santa Sede.

Ma si può parlare di violazione della privacy quando le lettere al papa e i documenti del Vaticano, contro il volere dei proprietari, diventano di dominio pubblico? Secondo Nuzzi, assolutamente no: c’è di mezzo il diritto di fare informazione ed essere informati.

“Qui si tratta di dovere di cronaca – dice il giornalista  Micromega. – Quando si entra in possesso di un memorandum del Papa in occasione dell’incontro con il Presidente Napolitano, credo che il dovere di cronaca sia preminente. Capire chi sono stati i congiurati che hanno fatto fuori Boffo, secondo le sue stesse parole, è prioritario. Sapere che c’è stato un lavoro diplomatico che si è sviluppato tra l’Italia e il Vaticano per evitare che il Vaticano pagasse una multa sugli arretrati della tassa dell’Ici e che questa trattativa si è sviluppata in incontri tra Tremonti e l’ex presidente della Banca dello Ior Gotti Tedeschi, interessa tutti gli italiani che pagano le tasse”.

Le carte pubblicate da Nuzzi sono eloquenti rispetto alla preoccupazioni reali della Santa Sede. In Vaticano temono la recessione dell’economia mondiale, che comporta anche un calo delle offerte dei fedeli. Notevoli le pressioni diplomatiche sull’Italia affinché non approvi leggi in favore delle coppie di fatto. Nemmeno il fine vita deve essere regolamentato, nonostante il caso Eluana Englaro abbia dimostrato quale sia la sensibilità degli Italiani.

Se le offerte dei fedeli sono in calo, i vip sanno ancora essere molto generosi. In uno stato ancora feudale come il nostro, avere ottime relazioni con i vertici del Vaticano è fondamentale se si vuole fare carriera.

“Trovavo interessante questo viavai di oboli che arriva in Vaticano la vigilia di Natale – dice Nuzzi. – Volevo evidenziare il flusso di denaro proveniente da tante personalità. Credo che il fatto che Bruno Vespa ceni a casa sua con il Segretario di Stato Tarcisio Bertone non sia un fatto proprio usuale. […] Mi piaceva e mi interessava il fatto che Vespa chiedesse un appuntamento a Papa Benedetto XVI nella stessa lettera in cui versa diecimila euro. Letta, Geronzi, Bisignani, sono tutti uomini che hanno ruotato in quel mondo, tutta quella rete relazionale è stata un pezzo importante del potere politico ed economico in Italia ed era giusto raccontarlo. Vespa rappresenta un’interfaccia mediatica – aggiunge Nuzzi. – Mi incuriosiva perché lui chiede un appuntamento con il Papa e c’è un’attenzione che normalmente, se lei scrive al Papa o a chi per lui, certo non le rivolgono, non valutano la sua lettera”.

Forse perché ci sono cattolici di Serie A e cattolici di Serie B. I primi sono quelli che posseggono ricchezza e potere; i secondi sono gli umili, i poveri. Quelli che al Vaticano sembrano interessare ben poco. Tranne quando si tratta di rilevare che le offerte sono in calo. Pazienza, si consolino con gli assegni di Bruno Vespa e dei banchieri.

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