A casa dopo 6 ore dal parto, grazie al progetto “dimissione precoce”

Una grande novità è in arrivo per tutte le mamme che partoriranno i loro figli nel corso del 2016. La novità consiste nel partorire in ospedale e dopo sei ore poter tornare a casa con il proprio bambino o bambina tra le braccia. La novità che è stata sperimentata lo scorso mese di ottobre dall’Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, è rivolta per lo più alle donne che hanno avuto almeno un figlio con un parto naturale e che nei primi nove mesi della gravidanza non abbiano riscontrato problemi.

Il progetto viene definito “dimissione precoce”, e mira ad umanizzare le cure e riunire al più presto il nucleo familiare e sicuramente non per liberare posti letto, come ha dichiarato lo stesso Marco Pezzati, direttore del Dipartimento materno infantile dell’Azienda sanitaria di Firenze. Come già anticipato potranno usufruire della novità soltanto quelle donne che per tutta la durata della gravidanza non abbiano avuto alcun tipo di problema, ed ancora che il neonato goda di ottima salute, la donna deve essere almeno al secondo figlio ed ancora il parto deve svolgersi tra la 37esima e la 42esima settimana.

Ad ogni modo, una volta che mamma e figlio vengono dimessi dall’ospedale entro sei ore, questo non significa che vengano a abbandonati a se stessi, perchè già il giorno dopo un’ostetrica si presenterà al domicilio della donna per visitare entrambi ed ancora dopo due giorni mamma e figlio dovranno tornare in ospedale per essere sottoposti a degli screening obbligatori.

“Finora abbiamo avuto una buona risposta e tutto è filato lisco, con allattamenti esclusivi al seno ben avviati e mamme felici dell’esperienza”, ha aggiunto Marco Pezzati. Ed ancora il direttore del dipartimento materno infantile dell’azienda sanitaria di Firenze, ha aggiunto: “Le richieste sono state molte, ma quelle soddisfatte poco più di una decina perché i requisiti molto restrittivi sono un bell’imbuto. Prima di allentarli vogliamo renderci conto se la procedura avviata regge bene. Rientra tutto in un percorso di umanizzazione della nascita: nelle situazioni in cui va tutto bene, sia la salute che la gestione del piccolo, non si vede perché non facilitare il ritorno a casa”.

Il progetto, già sperimentato in Toscana e nello specifico presso l’ospedale di Firenze, è molto piaciuto alle neo mamme e questo fa presupporre che nei prossimi mesi potrebbe essere esteso ad altri tre punti nascita della città, ovvero Annunziata, Borgo San Lorenzo e Careggi.

Nel contempo possiamo dire che sono tanti gli ospedali dislocati su tutto il territorio italiano che hanno richiesto informazioni al riguardo, per studiarla ed eventualmente adottarla. “Il limite nelle grandi città è l’organizzazione. A volte tenere in ospedale per controlli di routine è inutile, ma organizzare un team che possa farli a domicilio è complicato, noi non ci siamo mai riusciti”, ha dichiarato Carlo Piscicelli, primario di ostetricia e ginecologia al Cristo Re di Roma. 

“Se questo percorso è condiviso – aggiunge la dottoressa Del Carlo –, i genitori firmano il ‘consenso informato’, ostetrica e pediatra forniscono i recapiti telefonici cui possono rivolgersi 24 ore su 24 in caso di dubbi sulla salute della madre o del neonato. Dopo i controlli previsti, si esegue la visita di dimissione neonatologica e ginecologica”.

“Naturalmente – chiarisce Arianna Maggiali, responsabile delle ostetriche dell’Azienda sanitaria di Firenze –, nel caso in cui, in una qualsiasi fase del percorso, dovessero verificarsi condizioni che suggeriscano un ripensamento, l’ostetrica, sia essa ospedaliera, domiciliare o del consultorio, può attivare, coinvolgendo gli altri professionisti medici, tutte le azioni necessarie alla tutela della salute della madre e del neonato, compresa la riammissione in ospedaledi entrambi”.

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