Rosario Crocetta replica a Vecchioni, abbiamo il mare

Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia, non ci sta alle parole aspre di chi non coglie la vera bellezza della sua terra e per far capire ai tanti detrattori che si sbagliano prende la macchina blu (blu come il mare, come il cielo siciliano) e si reca nella sua bella Castel di Tusa (cui si aggiunge altro blu, quello della bandiera, questa volta per la spiaggia). Qual è il nesso tra un'”isola di merda“, per citare il poeta, al secolo Roberto Vecchioni, e Castel di Tusa, piccola località costiera sul mare in provincia di Messina?
Rosario Crocetta è solito frequentare Castel di Tusa, di cui è cittadino onorario, per la sua bella spiaggia e per l’Atelier sul mare, l’albergo dove ha una stanza con le iniziali del suo nome sulla porta. L’albergo di cui il presidente della Sicilia è un abitué è di proprietà dell’amico Antonio Presti e si trova proprio a due passi da quella spiaggia. E poi capisci perché quando metti piede a Castel di Tusa sembra di ritrovarti in un’altra Sicilia, una terra che perfino gli stessi siciliani stentano a riconoscere. Un castello proteso sul mare, inavvicinabile, protetto da soldati dell’esercito (a difendere cosa e chi poi?), che domina un mare con vista sulle Eolie ed una spiaggia di ciottoli fin dove lo sguardo può arrivare. Proprio su quella spiaggia Rosario Crocetta si è lasciato fotografare, per rispondere con cortesia alle parole di chi la sua terra la giudica con parole indegne e pesanti.

Rosario Crocetta

Rosario Crocetta scrive “Una giornata bellissima, con un tuffo nel mare incontaminato di Tusa”, dalla Sicilia con amore

La Sicilia è un’isola bellissima, la più bella del mondo e il suo popolo è straordinario“. Scrive il presidente siciliano in commento alla foto. “Abbiamo dei problemi, molti dei quali arrivano da passato ma non voglio fare polemica con nessuno. Stiamo superando tutto, il Pil comincia a crescere e ci sono già alcuni piccoli segni di ripresa. La cosa importante è che ci sia un popolo unito, che si batte contro il malaffare e la corruzione per una Sicilia libera. Buon ponte dell’Immacolata a tutti“.
Il tutto ha il sapore di un’immagine poco elegante, che sembra quasi dire ‘forse ci sarà anche della merda, ma almeno abbiamo il mare’.
E dopo via, un tuffo nel mare che lava dai problemi, un’abluzione salmastra per lasciarsi dietro peccati, colpe ed eredità troppo impegnative di cui sobbarcarsi. Il merito di un popolo non è la terra che abita, ma il male di una terra può essere il popolo che la abita: avere il sole non è un merito, ma è una colpa oscurarlo con le emissioni; neanche avere un bel mare è un merito, una colpa però consiste nell’inquinarlo. Il clima piacevole non esautora i siciliani dai doveri verso la società civile ed il rispetto dell’ambiente. Sarebbe come se presso paesi scandinavi o il Canada attribuissero tutti gli insuccessi della civiltà al clima proibitivo!
Dirò di più: avere un passato glorioso di culture ingegnose e prospere non è un vanto: del passato  non abbiamo né colpe ne meriti, non possiamo aver avuto parte in ciò che ci ha preceduto.
Però attenzione perché del presente siamo noi gli artefici: non si possono usare i vantaggi del clima e dell’ambiente se non ci si adopera per mantenerli sani; non si può elogiare il patrimonio culturale se i tagli al bilancio ne rendono difficile la tutela e mortificano al contempo il lavoro degli esperti del settore. Le strade e le autostrade si sbriciolano sotto i pneumatici, e di quelle ancora in piedi che dire? Se un noto archeologo italiano diceva agli inizi del 1900 che da Palermo ad Agrigento aveva impiegato due ore di viaggio, beh oggi ne servono ancora due.

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